di Simone Basso
Elogio in zona Cesarini, all'imbrunire della carriera, di un vecchio fusto: Sarunas Jasikevicius. Culto cestistico da ormai tre lustri, prodotto della migliore scuola europea, forse mondiale se ne facessimo una questione di percentuale demografica, ovvero la Lituania. Una terra che ha sfornato sempre grandi talenti, prima per l'Unione Sovietica, poi in proprio; tralasciando le considerazioni, trite, tristi e breriane, sulla predisposizione della stirpe, sottolineremmo invece il sistema che hanno creato da quelle parti. Che oggi coltiva, seleziona e premia le promesse autoctone e, ai tempi di Jasi bimbo, consigliava l'esperienza americana.
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Per Kitz suona la campana
di Simone Basso
Arriva quasi sempre la settimana dopo Wengen ed è, comunque vada, l'apogeo della stagione dello sci alpino. Kitzbuhel e la sua pista di discesa, la Streif, rappresentano l'immaginario più irresistibile dello sport invernale. Kitz ha qualcosa del rito primigenio, dell'iniziazione di una casta, quella degli uomini cannone.
Arriva quasi sempre la settimana dopo Wengen ed è, comunque vada, l'apogeo della stagione dello sci alpino. Kitzbuhel e la sua pista di discesa, la Streif, rappresentano l'immaginario più irresistibile dello sport invernale. Kitz ha qualcosa del rito primigenio, dell'iniziazione di una casta, quella degli uomini cannone.
Essere i Clippers
di Simone Basso
Dovreste vedere le facce degli interlocutori quando, parlando di sport, diciamo orgogliosamente di non tifare per nessuno. E' un assioma che ci consente una fruizione più gradevole degli aspetti tecnico-tattici delle contese. Rimangono le simpatie umane ma il fanatismo proprio no, non fa per noi: perchè, durante un concerto sinfonico, dovremmo parteggiare per gli ottoni invece che per gli archi? Il tifo è una malattia infantile come gli orecchioni: da piccoli le conseguenze sono minime, da grandi invece si gonfiano i cosiddetti e si rischia grosso... Però, in fondo al cuore, qualche culto pagano lo conserviamo ancora. Il più lieve, divertito e irrazionale è quello che coltiviamo per i Clippers, storicamente la fazione sbagliata della Los Angeles cestistica.
Dovreste vedere le facce degli interlocutori quando, parlando di sport, diciamo orgogliosamente di non tifare per nessuno. E' un assioma che ci consente una fruizione più gradevole degli aspetti tecnico-tattici delle contese. Rimangono le simpatie umane ma il fanatismo proprio no, non fa per noi: perchè, durante un concerto sinfonico, dovremmo parteggiare per gli ottoni invece che per gli archi? Il tifo è una malattia infantile come gli orecchioni: da piccoli le conseguenze sono minime, da grandi invece si gonfiano i cosiddetti e si rischia grosso... Però, in fondo al cuore, qualche culto pagano lo conserviamo ancora. Il più lieve, divertito e irrazionale è quello che coltiviamo per i Clippers, storicamente la fazione sbagliata della Los Angeles cestistica.
Profezia greca
di Simone Basso
Andiamo contro la funzione ludica della rete e stravolgiamo il mantra che la obbliga ad incagliarsi sul tempo presente. "Kynodontas", secondo film del regista ellenico Yorgos Lanthimos, è uscito (...) nel 2009. Fece sensazione soprattutto in patria in quanto colse l'attimo, drammatico, di quel paese. Fuggite a gambe levate se cercate novanta minuti di intrattenimento hollywoodiano. Uno dei pregi più visibili dell'opera è proprio l'apparente rifiuto della funzione, puramente estetica, del mezzo cinematografico. Perchè "Dogtooth", questo il titolo anglicizzato, destruttura ogni cosa.
Andiamo contro la funzione ludica della rete e stravolgiamo il mantra che la obbliga ad incagliarsi sul tempo presente. "Kynodontas", secondo film del regista ellenico Yorgos Lanthimos, è uscito (...) nel 2009. Fece sensazione soprattutto in patria in quanto colse l'attimo, drammatico, di quel paese. Fuggite a gambe levate se cercate novanta minuti di intrattenimento hollywoodiano. Uno dei pregi più visibili dell'opera è proprio l'apparente rifiuto della funzione, puramente estetica, del mezzo cinematografico. Perchè "Dogtooth", questo il titolo anglicizzato, destruttura ogni cosa.
Classe viva e cybertennis stanco
di Simone Basso
I coriandoli all'O2 Arena festeggiano la fine della stagione agonistica, almeno quella che conta, con buona pace dei benpensanti che si ostinano a vibrare per la Davis... Vince, per la sesta volta, il Mago Merlino: un bel crepuscolo il suo, nobile come nessuno prima di lui o quasi; difatti ci vengono in mente solo Connors, Sampras e Agassi nella categoria specifica. L'elvetico, bontà sua, continua imperterrito ad affastellare primati: la centesima finale, il settantesimo trionfo, sorpassa due Grandi (Ivan il Terribile e Pistol Pete) nel palmarès dei Masters vinti e lo fa da vincitore più vecchio di sempre (sic) del torneo. Intanto il tempo se ne va e l'impressione è che uno così, neoclassico nei gesti, postmoderno nelle dinamiche, difficilmente lo rivedremo ancora.
I coriandoli all'O2 Arena festeggiano la fine della stagione agonistica, almeno quella che conta, con buona pace dei benpensanti che si ostinano a vibrare per la Davis... Vince, per la sesta volta, il Mago Merlino: un bel crepuscolo il suo, nobile come nessuno prima di lui o quasi; difatti ci vengono in mente solo Connors, Sampras e Agassi nella categoria specifica. L'elvetico, bontà sua, continua imperterrito ad affastellare primati: la centesima finale, il settantesimo trionfo, sorpassa due Grandi (Ivan il Terribile e Pistol Pete) nel palmarès dei Masters vinti e lo fa da vincitore più vecchio di sempre (sic) del torneo. Intanto il tempo se ne va e l'impressione è che uno così, neoclassico nei gesti, postmoderno nelle dinamiche, difficilmente lo rivedremo ancora.
Vent'anni senza Regina
di Simone Basso
I Queen vent'anni dopo, l'estasi dell'oro (anzi del platino) per il piacere di molti e lo sfregio di altri. Amati e odiati come pochissimi nella storia mercantile del rock: nel bene e nel male, insostituibili e internazionalpopolari. I peccati della Regina? L'appartenere alla (de) generazione dopo, quella che occupò il vuoto lasciato dai Grandi, e l'adesione spontanea alla cosiddetta cattiva scuola dell'heavy metal. Quindi stroncati a prescindere, un destino che toccò pure a loro precursori di alto livello: Black Sabbath, Grand Funk Railroad, Uriah Heep. Tutti, all'epoca, evirati di dignità artistica dalla kritika ufficiale.
I Queen vent'anni dopo, l'estasi dell'oro (anzi del platino) per il piacere di molti e lo sfregio di altri. Amati e odiati come pochissimi nella storia mercantile del rock: nel bene e nel male, insostituibili e internazionalpopolari. I peccati della Regina? L'appartenere alla (de) generazione dopo, quella che occupò il vuoto lasciato dai Grandi, e l'adesione spontanea alla cosiddetta cattiva scuola dell'heavy metal. Quindi stroncati a prescindere, un destino che toccò pure a loro precursori di alto livello: Black Sabbath, Grand Funk Railroad, Uriah Heep. Tutti, all'epoca, evirati di dignità artistica dalla kritika ufficiale.
C'è solo un Kenya
di Simone Basso
Il 25 Settembre di quest'anno, a Berlino, è stato l'ennesimo giorno storico per la Maratona. Patrick Makau, ventiseienne, rincorrendo il bis nella manifestazione tedesca ha strabattuto il primato mondiale della distanza. Due ore, tre minuti e trentotto secondi. Il venerabile maestro etiope Gebrselassie lo ha tenuto fino al ventisettesimo chilometro, poi ha dovuto alzare bandiera bianca.
Il 25 Settembre di quest'anno, a Berlino, è stato l'ennesimo giorno storico per la Maratona. Patrick Makau, ventiseienne, rincorrendo il bis nella manifestazione tedesca ha strabattuto il primato mondiale della distanza. Due ore, tre minuti e trentotto secondi. Il venerabile maestro etiope Gebrselassie lo ha tenuto fino al ventisettesimo chilometro, poi ha dovuto alzare bandiera bianca.
Cavendish primo al concessionario
di Simone Basso
Vorremmo stupirvi con effetti speciali, ma non lo faremo perchè manca la materia prima. La quinta sinfonia iridata a Copenaghen, la sesta se considerassimo anche la vernice dei puri (1921), è un vezzo Uci benedetto dalle circostanze ambientali di quel luogo. Deputato a un uso di massa delle pedivelle e quindi avanguardistico rispetto a un mondo che insiste, perverso, con i tubi di scappamento. Mettete poi, in conto, i sei milioni di euro che l'organizzazione danese ha offerto ai velobanchieri di Aigle. Non basta però un arrivo al cinque per cento di pendenza, per cinquecento metri, a farne una competizione tecnicamente valida.
Vorremmo stupirvi con effetti speciali, ma non lo faremo perchè manca la materia prima. La quinta sinfonia iridata a Copenaghen, la sesta se considerassimo anche la vernice dei puri (1921), è un vezzo Uci benedetto dalle circostanze ambientali di quel luogo. Deputato a un uso di massa delle pedivelle e quindi avanguardistico rispetto a un mondo che insiste, perverso, con i tubi di scappamento. Mettete poi, in conto, i sei milioni di euro che l'organizzazione danese ha offerto ai velobanchieri di Aigle. Non basta però un arrivo al cinque per cento di pendenza, per cinquecento metri, a farne una competizione tecnicamente valida.
L'alleanza contro Coppi
di Simone Basso
Con l'ennesimo Mondiale danese in vista, diventa obbligatoria una rievocazione storica del passato. Copenaghen infatti ospita la rassegna iridata per la quinta volta: se l'esordio fu assolutamente originale, ovvero una cronometro individuale di 170 chilometri vinta da Learco Guerra (era il 1931), l'edizione più particolare, colma di retroscena, fu quella del 1949.
Con l'ennesimo Mondiale danese in vista, diventa obbligatoria una rievocazione storica del passato. Copenaghen infatti ospita la rassegna iridata per la quinta volta: se l'esordio fu assolutamente originale, ovvero una cronometro individuale di 170 chilometri vinta da Learco Guerra (era il 1931), l'edizione più particolare, colma di retroscena, fu quella del 1949.
L'uomo dai mille movimenti
di Simone Basso
La leggenda di Roger Brown, stella delle high school e dei campetti newyorkesi nella stessa epoca di Connie Hawkins. Ma soprattutto uno dei giocatori di culto della libera e selvaggia ABA, in una indimenticabile versione degli Indiana Pacers...
La leggenda di Roger Brown, stella delle high school e dei campetti newyorkesi nella stessa epoca di Connie Hawkins. Ma soprattutto uno dei giocatori di culto della libera e selvaggia ABA, in una indimenticabile versione degli Indiana Pacers...
Cucina trascendentale
di Simone Basso
La Vuelta stramba, Rodman per l'eternità, la profezia su Sabonis, la religione lituana, la gara dell'anno, il valore di Serena Williams e la passione di Ullrich.
La Vuelta stramba, Rodman per l'eternità, la profezia su Sabonis, la religione lituana, la gara dell'anno, il valore di Serena Williams e la passione di Ullrich.
Lezioni di vita per il ciclista
di Simone Basso
L'addio a Carly Hibberd, Chi al cloro, i ricordi di Childress, l'opposizione all'Ikea, il sangue di Myllyla e un libro da scrivere.
L'addio a Carly Hibberd, Chi al cloro, i ricordi di Childress, l'opposizione all'Ikea, il sangue di Myllyla e un libro da scrivere.
Cialtroni istituzionali
di Simone Basso
La grandezza di 'This is Spinal Tap', primo mockumentary nella storia del cinema. Sensazionale nel mettere in ridicolo le liturgie del rock e di qualsiasi ambiente artistico che diventi sistema...
La grandezza di 'This is Spinal Tap', primo mockumentary nella storia del cinema. Sensazionale nel mettere in ridicolo le liturgie del rock e di qualsiasi ambiente artistico che diventi sistema...
Cadel in piedi
di Simone Basso
Chissà come descriveremo, tra qualche anno, la Grande Boucle 2011. Gara liquida, vera, inafferrabile, la testimonianza di un tempo del ciclismo che sta perdendo la robotizzazione dell'era armstronzesca. La pedivella rinnova se stessa, il suo rito magico, consegnandoci un'idea antichissima; ovvero che è letteratura in divenire.
Chissà come descriveremo, tra qualche anno, la Grande Boucle 2011. Gara liquida, vera, inafferrabile, la testimonianza di un tempo del ciclismo che sta perdendo la robotizzazione dell'era armstronzesca. La pedivella rinnova se stessa, il suo rito magico, consegnandoci un'idea antichissima; ovvero che è letteratura in divenire.
Un point a favore di Zabriskie
di Simone Basso
La cronometro di Rho, il Tour mutante, le calorie di Nibali, le famiglie a Wimbledon, la sfida fra cyborg, le discese della Vos e la testa di Schwazer.
La cronometro di Rho, il Tour mutante, le calorie di Nibali, le famiglie a Wimbledon, la sfida fra cyborg, le discese della Vos e la testa di Schwazer.
La cattiva luna di Luis Ocana
di Simone Basso
Era l'anno del Signore 1971. Tutti i Tour sono piccole opere d'arte, ma quella Grande Boucle andò oltre. Fu di una bellezza crudele, selvaggia, che ci ricorda quanto la vita si ostini a ricalcare le vicende di una corsa ciclistica. Quell'anno si era arrivati a fine giugno con una situazione ben definita: il ciclismo professionistico stava subendo, scontando, la fase più oppressiva del Merckxismo.
Era l'anno del Signore 1971. Tutti i Tour sono piccole opere d'arte, ma quella Grande Boucle andò oltre. Fu di una bellezza crudele, selvaggia, che ci ricorda quanto la vita si ostini a ricalcare le vicende di una corsa ciclistica. Quell'anno si era arrivati a fine giugno con una situazione ben definita: il ciclismo professionistico stava subendo, scontando, la fase più oppressiva del Merckxismo.
Jasonology
di Simone Basso
Comparve alla nostra attenzione, su un giornale che presentava i prospetti liceali, nell'estate del 1991.
Fu quasi un'apparizione mistica: Jason Kidd era al penultimo anno alla St Joseph Notre Dame e aveva l'aspetto ganzo di chi ha il mondo in tasca.
Comparve alla nostra attenzione, su un giornale che presentava i prospetti liceali, nell'estate del 1991.
Fu quasi un'apparizione mistica: Jason Kidd era al penultimo anno alla St Joseph Notre Dame e aveva l'aspetto ganzo di chi ha il mondo in tasca.
Il serbatoio di Nowitzki
di Simone Basso
Le portaerei imperfette, la mancanza di Butler, la difesa di Riley, la sensibilità di Carlisle e Spoelstra, Kidd come Jabbar, i problemi di LeBron James, il soldatino Bosh e l'addio a Mike Mitchell.
Le portaerei imperfette, la mancanza di Butler, la difesa di Riley, la sensibilità di Carlisle e Spoelstra, Kidd come Jabbar, i problemi di LeBron James, il soldatino Bosh e l'addio a Mike Mitchell.
Gioia del Colle
di Simone Basso
Le piantine di Rujano, le persone del ciclismo, gli anni Ottanta dei Mavericks, Riley il motivatore, la rivincita di Nowitzki, il gorilla degli Heat, Bolt sgonfio e l'ultimo giro di Hildebrand.
Le piantine di Rujano, le persone del ciclismo, gli anni Ottanta dei Mavericks, Riley il motivatore, la rivincita di Nowitzki, il gorilla degli Heat, Bolt sgonfio e l'ultimo giro di Hildebrand.
In gloria di Dirk Nowitzki
di Simone Basso
Il più forte europeo di sempre, le prospettive Nba della grande Jugoslavia, il classico materiale da trasferta, i trainati del Giro, le velocità variabili di Djokovic e Nadal, gli indesiderati della Federtennis, la scoperta di Contador e la fine di Wanjiru.
Il più forte europeo di sempre, le prospettive Nba della grande Jugoslavia, il classico materiale da trasferta, i trainati del Giro, le velocità variabili di Djokovic e Nadal, gli indesiderati della Federtennis, la scoperta di Contador e la fine di Wanjiru.
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