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Per Kitz suona la campana

di Simone Basso
Arriva quasi sempre la settimana dopo Wengen ed è, comunque vada, l'apogeo della stagione dello sci alpino. Kitzbuhel e la sua pista di discesa, la Streif, rappresentano l'immaginario più irresistibile dello sport invernale. Kitz ha qualcosa del rito primigenio, dell'iniziazione di una casta, quella degli uomini cannone.

La pedina mancante

di Simone Basso
St Moritz, 1974, campionati del mondo di sci alpino. Per le elvetiche, le padrone di casa, lo slalom speciale fu una specie di Waterloo. Fino alla materializzazione al cancelletto, con il pettorale trentanove, di uno scricciolo diciassettenne che scese con l'incoscienza di una bambina e il talento cristallino di una predestinata. Lise-Marie Morerod, terza alla fine della seconda manche, si presentò così al grande pubblico.

Addio alle Alpi

di Jvan Sica
A Vancouver il dibattito sulle delusioni italiane non deve far dimenticare i cambiamenti delle gerarchie mondiali in biathlon e sci di fondo, dove fra le grandi storiche si è salvata solo la Norvegia di Northug e Bjorgen. Nello short track al femminile ha dominato la Cina, mentre nel pattinaggio velocità è emersa la Corea del Sud. Meno male che Razzoli ha trovato la gara della vita...

Maracanazo d'inverno

 di Simone Basso
Vedi Vancouver e poi sopravvivi. Riassunto originale, perchè nemmeno a metà del cammin della sua vita, delle olimpiadi invernali. Difficile la vita per lo sport, o almeno per quello che ne rimane, assaltati pavlovianamente da una ciurma di mercenari che ci vendono i biscottini.

La nazione del Kaiser

di Simone Basso
Ci sono personalità che non possono essere descritte compiutamente. Perchè, malgrado tutto, sfuggono al loro mondo d'elezione trasformandosi senza volontà alcuna in icone popolari. Franz Klammer, il più grande discesista della storia dello sci alpino, visse la vertigine di rappresentare un'intera nazione come nessuno fece, prima e dopo, nello sport.

Le cicatrici di Girardelli

di Simone Basso
Il fine settimana più religioso dello sci alpino, con la visita dei fedeli alle pendici del monte sacro dell'Hahnenkhamm, ci suggerisce un omaggio a una delle icone più ortodosse della grande tradizione bianca. Marc Girardelli, con il suo carico pesantissimo di cinque Coppe del Mondo generali, incarna ancora oggi l'archetipo massimo dell'atleta polivalente.