Ragazze della notte, sotto il trucco il due di picche

di Erminio Ottone
Il nostro calciatore misterioso (poco calciatore e molto misterioso) ci regala un'analisi, come al solito amara, della fauna maschile e femminile della notte, nella città che traina l'economia italiana. Da pseudo-uomini clonati in camicia a quadri e collettone a donne particolarmente attratte dalla carta di credito...

Ho dato tregua a Milano per darle modo e tempo di farmi cambiare idea...Inutile. Mi ritrovo a condannarne, ancora una volta, i locali, la vita notturna e soprattutto il popolo della notte. I nottambuli milanesi altro non sono che un esercito di figure clonate. Ricordate i paninari? Allora vestivano con gli stessi indumenti delle stesse marche. Oggi ognuno sceglie la sua marca, ma in fondo non è cambiato molto. Basta 'girare' un paio di locali 'fighetti' per fare un identikit del milanese notturno: camicie a quadri o righe con collettone. Scarpe (in tinta




col giubbotto) simil-ginnastica. Un tempo, ed era assurdo, nelle discoteche




ti schifavano se ti presentavi all'ingresso con scarpe gommate. Ora che




anche Paciotti ecc. producono scarpe da ginnastica, indossarle rende figo e




degno di accedere ai paradisi della notte meneghina.










Ma proseguiamo nel nostro identikit. Il milanese fico non va a ballare così,




tanto per ballare, come uno sfigato qualsiasi: prende il tavolo! La




discoteca è una vetrina imperdibile per mettere in mostra fascino e classe




(!), e allora è obbligatorio munirsi di tavolo, bottiglie (100/150 euro




l'una), e gnoccolone fornite dal gestore del locale. Queste sono pagate per




farsi vedere divertite e ridanciane, ma soprattutto per fregare il loro




'cliente' e spingerlo ad offrirle un drink dietro l'altro. In sintesi, a




fine serata, escono dalla discoteca tre tipologie ben distinte di persone:




le gnoccolone arricchite dalla serata di 'lavoro'; il gestore arricchito




dalle tante bottiglie vendute a peso d'oro; il cliente derubato ma contento,




perché tutti lo guardavano con invidia in mezzo a fighe che mai gliela




daranno... L'importante è che anche una sola persona, nell'arco della




serata, abbia pensato "guarda quello lì che gnocche che si fa"!










Ma passiamo alle gnocche. Vanno spesso a ballare in gruppi di 2/4. Prima di buttarsi nella mischia dei




locali più alla moda, passano ore in bagno e davanti allo specchio. Quando




escono, la metamorfosi è compiuta. Da come sono agghindate sembrano volerti




dire "sbranami, sono una porca". Chi ha due belle tette le mette in mostra,




chi un bel culo mette il pantalone giusto. Se c'è un tatuaggio sull'inguine,




pantalone a vita bassa. Schiene nude, minigonne inguinali, cosmetici in




quantità industriale. Ma l'inganno è dietro l'angolo...




Poche sono davvero carine, molte riescono a sembrarlo. Ebbene, se provi ad




avvicinarle, 9 volte su 10 ti lanciano un'occhiataccia, come per dirti "come




ti permetti? Mi hai forse presa per una troia? Ho l'aria di una che ci




sta?". In realtà, sanno benissimo di avere 'quell'aria', ma le ridicole




regole della città più bigotta del mondo impongono di comportarsi come se




sedurre fosse peccato. Quindi, lungi dalle ragazze l'ammettere di essere nel




locale per attirare sguardi o corteggiamenti.










Ma c'è un argomento di fronte al quale queste simpaticissime donnine




lasciano cadere ogni inibizione e ipocrisia: la carta di credito. Provate




anche voi: prendete un tavolo, spendete soldi per le bottiglie, e invitate




ad unirvi a voi (ovviamente a scrocco) tutte le fighette di passaggio...




Saranno sorridenti e disponibili, magari ci staranno anche. Ma non




sorprendetevi se quella che ci sta sarà la stessa che la settimana prima vi




aveva mandato a quel paese. In quell'occasione non avevate tavolo né Visa...

Nessun commento: