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La bufala del regalo di Prodi a Sky


Reduci dalla solita doppia offerta dell'ennesimo artigiano (dottore, fatturiamo o non fatturiamo?), siamo sempre molto sensibili al discorso IVA. Sul Sole24Ore di oggi si parla di una lettera che l'amministratore delegato di SKY Italia, Tom Mockridge, ha scritto ai parlamentari della terra dei cachi. L'argomento è il solito: l'innalzamento dal 10 al 20% dell'aliquota IVA sugli abbonamenti alle tivù a pagamento, ritenuto ingiusto perché penalizzerebbe le famiglie ed i consumi. Questo almeno secondo il teorema di SKY e dei suoi migliori avvocati, cioé i giornali alla canna del gas che vivono della sua pubblicità: un paio di jeans è consumo superfluo, Fiorentina-Lecce è cultura. E l'Europa, la mitica Europa? In Germania l'imposta sul valore aggiunto, per quanto riguarda le pay-tv, è del 16%, così come nella 'Spagna che corre' (definizione di Cannavaro), mentre in Gran Bretagna è al 15. Diversa la politica francese, che in questo settore tiene l'imposta a meno del 5,5%, ma in un sistema che di fatto privilegia qualsiasi consumo con una patina culturale (per dire, l'Iva francese per il cinema è uguale a quella per la pay, contro il nostro 10%). Da non ammiratori di Prodi dobbiamo però dire che questa del 'regalo di Prodi a Sky', presa per buona anche da media di centro-sinistra, è una bufala: il 10% di IVA che il governo non Prodi ma Dini impose a Sky non fu un omaggio, ma un aumento dell'aliquota. Che era in origine del 4%, quando azionista di minoranza e reale controllore dell'allora Telepiù era tale Silvio Berlusconi. Come diceva il grande professor Scoglio, fra un pareggio e l'altro: dilettanti allo sbaraglio o professionisti in malafede?
Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it

La vera guerra fra Berlusconi e Murdoch


Ormai il deficit di competenze nel paese pare tale che le opinioni di chicchessia valgono quanto la realtà dei fatti. Provo a rispiegarmi su un paio di punti, sperando che non si debba arrivare a fare dei disegnini.
SKY NON E' LA TELEVISIONE DI MURDOCH. La Televisione di Murdoch si chiama Fox. Sky è la scatola inventata per l’italia in mancanza di un operatore satellitare affidabile e credibile. sSe Murdoch fosse concorrente di Mediaset gli basterebbe ad esempio non vendere i diritti del dottor House a Canale Cinqueaus ed automaticamente l’ammiraglia di casa Silvio perderebbe ventidue prime serate all’anno che conti alla mano valgono ben più dell’Iva che Tremonti farà pagare a Sky. Se Murdoch ed il digitale terrestre fossero in concorrenza non si spiegherebbero le tre serie Fox che Mediaset Premium ha attualmente in anteprima esclusiva sui suoi canali Joy e Steel. Sky, digitale terrestre e tivvù in chiaro sono semplicemente i tre modi con cui Murdoch fa i soldi. Rivendendo la stessa roba, tutta sua.
IL DIGITALE TERRESTRE NON E' CONCORRENTE DEL SATELLITE - Il digitale terrestre è un banale passaggio tecnologico che solo l’anomalia televisiva italiana, aggiunta al deficit di competenze di cui sopra, ha consentito di trasformare in un nuovo prodotto [è come se Enel cambiasse il materiale dei cavi dell'alta tensione e ve la vendesse come una nuova forma di energia]. Si tratta di una tecnologia ormai trasparente all’utente, che sarà entro cinque anni nelle case di ogni italiano incorporata al televisore. E le tesserine per i programmi in pay-per-view si distribuiranno nelle edicole allegate a Sorrisi e Canzoni. Una tecnologia destinata a diventare egemone. E quand’anche Sky chiudesse, Murdoch risparmierebbe un bel po’ di soldi [ora per farla sopravvivere gli tocca pagare miliardi per diritti sportivi di cui farebbe volentieri a meno], SkyTg24 diventerebbe, chessò, SkyNewsItalia, e tutto ciò che ora va su Sky verrebbe semplicemente venduto al digitale terrestre e da lì agli italiani. Si sta andando verso uno scenario in cui smetterà di essere importante il come la tivù ci arriva in casa: che sia una antenna, un modem o la trasmissione del pensiero. Ed in tale scenario è il prodotto che conta [il dottor House così come il Grande Fratello]. E' questo semmai il piano su cui Murdoch e Berlusconi potranno un giorno essere concorrenti.
Cristiano Valli
(per gentile concessione dell'autore, fonte: Cose Rosse)

Leader del settore


Raramente avevo assistito ad una tale sequela di inesattezze, imprecisioni e dichiarazioni a vanvera senza mediazione alcuna. ma deve essere il famoso giornalismo professionale. Colgo qua e là, fior da fiore, ché se lo setaccio proprio tutto non se ne esce…
“[...] la tv di Murdoch, leader in Italia nel settore“. Scai non è lider del settore. ne ha il totale monopolio di fatto da anni. anche tecnologico. Così è più facile essere lider del settore.
“[...] l’amministratore delegato di Sky Italia Tom Mockridge [...] Sky oggi dà lavoro direttamente ad oltre 5000 persone e ad altre 4000 nell’indotto, più del triplo del totale dei dipendenti sommati di stream e tele+ nel 2003“. Vedi sopra. Senza concorrenti è più facile.
“[...] deve essere chiaro che questo provvedimento è un aumento delle tasse per le oltre 4.6 Milioni di famiglie italiane che hanno liberamente scelto i programmi di Sky. Informeremo immediatamente i nostri oltre 4,6 milioni di abbonati di questa decisione del governo di aumentare le loro tasse“. Se c’è una cosa che dovrebbe essere chiara all’amministratore delegato di Scai, è che siccome loro vendono, comunicano, pubblicizzano i loro abbonamenti a tot euro [Iva inclusa] e non a tot euro più Iva, non possono, o non dovrebbero potere, aumentare di punto in bianco l’abbonamento solo perché gli sono aumentate le tasse. E se solo avessero un reale concorrente, nemmeno potrebbero annunciarlo.
“[...] ha tutta l’aria di un blitz contro Sky, il principale concorrente privato di Mediaset, denuncia Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd“. Se Gentiloni avesse una idea seppur vaga di come vanno le cose nel settore radiotelevisivo, saprebbe che Scai non è un concorrente di Mediaset. Scai è un prodotto-status che va ad affiancarsi alla televisione in chiaro. Non è in alternativa né in contrasto con la televisione in chiaro. Scai non controprogramma la televisione in chiaro, né viceversa. Perché non sono concorrenti. Mediaset accetta spot di scai sulle proprie reti in chiaro. Perché non sono concorrenti. I bagget aziendali per la pubblicità televisiva in chiaro sono distinti da quelli per il satellite. Perché non sono concorrenti.
“[...] la ‘tassa Sky’ - afferma il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi - è l’ennesimo caso che dimostra ancora una volta la necessità e l’urgenza di risolvere il conflitto d’interessi nel nostro paese. [...] Un caso del genere non sarebbe mai stato possibile né negli Usa né in un altro paese europeo“. Le uniche cose che non avremmo negli iuessei sarebbero, primo, la presenza di un tale monopolista, secondo, l’amministratore delegato del medesimo monopolista che prende l’aumento delle tasse come scusa per annunciare nei fatti un aumento del costo degli abbonamenti.
Poi per carità. Il conflitto di interessi, Silvio Berlusconi, l’anomalia del sistema radiotelevisivo italiano, etcetera. tutto vero. resta il fatto che spesso ciò che è più indicativo in una persona sono le sue reazioni istintive. C’è silvio che aumenta le tasse ad un monopolista. C’è un monopolista che quindi le aumenta ai suoi abbonati. E così, d’istinto, per chi si schiera il piddì? Per il monopolista. contro silvio. Gli abbonati si fottano. Yanto è colpa di Bi. Bah. Boh.
Cristiano Valli
(per gentile concessione dell'autore, fonte: Cose Rosse)