di Stefano Olivari
Interrompiamo le trasmissioni su Calciopoli, Nucini, la Casoria e Guido Rossi, solo per comunicare che il principale evento sportivo del pianeta sono i Giochi Olimpici estivi.
Per Londra 2012 inutile provare con l'accredito stampa, fingendo di lavorare quando invece andremmo lì solo per passione e interesse personale. Andando sul sito ufficiale dell'organizzazione ci siamo quindi messi in lista d'attesa per acquistare i biglietti di quegli eventi che ai Giochi ci hanno sempre più emozionato: il nuoto la prima settimana, l'atletica la seconda, il basket sempre. Con una spruzzata di volley e le finali di tennis (ma solo perchè si gioca a Wimbledon e potrebbe essere l'ultima apparizione agonistica di Federer). Bene, essendoci resi disponibili anche per i biglietti di categoria massima dovremmo riuscire a intercettare quasi tutto: per vitto e alloggio non siamo schizzinosi, anche con le nostre modeste forze ci staremo dentro. Ma abbiamo voluto stravincere e per sicurezza ci siamo rivolti al CONI per acquistare i tagliandi partecipando anche alla meno trasparente lotteria italiana. Risposta: rivolgetevi alla G & G Communication, unico nostro rivenditore. Mail, telefonate, eccetera, per avere con certezza, fra i tanti richiesti, 'solo' tre biglietti dal prezzo nominale di 442 euro. Bene così, in fondo fra questi e quelli richiesti alla fonte dovremmo farcela ad avere tutto. Scoperta: ai 442 euro ne vanno aggiunti 88,40 di commissioni, 25 di spese pratica e 30 di spese di spedizione. 143,4 euro rispetto a 442 sono, se la matematica non ci inganna, il 32,5%. Nessuno ci obbligava a comprarli, va detto, la nostra è una semplice sottolineatura. C'è chi si droga, chi va a puttane, chi compra una Ferrari e chi una bottiglia di Sassicaia: tutte persone degnissime. A noi piace lo sport e abbiamo il mito dei Giochi, tutto qui. Promettiamo però che se dovessimo trovare (e lo troveremo) a Londra un parente di un dirigente del CONI con un biglietto omaggio lo prenderemo a calci nel sedere, anche da parte di quegli atleti con il minimo B che non vengono portati ai Giochi 'per non bruciarli'.
stefano@indiscreto.it
17 commenti:
Io non ho ancora deciso se affitare case per tre settimane e pagarmi il mutuo per un anno, guardando i giochi in diretta tv da una spiaggia Thailandese, o comprare i biglietti... ho due settimane per decidere: la testa or il cuore?
Cuore...la spiaggia è sempre lì e poi si muore tutti lo stesso...
@Direttore
quasi zen
Italo
Direttore, in che senso "Per Londra 2012 inutile provare con l'accredito stampa"?!...bisogna esser dipendenti di una testata "istituzionale" per poter essere accreditati come giornalista?!
p.s.: ehm....vista la sua amara conclusione le rovino subito la poesia per il suo fegato: un figlio di un dirigente Federale (Federazione che sarà ai Giochi solo con una nuova disciplina minore...) mi ha chiesto se voglio andare a seguire l'Olimpiade con lui. Se accetto devo sbrigarmi a decidere per dargli i documenti per il pass universale che copre tutta la manifestazione. Non bestemmi, si ricordi che non siamo tutti atei.....
Da mettere immediatemente sul dizionario degli aforismi...
@Dane
.. ma mandare a cagare Dane per le sue scandalose "connections" non è bestemmiare ...
C'è chi può e chi non può...
@All
io può? :-(
Italo
Dane fattelo dare e poi lo regali al direttore!
@stefano olivari: beh, siamo il paese che ha inventato ed esportato la mafia, oltre ad avere creato una miriade di uffici, lavori, sottolavori, attività utili solo alla collocazione di parenti. Come sai, all'estero, "l'estero anglosassone", i biglietti si comprano da chi organizza, per queste manifestazioni di ampio respiro (o Final Four, Super Bowl, eccetera). Le agenzie-truffa non somo così in primo piano. Che schifo.
Guss, la cosa scandalosa è che molto probabilmente mi toccherà rifiutare (a meno di non restare single per scelta. Di lei...).
A parte gli scherzi, la verità poetica è che le mie "connections" me le sono sudate coltivando negli anni pubbliche relazioni su pubbliche relazioni. La verità più prosaica è che basta praticare e frequentare i cosiddetti "sport minori". Quanta distanza c'è tra il tifoso del terzo anello e Abete?! Spesso tra l'uomo comune e il dirigente federale di alcuni sport c'è solo il tavolino di un bar, oppure capita che l'atleta di punta della nazionale è il tuo insegnante di educazione fisica (negli anni 90 ero sempre al Giuriati a vedermi la Mediolanum Amatori di rugby: avessi pagato un solo biglietto...).
La cosa che veramente mi fa girar la testa è questa: se un pass universale può averlo anche un cretino come me, all'Olimpiade quanta cazzo di gente ci sarà che con le Federazioni e il CONI non c'entra un cazzo?!...
p.s.: Banshee, potessi lo farei volentieri, visti i debiti che ho col Direttore. Purtroppo il pass è nominale (ovviamente) e, se non ci vado io, il mio amico ovviamente si sceglierà da solo l'accompagnatore. O l'accompagnatrice.....
"capita che l'atleta di punta della nazionale SIA il tuo insegnante di educazione fisica..." :-P
Mi viene in mente la procedura farsa messa in piedi dalla FIGC per i biglietti dei mondiali 2006.
Dane se può scegliersi l'accompagnatrice e porta te fatti una domanda, e datti la risposta... oppura fattela dare da Italo!
Leo, battuta debole, sceglie me perchè io sono io e tutti gli altri non sono un cazzo. In assenza di me potrebbe (potrebbe, è una mia ipotesi) virare su una vacanza più romantica che però non può evidentemente esser la prima scelta perchè la guastafeste che sbuffa è sempre un rischio.
In ogni caso io cucino, apparecchio ed eventualmente lavo i piatti, ma non sparecchio mai, tanto meno raccolgo le briciole da terra...........
Partita di calcio amichevole Italia-Svezia a Cesena. Lo stadio contiene circa 23.000 spettatori. La FIGC non ne mette in vendita 7.000 circa perchè sono appannaggio di sponsor, vip, dirigenti e quant'altro. Ovviamente i posti migliori. Tutto ciò è normale o succede solo in Italia ? Sarei curioso di sapere se in una partita di Inghilterra o Germania la federazione si riserva quasi un terzo dei biglietti per gli imbucati. Col corollario finale che non tutti i tagliandi vengono utilizzati mentre resta a casa gente che li avrebbe voluti acquistare.
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