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L'ultimo treno dell'Ambrì Piotta

di Igor Lario Novo
Non è ancora finita la stagione dell'Hockey Club Ambrì Piotta (HCAP), costretto come già l'anno scorso allo spareggio con la promossa dalla Lega Nazionale B e ringraziando il salvagente ancora offerto da regolamenti francamente discutibili. Campionato 2011-2012 iniziato invero con un minimo di buoni risultati, che avevano anche fatto intravedere la possibilità di stare sopra la riga e qualificarsi ai playoff. Nei quali forse l'Ambri non avrebbe potuto vincere nulla (o anche senza forse) ma nei quali nulla sicuramente gli sarebbe stato chiesto di vincere. 50 partite di regular season nella quale, almeno da gennaio in poi, la luce è andata invece spegnendosi. Fino al buio totale e il penultimo posto.

Il primo grado non vale

di Igor Lario Novo
In attesa di appello e cassazione. Non si può fare altrimenti. Malgrado tutto. Chi lavora in primo grado in Italia parrebbe lavorare a vuoto. Contano gli appelli. Quelli sì. Magari solo a volte. Se ribaltano i giudizi precedenti a sfavore dei propri beniamini. E se no c'è sempre la Cassazione. In una giustizia italiana che non ha mai fine e che non è in grado di mettere d'accordo nessuno mai, l'unica cosa che si può fare, giustamente, è aspettare. Cosa? Qualcosa che possa sostenere le proprie tesi. Anche solo lontanamente.

Da comprare anche gli spettatori

di Igor Lario Novo
La nuova Russia che avanza. O forse no. La notizia è questa: l'Hockey Club Milano Rossoblu parteciperà alla Kontinental Hockey League (KHL) a partire dalla stagione 2012-2013. Roba da fare strabuzzare gli occhi o da fare ghiacciare il sangue nelle vene di un pinguino. Ma è un fatto.

I nomi in codice di Moggi

di Igor Lario Novo
Luciano Moggi vuole uscire dal calcio quando lo decide lui e non quando lo decidono gli altri (secondo lui) ingiustamente. Per il momento però deve uscire perché l'ha deciso la Commissione Disciplinare della Federazione. Volente o nolente. La sentenza del 15 giugno è chiara: radiato! E con lui anche Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini.

La Champions che ti rovina

di Igor Lario Novo
La partita che ha deciso lo scudetto, i demeriti dell'Inter, la rincorsa dell'Udinese, la danza di Guidolin e la spiegazione di Beckenbauer.

Quindici anni di attesa

di Igor Lario Novo
L'incubo terminato, la reazione della Finlandia, la goleada per non umiliare, l'amaro per il Canada, l'importanza di Fasth e Pietrangelo e la superiorità dell'hockey.

Il tiro alla Mark Messier

di Igor Lario Novo
La finale scandinava, l'assist di Backlund, il crollo russo e i paesi guida dell'hockey.

Canada-Russia e poi morire

di Igor Lario Novo
L'intuizione di Spezza, l'ingenuità canuck, l'attesa per Kovalchuk, il Mondiale verso la fine, il gioco che parte dalla difesa e i segnali degli arbitri.

The Great One

di Igor Lario Novo
La maledizione dei padroni di casa, il disastro della Slovacchia, la mentalità svizzera, la fatica russa, i calcoli svedesi e la velocità di Gretzky.

Volevo guidare lo Zamboni

di Igor Lario Novo
La formula dell'allungamento, il momento di Genoni, la crescita della Norvegia e la nostra macchina del cuore.

E tu sei left o right?

di Igor Lario Novo
Tireremo le somme di questa fase preliminare domani sera. Intanto facciamo velocemente il punto. Siamo solo all'inizio, ma le emozioni non sono mancate. La Germania è sicuramente la sorpresa maggiore, per ora. Ha battuto sia la Russia, nella partita inaugurale, che la Slovacchia (padrona di casa). La Norvegia ha conquistato una vittoria storica (prima e unica in 61 anni di derby) contro i cugini svedesi.

Tutto per un portiere

di Igor Lario Novo
Il ruolo più importante nell'hockey su ghiaccio e le sue peculiarità: equipaggiamento, impiego, posizione. Intanto il Mondiale è iniziato, con una sconfitta russa...

Quarta linea

di Igor Lario Novo
La rubrica dedicata all'hockey ghiaccio parte a pochi giorni dal Mondiale in Slovacchia con la storia recente della squadra più affascinante, quella Russia che sotto la gestione di Slava Bykov è tornata ai fasti dell'era sovietica...

La notte del miracolo

di Igor Lario Novo
In Germania parlavano del 5 a 2 di Milano come del Wunder (das Wunder, il miracolo). Se n'è dovuto parlare anche in Italia. Con riferimento alla rimonta nerazzurra. Se n'è dovuto parlare per forza. L'ha ammesso anche uno degli inviati della Gazzetta dello Sport a Gelsenkirchen, intervistato dalla televisione svizzera poco prima della partita.

L'anno della simpatia

di Igor Lario Novo
L'eliminazione nei preliminari di Champions patita con i semiprofessionisti dell'Helsingborgs, quando il peggior Marcello Lippi della nostra vita schierava Hakan Sukur-Zamorano di punta e Andrea Pirlo all'ala sinistra. Lo 0 a 6 nel derby con il Milan, quando Tardelli riuscì nell'impresa di far segnare una doppietta a Gianni Comandini. Partite paragonabili a un tracollo contro una squadra che è decima in Bundesliga. A 29 punti dalla vetta. A 8 dalla retrocessione.

Il cavallo di Leonardo

di Igor Lario Novo
Bello il calcio allegria. Bello quando vinci 4 a 3. Già quando perdi 4 a 3 diventa un po' meno bello. Se poi le buschi 3 a 0 dal Milan (peggio ancora: da questo Milan) diventa proprio antipatico. Per gli interisti forse anche qualcosa di più...

Il taglio di Coutinho

di Igor Lario Novo
Siamo abituati a sentirne di tutti i colori. Eravamo convinti che nulla potesse più stupirci. Nemmeno lo "speravo fosse Gustavo" di Castagner in telecronaca, dopo un giallo a un bavarese. Sperava fosse Gustavo, lui, perché così sarebbe stato espulso. Perché, si sa, il tifo finto (o vero, magari Castagner è interista davvero: il prodotto purtroppo non cambia) per un'italiana in coppa è quasi un obbligo. Continuiamo a non trovare nulla di male nel tifare per l'avversaria di Inter, Milan, Juventus, Roma, eccetera anche (soprattutto) se si è italiani. Si disonora il tricolore pregando per un'eliminazione di Eto'o o Ibrahimovic o facendoci sopra un po' di ironia? Chiedere neutralità, almeno formale, è poi troppo: è roba da svizzeri, quella.

La mancanza di Gheddafi, Mourinho e Moggi

di Igor Lario Novo
I giornali tedeschi e francesi hanno analizzato gli ottavi di Champions elencando le ragioni del declino del calcio italiano. Che noi attribuiamo solo ai risultati, a un pallone che finisce sul palo invece di entrare in porta...

La mentalità europea della Juventus

di Igor Lario Novo
Torino, 5 marzo 2011. Juventus 0, Milan 1. Resto d'Europa, 6 marzo 2011. Solo il Guardian dedica qualche riga a Juventus-Milan. L'Équipe si limita alla tanto rigorosa quanto stringatissima cronaca. Per il resto...il nulla. Le testate straniere sono già concentrate sulla Champions League. La Serie A, Juventus Milan, il "vero derby d'Italia", non interessano. Che dire? Una delusione. Come facciamo a scrivere il pezzo per il 'Dicono di noi' di questa settimana?

Facciamoci i complimenti

di Igor Lario Novo
La partita-scudetto del sedicente calcio più importante del mondo, quello in cui tutti vorrebbero giocare quando in Inghilterra e in Spagna non li vogliono più, è stata trattata con sufficienza dai mitici giornali stranieri. Che dell'episodio decisivo di Milan-Napoli scrivono da italiani...