di Cristiano Valli
Una partita dello sport che fra praticanti ed appassionati è fra i più seguiti del pianeta, il calcio, è un affare gestito da non più di quattro persone. Un arbitro, due guardalinee ed il quarto uomo. Tutto nel peggior concerto di discrezionalità assortite che si siano mai viste nella storia dei regolamenti.
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Orario ed incontro da definire

L’anno scorso Sky ha fatto la solita offerta che faceva da anni, la Rai invece ha rilanciato. E così RaiSportPiù ha strappato a Sky il football americano al massimo livello, quello della NFL. Letta così uno penserebbe 'Bene, ci hanno investito, avranno dei progetti in testa'. Ed invece RaiSportPiù è rimasto il canale semiclandestino di sempre. Che non si può guardare. Non nel senso che qualcuno o qualche cosa te lo impediscano fisicamente, ma nel senso che è l’unico canale del mondo di cui è impossibile conoscere in anticipo la programmazione. A che cosa stai assistendo te lo dicono solo nel momento in cui vi assisti...Sul sito si trovano due giorni di palinsesto, vago. La partita di football viene di solito indicata come “NFL - orario ed incontro da definire”. E questo era il primo indizio del non avere idea di come si tratta lo sport in tivù. Poi una volta che paghi un evento, cosa puoi fare oltre a mandarlo su un canale semiclandestino, per seppellirlo? Il fatto poi di avere investito sui telecronisti oltre che sui diritti, con Roberto Gotta come voce tecnica, rende la clandestinità ancora più assurda. Questa è più facile. Non si fa alcun promo, mai. Vuoi sapere che fine ha fatto il football americano in tivù? Sarà mica un problema della Rai. Ti interessa? Documentati. E questo era il secondo indizio. Infine la prova. Perché mandare in onda quattro ore di televisione quando puoi mandarne in onda due? In fondo cosa cambia se si trasmettono solo differite tagliando i tempi morti? Come se diretta sportiva o differita fossero la stessa cosa...Tutto questo cosa ha portato nelle casse Rai? Boh. E' tutto l’anno che guardiamo sintesi su RaiSportPiù, registrando intere nottate a caso per incrociare il football. Mai che ci abbiamo visto una pubblicità, se non qualche casuale promo Rai. Concludendo: per una cosa del genere c’è qualche d’uno chiuso in una qualche stanza di Saxa Rubra che non dico perda il posto, ma perlomeno si pigli un qualche tipo di cazziatone? O in Rai i soldi si buttano via così?
Cristiano Valli
(per gentile concessione dell'autore, fonte: Cose Rosse)
Per dieci date di Ligabue

Quando nel 1985 è crollato il Palasport per neve, Milano ospitava un torneo di tennis internazionale, aveva una buona squadra di pallavolo, una strepitosa squadra di basket, una squadra di hockey su ghiaccio di grandi ambizioni (il Saima, erede morale dell'Hockey Club) che stava iniziando la sua scalata, la boxeera ancora uno sport e si faceva finta che i ciclisti pedalassero davvero da soli. Da allora, l’illuminata classe dirigente di questa città ha lasciato che tutto questo si sciogliesse come si è sciolta quella neve. una sola cosa sono stati capaci di ripetere. mentre il mondo e lo sport cambiavano e Milano scompariva da ogni campionato che non fosse quello di calcio. Per vent’anni. ripeterselo come il mantra di quattro vecchi rimbambiti al bar che dicono le cose senza più ascoltarsi. Milano ha bisogno di un palazzo per lo sport. Ed adesso finalmente presentano il nuovo Vigorelli. Sarà polifunzionale, costerà un sacco di soldi ed ospiterà la pallavolo [nemmeno ci giocano più a scuola, almeno a Milano], la boxe [sport talmente sputtanato che pure la mafia di Las Vegas l'ha abbandonato], il ciclismo su pista [in effetti in Belgio è ancora molto popolare] e l’hockey su ghiaccio [Milano non c'è più ed il campionato fa ridere]. Posto che un palazzo dello sport è sempre meglio averlo che non averlo [certo, va ancora trovato un pazzo che scucia quaranta milionidieuro], collateralmente, qualcuno ha ipotizzato, pensato, perlomeno vaneggiato di un qualche straccio di piano di rilancio dello sport milanese? A parte costruire palazzi e “suite, box a vetri che si affacciano sui campi da gioco“? Ebbene no. Italia Novanta non ha insegnato nulla. Costruiamo. Poi si vedrà. Mal che vada, se resta sempre vuoto, ci si possono sempre ospitare dieci date di Ligabue e quaranta di Vasco Rossi. Come al Forum, no?
Cristiano Valli
(per gentile concessione dell'autore, fonte: Cose Rosse)
Cristiano Valli
(per gentile concessione dell'autore, fonte: Cose Rosse)
La vera guerra fra Berlusconi e Murdoch

Ormai il deficit di competenze nel paese pare tale che le opinioni di chicchessia valgono quanto la realtà dei fatti. Provo a rispiegarmi su un paio di punti, sperando che non si debba arrivare a fare dei disegnini.
SKY NON E' LA TELEVISIONE DI MURDOCH. La Televisione di Murdoch si chiama Fox. Sky è la scatola inventata per l’italia in mancanza di un operatore satellitare affidabile e credibile. sSe Murdoch fosse concorrente di Mediaset gli basterebbe ad esempio non vendere i diritti del dottor House a Canale Cinqueaus ed automaticamente l’ammiraglia di casa Silvio perderebbe ventidue prime serate all’anno che conti alla mano valgono ben più dell’Iva che Tremonti farà pagare a Sky. Se Murdoch ed il digitale terrestre fossero in concorrenza non si spiegherebbero le tre serie Fox che Mediaset Premium ha attualmente in anteprima esclusiva sui suoi canali Joy e Steel. Sky, digitale terrestre e tivvù in chiaro sono semplicemente i tre modi con cui Murdoch fa i soldi. Rivendendo la stessa roba, tutta sua.
IL DIGITALE TERRESTRE NON E' CONCORRENTE DEL SATELLITE - Il digitale terrestre è un banale passaggio tecnologico che solo l’anomalia televisiva italiana, aggiunta al deficit di competenze di cui sopra, ha consentito di trasformare in un nuovo prodotto [è come se Enel cambiasse il materiale dei cavi dell'alta tensione e ve la vendesse come una nuova forma di energia]. Si tratta di una tecnologia ormai trasparente all’utente, che sarà entro cinque anni nelle case di ogni italiano incorporata al televisore. E le tesserine per i programmi in pay-per-view si distribuiranno nelle edicole allegate a Sorrisi e Canzoni. Una tecnologia destinata a diventare egemone. E quand’anche Sky chiudesse, Murdoch risparmierebbe un bel po’ di soldi [ora per farla sopravvivere gli tocca pagare miliardi per diritti sportivi di cui farebbe volentieri a meno], SkyTg24 diventerebbe, chessò, SkyNewsItalia, e tutto ciò che ora va su Sky verrebbe semplicemente venduto al digitale terrestre e da lì agli italiani. Si sta andando verso uno scenario in cui smetterà di essere importante il come la tivù ci arriva in casa: che sia una antenna, un modem o la trasmissione del pensiero. Ed in tale scenario è il prodotto che conta [il dottor House così come il Grande Fratello]. E' questo semmai il piano su cui Murdoch e Berlusconi potranno un giorno essere concorrenti.
Cristiano Valli
(per gentile concessione dell'autore, fonte: Cose Rosse)
SKY NON E' LA TELEVISIONE DI MURDOCH. La Televisione di Murdoch si chiama Fox. Sky è la scatola inventata per l’italia in mancanza di un operatore satellitare affidabile e credibile. sSe Murdoch fosse concorrente di Mediaset gli basterebbe ad esempio non vendere i diritti del dottor House a Canale Cinqueaus ed automaticamente l’ammiraglia di casa Silvio perderebbe ventidue prime serate all’anno che conti alla mano valgono ben più dell’Iva che Tremonti farà pagare a Sky. Se Murdoch ed il digitale terrestre fossero in concorrenza non si spiegherebbero le tre serie Fox che Mediaset Premium ha attualmente in anteprima esclusiva sui suoi canali Joy e Steel. Sky, digitale terrestre e tivvù in chiaro sono semplicemente i tre modi con cui Murdoch fa i soldi. Rivendendo la stessa roba, tutta sua.
IL DIGITALE TERRESTRE NON E' CONCORRENTE DEL SATELLITE - Il digitale terrestre è un banale passaggio tecnologico che solo l’anomalia televisiva italiana, aggiunta al deficit di competenze di cui sopra, ha consentito di trasformare in un nuovo prodotto [è come se Enel cambiasse il materiale dei cavi dell'alta tensione e ve la vendesse come una nuova forma di energia]. Si tratta di una tecnologia ormai trasparente all’utente, che sarà entro cinque anni nelle case di ogni italiano incorporata al televisore. E le tesserine per i programmi in pay-per-view si distribuiranno nelle edicole allegate a Sorrisi e Canzoni. Una tecnologia destinata a diventare egemone. E quand’anche Sky chiudesse, Murdoch risparmierebbe un bel po’ di soldi [ora per farla sopravvivere gli tocca pagare miliardi per diritti sportivi di cui farebbe volentieri a meno], SkyTg24 diventerebbe, chessò, SkyNewsItalia, e tutto ciò che ora va su Sky verrebbe semplicemente venduto al digitale terrestre e da lì agli italiani. Si sta andando verso uno scenario in cui smetterà di essere importante il come la tivù ci arriva in casa: che sia una antenna, un modem o la trasmissione del pensiero. Ed in tale scenario è il prodotto che conta [il dottor House così come il Grande Fratello]. E' questo semmai il piano su cui Murdoch e Berlusconi potranno un giorno essere concorrenti.
Cristiano Valli
(per gentile concessione dell'autore, fonte: Cose Rosse)
Leader del settore

Raramente avevo assistito ad una tale sequela di inesattezze, imprecisioni e dichiarazioni a vanvera senza mediazione alcuna. ma deve essere il famoso giornalismo professionale. Colgo qua e là, fior da fiore, ché se lo setaccio proprio tutto non se ne esce…
“[...] la tv di Murdoch, leader in Italia nel settore“. Scai non è lider del settore. ne ha il totale monopolio di fatto da anni. anche tecnologico. Così è più facile essere lider del settore.
“[...] l’amministratore delegato di Sky Italia Tom Mockridge [...] Sky oggi dà lavoro direttamente ad oltre 5000 persone e ad altre 4000 nell’indotto, più del triplo del totale dei dipendenti sommati di stream e tele+ nel 2003“. Vedi sopra. Senza concorrenti è più facile.
“[...] deve essere chiaro che questo provvedimento è un aumento delle tasse per le oltre 4.6 Milioni di famiglie italiane che hanno liberamente scelto i programmi di Sky. Informeremo immediatamente i nostri oltre 4,6 milioni di abbonati di questa decisione del governo di aumentare le loro tasse“. Se c’è una cosa che dovrebbe essere chiara all’amministratore delegato di Scai, è che siccome loro vendono, comunicano, pubblicizzano i loro abbonamenti a tot euro [Iva inclusa] e non a tot euro più Iva, non possono, o non dovrebbero potere, aumentare di punto in bianco l’abbonamento solo perché gli sono aumentate le tasse. E se solo avessero un reale concorrente, nemmeno potrebbero annunciarlo.
“[...] ha tutta l’aria di un blitz contro Sky, il principale concorrente privato di Mediaset, denuncia Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd“. Se Gentiloni avesse una idea seppur vaga di come vanno le cose nel settore radiotelevisivo, saprebbe che Scai non è un concorrente di Mediaset. Scai è un prodotto-status che va ad affiancarsi alla televisione in chiaro. Non è in alternativa né in contrasto con la televisione in chiaro. Scai non controprogramma la televisione in chiaro, né viceversa. Perché non sono concorrenti. Mediaset accetta spot di scai sulle proprie reti in chiaro. Perché non sono concorrenti. I bagget aziendali per la pubblicità televisiva in chiaro sono distinti da quelli per il satellite. Perché non sono concorrenti.
“[...] la ‘tassa Sky’ - afferma il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi - è l’ennesimo caso che dimostra ancora una volta la necessità e l’urgenza di risolvere il conflitto d’interessi nel nostro paese. [...] Un caso del genere non sarebbe mai stato possibile né negli Usa né in un altro paese europeo“. Le uniche cose che non avremmo negli iuessei sarebbero, primo, la presenza di un tale monopolista, secondo, l’amministratore delegato del medesimo monopolista che prende l’aumento delle tasse come scusa per annunciare nei fatti un aumento del costo degli abbonamenti.
Poi per carità. Il conflitto di interessi, Silvio Berlusconi, l’anomalia del sistema radiotelevisivo italiano, etcetera. tutto vero. resta il fatto che spesso ciò che è più indicativo in una persona sono le sue reazioni istintive. C’è silvio che aumenta le tasse ad un monopolista. C’è un monopolista che quindi le aumenta ai suoi abbonati. E così, d’istinto, per chi si schiera il piddì? Per il monopolista. contro silvio. Gli abbonati si fottano. Yanto è colpa di Bi. Bah. Boh.
Cristiano Valli
(per gentile concessione dell'autore, fonte: Cose Rosse)
“[...] la tv di Murdoch, leader in Italia nel settore“. Scai non è lider del settore. ne ha il totale monopolio di fatto da anni. anche tecnologico. Così è più facile essere lider del settore.
“[...] l’amministratore delegato di Sky Italia Tom Mockridge [...] Sky oggi dà lavoro direttamente ad oltre 5000 persone e ad altre 4000 nell’indotto, più del triplo del totale dei dipendenti sommati di stream e tele+ nel 2003“. Vedi sopra. Senza concorrenti è più facile.
“[...] deve essere chiaro che questo provvedimento è un aumento delle tasse per le oltre 4.6 Milioni di famiglie italiane che hanno liberamente scelto i programmi di Sky. Informeremo immediatamente i nostri oltre 4,6 milioni di abbonati di questa decisione del governo di aumentare le loro tasse“. Se c’è una cosa che dovrebbe essere chiara all’amministratore delegato di Scai, è che siccome loro vendono, comunicano, pubblicizzano i loro abbonamenti a tot euro [Iva inclusa] e non a tot euro più Iva, non possono, o non dovrebbero potere, aumentare di punto in bianco l’abbonamento solo perché gli sono aumentate le tasse. E se solo avessero un reale concorrente, nemmeno potrebbero annunciarlo.
“[...] ha tutta l’aria di un blitz contro Sky, il principale concorrente privato di Mediaset, denuncia Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd“. Se Gentiloni avesse una idea seppur vaga di come vanno le cose nel settore radiotelevisivo, saprebbe che Scai non è un concorrente di Mediaset. Scai è un prodotto-status che va ad affiancarsi alla televisione in chiaro. Non è in alternativa né in contrasto con la televisione in chiaro. Scai non controprogramma la televisione in chiaro, né viceversa. Perché non sono concorrenti. Mediaset accetta spot di scai sulle proprie reti in chiaro. Perché non sono concorrenti. I bagget aziendali per la pubblicità televisiva in chiaro sono distinti da quelli per il satellite. Perché non sono concorrenti.
“[...] la ‘tassa Sky’ - afferma il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi - è l’ennesimo caso che dimostra ancora una volta la necessità e l’urgenza di risolvere il conflitto d’interessi nel nostro paese. [...] Un caso del genere non sarebbe mai stato possibile né negli Usa né in un altro paese europeo“. Le uniche cose che non avremmo negli iuessei sarebbero, primo, la presenza di un tale monopolista, secondo, l’amministratore delegato del medesimo monopolista che prende l’aumento delle tasse come scusa per annunciare nei fatti un aumento del costo degli abbonamenti.
Poi per carità. Il conflitto di interessi, Silvio Berlusconi, l’anomalia del sistema radiotelevisivo italiano, etcetera. tutto vero. resta il fatto che spesso ciò che è più indicativo in una persona sono le sue reazioni istintive. C’è silvio che aumenta le tasse ad un monopolista. C’è un monopolista che quindi le aumenta ai suoi abbonati. E così, d’istinto, per chi si schiera il piddì? Per il monopolista. contro silvio. Gli abbonati si fottano. Yanto è colpa di Bi. Bah. Boh.
Cristiano Valli
(per gentile concessione dell'autore, fonte: Cose Rosse)
Quelli che contano gli autogol

Un fantasma si aggira per l’Europa. Dal millenovecentonovantotto. E' il numero relativo alle autoreti del calcio. La questione in sé è nota. Da allora si assegna il gol a chi effettua il tiro, deviazioni o no. Però il fatto che non le si conti più, non significa che siano scomparse. Anzi.
Così capita che uno che in genere la domenica pomeriggio abbia davvero poco da fare, si metta a tenere il conto di quante delle reti segnate nello scorso campionato sarebbero state conteggiate come autorete. con la vecchia regola. E scopra che il dato è statisticamente impressionante. negli anni Ottanta si viaggiava ad una media di una trentina di autoreti complessive. per l’intero campionato. oggi si viaggia ad una media di cinque/sei a giornata. con surreali picchi in doppia cifra (i dati del dettaglio li custodisco gelosamente, così chi copia dovrà sbattersi almeno un minimo). Il dato è oggettivamente impressionante ed io (il tipo di sopra che non ha nulla da fare la domenica pomeriggio) non ho sinceramente gli strumenti tecnici per analizzarlo a fondo. Ma a naso i palloni di ultima generazione qualcosa devono centrarci. Come ha spesso avuto modo di spiegare Stefano, si tratta di palloni che non cambiano tanto in dimensioni e peso rispetto al passato. Ciò che cambia è la distribuzione del peso al loro interno. il che ne modifica radicalmente l’inerzia. Ora, io non sto a fare valutazioni su ciò che è meglio o peggio e sul calcio di una volta che non c’è più. Per quelle c’è Gianni Mura. Resta il fatto che in mezzo all’area qualcosa di molto significativo è cambiato. E sarebbe bene tenerlo presente quando ci fanno trasmissioni e seminari e stage dedicati alle crisi di vocazioni di difensori e portieri. Forse, semplicemente, negli ultimi anni il loro lavoro è diventato maledettamente più complicato.
Cristiano Valli
(per gentile concessione dell'autore, fonte: Cose Rosse)
Così capita che uno che in genere la domenica pomeriggio abbia davvero poco da fare, si metta a tenere il conto di quante delle reti segnate nello scorso campionato sarebbero state conteggiate come autorete. con la vecchia regola. E scopra che il dato è statisticamente impressionante. negli anni Ottanta si viaggiava ad una media di una trentina di autoreti complessive. per l’intero campionato. oggi si viaggia ad una media di cinque/sei a giornata. con surreali picchi in doppia cifra (i dati del dettaglio li custodisco gelosamente, così chi copia dovrà sbattersi almeno un minimo). Il dato è oggettivamente impressionante ed io (il tipo di sopra che non ha nulla da fare la domenica pomeriggio) non ho sinceramente gli strumenti tecnici per analizzarlo a fondo. Ma a naso i palloni di ultima generazione qualcosa devono centrarci. Come ha spesso avuto modo di spiegare Stefano, si tratta di palloni che non cambiano tanto in dimensioni e peso rispetto al passato. Ciò che cambia è la distribuzione del peso al loro interno. il che ne modifica radicalmente l’inerzia. Ora, io non sto a fare valutazioni su ciò che è meglio o peggio e sul calcio di una volta che non c’è più. Per quelle c’è Gianni Mura. Resta il fatto che in mezzo all’area qualcosa di molto significativo è cambiato. E sarebbe bene tenerlo presente quando ci fanno trasmissioni e seminari e stage dedicati alle crisi di vocazioni di difensori e portieri. Forse, semplicemente, negli ultimi anni il loro lavoro è diventato maledettamente più complicato.
Cristiano Valli
(per gentile concessione dell'autore, fonte: Cose Rosse)
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