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Troppa Euphoria

di Alvaro Delmo
La Svezia è la favorita di quest'anno, inspiegabilmente aggiungiamo noi. Almeno stando ai bookmaker (e non solo) la bruna Loreen potrebbe infatti finire per aggiudicarsi lo Eurovision Song Contest Edizione 2012 proponendo una canzone piuttosto ripetitiva su un arrangiamento che cerca di essere evocativo tramutandosi invece in un fastidioso pasticcio senza troppa originalità. In effetti al di là della classica infornata di voti che arriveranno dagli altri Paesi scandinavi il tam tam che si sta facendo attorno alla partecipante svedese (di origini marocchino-berbere) le garantirà con tutta probabilità il passaggio in finale e successivamente un posto nella Top 5. Abbiamo letto sui vari forum dedicati alla manifestazione che qualcuno ha accostato Loreen a Kate Bush, ma considerato che anche le nostre sono solo opinioni evitiamo di accanirci più di tanto su questo azzardato paragone.

La classe (1936) di Humperdinck

di Alvaro Delmo
Manca circa un mese e mezzo alla finale dello Eurovision Song Contest di Baku (Azerbaigian). Con questo intervento, che sappiamo essere gradito a molti e in particolare all'amico Dane, inauguriamo un appuntamento fisso con il quale intendiamo analizzare alcuni dei protagonisti di quella che potrebbe essere una delle migliori edizioni della manifestazione da molti anni a questa parte. Almeno musicalmente parlando. E cominciamo alla grande, dal Regno Unito che ha spiazzato un po' tutti iscrivendo un vecchio leone del bel canto come Engelbert Humperdinck. Ai più questo nome (d'arte) suonerà pressoché sconosciuto eppure il signore in questione, classe 1936 e dal capello alla Little Tony (o meglio alla Elvis, del quale era anche amico), è da considerarsi una vera star con all'attivo, riportano le biografie, circa 150 milioni di dischi venduti nel mondo a partire dagli anni '60 del secolo scorso.

Le sigle di Lupin III

di Alvaro Delmo
Di recente ci siamo collegati al sito di uno dei principali quotidiani italiani e con nostra sorpresa lo abbiamo visto tappezzato di disegni di Lupin III, lo straordinario manga frutto della fantasia del maestro giapponese Monkey Punch. La prima reazione è stata: "Toh, deve esserci qualche iniziativa editoriale che lo riguarda". Spostando lo sguardo ci siamo accorti che invece si trattava della pubblicità di una automobile, ovviamente nipponica. Da lì il passo è stato breve: è ora di parlare delle sigle italiane dei cartoni animati di Lupin III.

Non voglio Miku la luna

di Alvaro Delmo
Hatsune Miku, star della musica pop giapponese, avrebbe deciso di appendere il microfono al chiodo, con quattro date sold out tenutesi in questi giorni a Tokyo e definite di fatto dagli organizzatori come le sue ultime. La notizia da noi potrebbe passare tranquillamente inosservata, considerato che le sue canzoni sono in sostanza sconosciute. Non fosse per una particolarità: Hatsune Miku non esiste, nel senso che è un personaggio di fantasia nato a fini promozionali, quindi protagonista di manga e infine ologramma 3D proiettato in occasione di spettacoli dal vivo. Con i brani eseguiti dall'omonimo sintetizzatore Vocaloid 2 e scritti dai suoi stessi utenti nonché ammiratori.

La mentalità internazionale di Nina Zilli

di Alvaro Delmo
L'Italia ha deciso a sorpresa di cambiare la canzone con la quale parteciperà allo Eurovision Song Contest di quest'anno. Dopo aver annunciato nei giorni scorsi che Nina Zilli avrebbe portato sul palco di Baku (la capitale dell'Azerbaigian che ospita la gara, finale il 26 maggio) la sanremese Per sempre, la RAI ha infatti comunicato che il brano prescelto è ora L'amore è femmina, ossia la title track del suo nuovo album. Una decisione che il nostro ente televisivo pubblico sembra aver preso di comune accordo con la Universal, casa discografica della concittadina di Fiordaliso (un tocco di '80 ci sta sempre bene, in questi tempi di pessimismo cosmico), e sulla quale ora si sta scatenando il dibattito fra gli appassionati della manifestazione europea: tra chi storce il naso e chi è invece convinto che sia la opzione più giusta.

Superiorità del vinile

di Alvaro Delmo
Qual è il supporto che restituisce la migliore esperienza d'ascolto? Da quando il vinile è stato soppiantato dal CD il dibattito sul tema è stato piuttosto acceso tra i puristi del suono analogico e i sostenitori di quello digitale. Abituati per anni al solo ascolto del vinile, o al massimo della tanto bistrattata ma valida musicassetta (sigh!) - in questo caso tra termini come ferro, metal e cromo nonché riduzione di rumore Dolby - molti si sono avvicinati all'ascolto in CD a metà anni Ottanta. Erano anche i tempi dei noleggiatori (poi chiusi) che furoreggiavano tra gli appassionati permettendo di portare a casa per qualche giorno e poche lire la musica preferita.

L'età del Quartetto Cetra

di Alvaro Delmo
Del Quartetto Cetra conserviamo un chiaro ricordo legato alla nostra infanzia e in particolare alla fine degli anni '70 quando conducevano la trasmissione Buonasera con... in onda sulla allora Rete Due. Stava cominciando l'ultimo periodo della carriera di Felice Chiusano, Tata Giacobetti, Virgilio Savona e Lucia Mannucci, scomparsa proprio in questi giorni a 92 anni, avendo iniziato la propria attività nei primi anni '40 con una formazione diversa, per poi arrivare nel 1947 a quella storica e immutata per decenni. Quello del Quartetto Cetra era un modo di fare teatro e musica ironico ed elegante che ha lasciato in eredità una moltitudine di canzoni, alcune delle quali ricordate ancora oggi.

Uno Zucchero e tanti flop

di Alvaro Delmo
Prendiamo spunto da alcuni commenti comparsi dopo il nostro post dedicato alla classifica degli album italiani più belli pubblicata da Rolling Stone per un giro di opinioni sui dischi di 'big name' italiani registrati in inglese, tra tentativi più o meno riusciti. Premettendo che abbiamo deciso di lasciare fuori fenomeni come la Italodisco o canzoni reinterpretate da artisti stranieri con notevole successo (e ce ne sono parecchie, ad esse dedicheremo un intervento a parte).

Voglia di Dalla nell'era del file sharing

di Alvaro Delmo
Non sapevamp se scrivere qualcosa o meno su Lucio Dalla. La corsa alle dichiarazioni, che inevitabilmente viene fatta quando scompare un personaggio pubblico, ci aveva suggerito di rimanere in silenzio per qualche tempo. Certi che i lettori di Indiscreto se ne sarebbero fatti una ragione. Improvvisamente, avviando iTunes, abbiamo notato però come il cantautore bolognese stesse dominando le vendite con cinque singoli e otto album nelle Top 10 dello store di Apple. E allora ci siamo chiesti, per l'ennesima volta: possibile che uno debba morire per far sì che chi prima non l'aveva fatto senta la necessità di approfondirne l'opera? Sì possibile, anzi, è molto spesso la regola.

Fra nicchia e mainstream

di Alvaro Delmo
Arriviamo finalmente (o no?) anche noi a parlare della classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre stilata da Rolling Stone con l'aiuto di 100 giurati. Diciamo subito che non è facile fare graduatorie su qualcosa che dipende così tanto dal gusto soggettivo di ciascuno. Su una cosa però non concordiamo: il primo posto di Bollicine di Vasco Rossi. Intendiamoci, grande disco che ha caratterizzato un'epoca e che contiene alcune delle migliori canzoni dell'artista di Zocca. Ma per noi non è superiore, per fare solo due esempi, a La voce del padrone (Franco Battiato) e Una donna per amico (Lucio Battisti), con i quali condivide il podio.

Ruggeri down (load)

di Alvaro Delmo
Ha scatenato diverse reazioni l'appello che Enrico Ruggeri ha fatto attraverso la sua pagina ufficiale su Facebook, che riportiamo per intero: "Tutti i cantanti sono soliti snocciolare cifre quasi sempre gonfiate sulle loro vendite. Io invece voglio essere sincero: il mio nuovo cd non sta andando bene. Tutti mi fanno i complimenti, tutti dicono di averlo ascoltato, ma le vendite sono molto più basse della mia media. Mi sembra strano, proprio in un momento in cui grazie a Facebook e Twitter ho instaurato un rapporto continuativo e cordiale con decine di migliaia di persone. Non posso pensare che tutti questi miei amici vogliano solo interagire con me senza aver voglia di sentirmi cantare. E non voglio pensare che tutte queste persone lo abbiano scaricato illegalmente. Cosa pensate in proposito?". In sostanza il suo ultimo disco, Le canzoni ai testimoni, sta vendendo meno dei precedenti e per questo il cantautore ha deciso di rivolgersi direttamente ai suoi contatti 'social' per capirne le ragioni. Essendo suoi sostenitori fin dagli esordi, e avendone scritto in diverse occasioni, proviamo anche noi a offrire una spiegazione. Partendo però dalla situazione attuale del mercato.

Più di una meteora

di Alvaro Delmo
Dobbiamo essere riconoscenti a Rosalba Pippa, in arte Arisa. E per varie ragioni. La prima è perché quando al suo esordio, nel 2009, si presentò sul palco di Sanremo con un look buffo e anacronistico finì per spiazzare tutti con una canzone apparentemente banale ma capace di entrare subito di diritto nei classici della musica italiana. Meritandosi inoltre il premio della critica oltre ad aggiudicarsi il primo posto nella categoria Proposte. Fuoco di paglia? Eppure già la scelta coraggiosa di duettare con Lelio Luttazzi avrebbe dovuto far capire che non ci si trovava di fronte alla solita meteora da tormentone.

Si scrive televoto e si legge Totip

di Alvaro Delmo
Penultima serata del Festival della Canzone Italiana con ulteriori duetti per le 12 proposte ancora in gara, con doppia eliminazione e verdetto per i giovani, frutto delle votazioni incrociate di televoto e orchestra, con tanto di golden share. Nonostante fossimo abbastanza stremati dalle nottate precedenti, prolungatesi all'inverosimile, ci siamo messi con le migliori intenzioni davanti alla televisione, speranzosi in altri miracoli tipo quelli compiuti dalla apparizione di Brian May.

La serata di Brian May

di Alvaro Delmo
 Chi avrebbe mai pensato di poter rivedere Brian May sul palco di Sanremo a 28 anni dalla esibizione di Radio Ga Ga con i Queen? Miracoli di Sanremo e, probabilmente, anche della grande amicizia che lo lega a Zucchero. E dire che la serata del Festival dedicata alle canzoni italiane nel mondo era partita un po' a rilento con un Gianni Morandi pasticcione, quando si è trattato di spiegare quello che stava per avvenire.

Addormentarsi con Lucio Dalla

di Alvaro Delmo
E' andata un po' meglio la seconda (e lunghissima) serata del Festival della Canzone Italiana edizione 62. Meno chiacchiere e più musica dopo la sbornia celentanesca dell'esordio. E anche la possibilità di sentire nuovamente i brani in gara per una valutazione più ponderata, nonostante l'insopportabile entusiasmo proveniente dalla giuria demoscopica. In ordine di apparizione, tra una sbirciata alla Champions e l'altra, Nina Zilli - che piace tanto al Direttore - ha confermato la nostra opinione di personaggio poco comunicativo pur riconoscendole una padronanza del palco da veterana. Di altro calibro Arisa in fatto di emozioni sentite mentre il duetto Loredana Berté-Gigi D'Alessio (per ora eliminati) non è niente male.

Non parliamo di Celentano

di Alvaro Delmo
Che ormai non interessi poi molto mettere la musica al centro del Festival della Canzone Italiana lo abbiamo capito dall'avvio della 62esima edizione, un lungo monologo di coppia per i comici Luca e Paolo. Intesi, saranno anche spiritosi - perlomeno per gli standard odierni - ed è pur vero che la televisione deve fare i conti con l'audience anche a costo di sconfessare quello che è il 'vero titolo' di un programma (Festival della Canzone, appunto). Ma non bisogna esagerare. Tanto che nell'attesa siamo passati su La 7 dove si discuteva del no alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020.

Ci sono anche le canzoni

di Alvaro Delmo
Settimana prossima ci sarà il Festival di Sanremo - anzi, il Festival della Canzone Italiana - e noi, in anticipo come un orologio, cominciamo a parlarne. Essendo fuori dal giro che conta (ma esiste ancora il giro che conta?) non abbiamo ancora potuto sentire i brani in gara, ma pensiamo che intanto sia utile dire due parole almeno sui partecipanti.

Fuori dai musei

di Alvaro Delmo
Tempo fa il Direttore, mentre come al solito si parlava di musica anni Ottanta, ci implorò quasi in ginocchio di scrivere qualcosa su Diana Est. La ragazza con i capelli dal taglio affilato doveva aver effettivamente lasciato un segno indelebile nella sua mente. Solo che, per trattare di un argomento sì importante, ritenevamo fosse necessario individuare lo spunto buono. E lo spunto è finalmente arrivato in questi giorni con la pubblicazione da parte di Enrico Ruggeri - del quale abbiamo tra l'altro parlato poco tempo fa - di una cover di Tenax, brano da lui composto per la parte lirica (musica di Stefano Preziosi), che nel 1982 spopolò per tutta la Penisola. Isole comprese, per dirla alla Guido Angeli.

Grazie Rrouge

di Alvaro Delmo
Seguiamo Enrico Ruggeri da tempo immemore, precisamente dall'epoca delle nostre scuole medie, ossia quella che spesso tentiamo musicalmente di descrivere, ricordare ma anche attualizzare. La prima immagine che ricordiamorisale al Sanremo 1980 quando, insieme ai Decibel, sorprende critica e pubblico con un look elegante e provocatorio per celebrare una... Contessa. Brano contenuto nell'album Vivo da re, la cui title track è un altro piccolo gioiello che a distanza di trent'anni rimane una sorta di inno per chi fa musica on the road. Da lì a poco Ruggeri sceglie la strada solista e comincia a gettare le basi per una luminosa carriera.

La prima più amata dagli italiani

di Alvaro Delmo
Era da tempo che pensavamo di dedicare un intervento a Raffaella Carrà (vero cognome Pelloni), tornata alla ribalta come conduttrice per l'Italia dello Eurovision Song Contest, al quale abbiamo riservato ampio spazio lo scorso maggio, e questa estate grazie a un remix di A far l'amore comincia tu curato da Bob Sinclair. Immergiamoci quindi in un breve ripasso della lunghissima carriera di una di quelle star della televisione italiana che, per schiacciare il tasto della nostalgia, 'ad averne ancora oggi'.