di Fabrizio Provera
Scattano domani sera, mercoledì 14 marzo, i playoff scudetto della serie A1 femminile di pallavolo. Che ci importano, e ci appassionano, per due ragioni: anzitutto per il nostro smisurato entusiasmo per le minors (nell'accezione italiana: non solo campionati minori di un certo sport, ma sport considerati minori rispetto a quell'unico ritenuto dai media degno di commenti), in secondo luogo per i valori positivi che il volley femminile promana, compreso il fatto di essere un modello gestionale ed agonistico-societario davvero interessante in tempi di crisi nera per i bilanci dello sport professionistico. Per essere un po' scorretti, poi mettiamoci pure il dato estetico e un po' maschilista-voyeuristico.
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Il segnapunti di Treviglio
di Fabrizio Provera
Indiscreto porta fortuna non a sé stesso ma all’Mc Carnaghi Villa Cortese, che innalza lo spirito oratoriano e la pallavolo femminile sino alle Final Four di Baku, in calendario il 24 e 25 marzo prossimi. Parte da lontano il viaggio che conduce Villa, 6.201 anime alle porte di Legnano, sino all’Azerbaigian: alla fine degli anni Settanta, quando le suore del Gruppo Sportivo Oratoriano fondarono la società che oggi - grazie alla tenacia del presidente Giancarlo Aliverti e al mecenatismo illuminato della Pietro Carnaghi, della Mc e del pool di aziende che sostiene la squadra (non è obbligatorio finanziare il volley, bisogna sempre ricordarlo) - scrive una bellissima pagina di sport. Che forse non basta a riscattare le tante ombre che gravano su ogni disciplina sportiva professionistica italiana che non sia il calcio, ma quanto meno apre uno squarcio di luce.
Indiscreto porta fortuna non a sé stesso ma all’Mc Carnaghi Villa Cortese, che innalza lo spirito oratoriano e la pallavolo femminile sino alle Final Four di Baku, in calendario il 24 e 25 marzo prossimi. Parte da lontano il viaggio che conduce Villa, 6.201 anime alle porte di Legnano, sino all’Azerbaigian: alla fine degli anni Settanta, quando le suore del Gruppo Sportivo Oratoriano fondarono la società che oggi - grazie alla tenacia del presidente Giancarlo Aliverti e al mecenatismo illuminato della Pietro Carnaghi, della Mc e del pool di aziende che sostiene la squadra (non è obbligatorio finanziare il volley, bisogna sempre ricordarlo) - scrive una bellissima pagina di sport. Che forse non basta a riscattare le tante ombre che gravano su ogni disciplina sportiva professionistica italiana che non sia il calcio, ma quanto meno apre uno squarcio di luce.
Villa Cortese e noi dell'oratorio
di Fabrizio Provera
“Non è tanto un problema di quale sport proporre, ma del come fare sport e di quali obiettivi si intende perseguire: l'ambito sportivo si inserisce nel più ampio progetto educativo pastorale della casa salesiana, di cui è parte”. Parla chiaro il testo di riferimento dei padri Salesiani, educatori da secoli, formatori sportivi da decenni, nelle centinaia di oratori e centri educativi sparsi ovunque, ma soprattutto a Milano e in Lombardia. Il sottoscritto, ogni volta che conosce qualcuno, fa due domande. Hai fatto sport di squadra? Hai frequentato l’oratorio? Fateci caso, chi risponde sì a entrambe le domande ha una maggiore predisposizione alla convivenza, alla capacità di stare insieme ed è meno egoista.
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