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Duecento milioni buttati via


Cari nemici e amici, l’altro giorno Mourinho ha dato un altro esempio di profonda ignoranza calcistica quando ha detto che il rombo è successivo al 4-3-3 (Sebes e Bernardini si rivolteranno nella tomba) e mercoledì sera ha completato l’opera confermando di non essere adatto (né lui né l’Inter) alla Champions. Non è necessario che un allenatore abbia cultura calcistica, ma è obbligatorio che conosca almeno la propria squadra. Un conto è giocare in campionato (Grygera e Molinaro non valgono Maicon e Maxwell) e un conto è giocare in Europa dove la qualità a centrocampo e il pensare in grande sono fondamentali. Ma se ha la fissazione dei portoghesi (Figo è sul carrello dei bolliti da oltre un anno e Quaresma da sempre è più adatto al beach-soccer che al calcio) solo Paolillo, che prima o poi dovrà pur dimostrare le sue qualità di direttore generale, potrebbe far qualcosa. Il sito http://www.interistiorg.org/ , che è gestito da tifosi nerazzurri, ha genialmente commentato la gara di mercoledì :"Nell'1-2-7 finale Mourinho tiene in campo Cordoba. Coniglio difensivista. Torna lo schema a ventaglio cinese col trequartista dietro le punte, corretto in corsa con cinque attaccanti e sei mezzepunte". Fortuna che il Werder ha fallito una clamorosa occasione da gol contro l’Anorthosis, altrimenti da qui alla partita con il Brema in casa interista ci sarebbe stato un consumo record di pannoloni…Il campionato l’Inter lo vincerà sicuramente, ma Moratti ha speso oltre duecento milioni di euro tra il cambio allenatore e gli acquisti dei vari Quaresma e Mancini. Eppure tutti sapevano l’inadattibilità di Mourinho alla Champions (Abramovich l’ha cacciato per questo) e che la vittoria del Porto di quattro anni fa si riduce a un arbitraggio molto sospetto a Manchester quando fu giudicato irregolare un gol di Scholes che era regolarissimo, un errore così sospetto che l’Uefa era intenzionata a escludere i portoghesi dalle coppe europee. Tra Palermo e Juve sembrava che Mourinho avesse trovato la squadra giusta, la formula per vincere contro chiunque: e invece dopo pochi giorni la solita squadra che in Europa non sa altro che balbettare. Con i duecento milioni spesi in estate da Moratti, si potevano comprare giocatori di grande personalità e bravura, ad esempio Hleb che l’Arsenal ha ceduto al Barcellona e Aguero che aveva una clausola di rescissione di cinquanta milioni e che si poteva convincere ad accettare l’Inter offrendogli venti milioni annui, quelli che prende Ibrahimovic…
Franco Rossi
(per gentile concessione dell'autore, fonte: http://www.francorossi.com/)

Sognando Beckham


Cari nemici e amici, il Milan domenica sera ha pagato tutto il casino che era venuto fuori dopo il rigore regalato nella partita con il Chievo. Contro il Torino c’erano due rigori, uno per il Milan e uno per il Torino, entrambi sul due a uno, uno non assegnato da Farina e l’altro si: risultato chiaramente falsato dalle decisioni dell’arbitro che, forse per una inconscia compensazione, ha danneggiato gravemente i rossoneri, come li aveva avvantaggiati la domenica prima. Ma al di là di questo episodio c’è la netta sensazione che collezionando figurine l’Inter si staccherà sempre più sola al comando. Sognare Beckham va bene per una ragazza indiana che vive in Inghilterra (il film è delizioso), ma va molto meno bene per una squadra che di figurine, rare e da collezione, non ne ha proprio bisogno. Sabato sera l’Inter ha un certo punto ha mandato in campo Vieira, Cruz e Burdisso mentre domenica sera per il Milan sono entrati Emerson e Sheva, due che fra i nerazzurri non troverebbero posto nemmeno in tribuna. Sono settimane che il tam tam mediatico ci sommerge con dichiarazioni dei dirigenti del Milan sulla rinascita di Ronaldinho e di dichiarazioni dello stesso Ronaldinho sul fatto che nessuno credesse nella sua resurrezione. E’ vero che Ronaldinho è la più pregiata della figurine, ma è altrettanto vero che di tutti questi miracoli calcistici se se sono visti pochi: in fondo il brasiliano ha segnato meno di Zarate, Di Vaio e Mascara, per citare i meno noti e nella classifica dei marcatori è alla pari di Floccari e Corradi. Le figurine faranno vendere tante magliette (è comunque tutto da dimostrare), ma per gli scudetti ci vuole ben altra gente e vedere un campionato come quello attuale, così simile agli ultimi due, fa anche un po’ pena perché affondare nella noia più che un rischio è quasi una certezza. Essere a tre punti da una squadra come l’Inter, che da qui alla fine del campionato al massimo perderà altre due partite, è sconsolante, specialmente se si tiene conto che è stato vinto lo scontro diretto: come dire che tra l’Inter e il Milan c’è poco meno di un abisso.Una volta il Milan giocava splendidamente a calcio, adesso gioca male e ottiene risultati abbastanza deludenti. Un’involuzione che riguarda anche Kakà che nella sua nazionale brilla perchè gioca nerl suo ruolo naturale che è quello di centrocampista avanzato (come lo erano Schiaffino, Platini e Cruijff) mentre nel Milan è costretto a fare l’esterno di centrocampo o addirittura la seconda punta. Continuando di questo passo, visto che Kakà vuol giocare i Mondiali da grande protagonista c’è la fondata sensazione che se il Milan non gli costruisce una squadra come si deve, con quattro difensori, tre centrocampisti vicino a lui e due attaccanti che gli permettano di avere più di una opzione quando entra in possesso di palla, alla fine potrebbe stancarsi e chiederà di essere ceduto.

Franco Rossi
(per gentile concessione dell'autore, fonte: http://www.francorossi.com/)

Carriere nell'era di Collina


Cari nemici e amici, essendo profondamente democratico pretendo un’ingiustizia eguale per tutti. Che le grandi sarebbero state aiutate da errori arbitrali l’avevo anche scritto e detto, ma sinceramente quel che sta succedendo a favore del Milan supera ogni immaginazione. E’ vero che anche l’Inter nelle ultime partite è stato avvantaggiato da mancate espulsioni (Cordoba contro Reggina e Udinese) o da rigori non fischiati contro (fallo di Burdisso a Firenze), ma nei confronti del Milan sembra ci sia quasi una scientifica determinazione. E’ vero che se all’interno della classe arbitrale c’è qualcuno che vuole far carriera, questo qualcuno viene indotto (o induce) a prendere una decisione piuttosto che un’altra (sicuramente a livello inconscio, ci mancherebbe altro) favorendo più una grande che una piccola .Sono più di trenta anni che considero la famosa “sudditanza psicologica” (geniale intuizione di Gianni Brera) un dato di fatto e in questo periodo la mia convinzione non è cambiata: Smetterò di parlare di sudditanza psicologica il giorno in cui Reggina, Livorno, Chievo o Lecce vinceranno a San Siro o a Torino contro la Juve con un rigore inventato e decisivo fischiato al 92’. Quel che sta succedendo in questo campionato supera ogni più pessimistica previsione e di questo si deve dare atto a Collina , un designatore che se non esistesse nessuno sentirebbe il bisogno di inventarlo.
Franco Rossi
(per gentile concessione dell'autore, fonte: http://www.francorossi.com/)

Il Moggi pulito che piace a Mourinho


Cari nemici e amici, Mourinho ha rivalutato Moggi, per lui Calciopoli non è mai esistita. La Gazzetta dello Sport dopo la conferenza stampa di sabato mattina ha scritto, naturalmente citando alla lettera le parole di Mourinho a proposito del paragone con Mancini, "Se vogliamo fare un paragone corretto e onesto, senza fare speculazioni, dovremmo paragonare la mia squadra con la prima stagione di Roberto. Qualcuno mi ha detto che lui aveva 14 punti dopo 10 giornate di campionato. Noi ne abbiamo 21, 7 in più”. A parte il fatto che Mancini aveva ereditato una squadra che erano 18 anni che non vinceva mentre Mourinho ne ha trovata una che aveva vinto, ma a nessuno è venuto in mente di chiedere all’allenatore dell’Inter 'Scusi, ma quel campionato fu regolare?'. E chi ha detto a Mourinho che l’Inter del primo anno di Mancini aveva totalizzato 14 punti nelle prime dieci gare? Quel campionato era truccato, tanto è vero che la Giustizia sportiva l’ha annullato e allora Mourinho di cosa parla? Chi l’ha detto a Mourinho visto che di quel campionato non c’è traccia negli albi d’oro ufficiali? Evidentemente per lui era regolare visto che di una parte se ne appropria per fare un paragona lusinghiero con quello che sta disputando adesso. Sarà felice Moratti nel sapere che Mourinho considera regolare quella stagione e magari anche quella seguente quando lo scudetto fu tolto alla Juve e assegnato (giustamente) all’Inter. Proprio quei campionati che Moratti considera disputati all’insegna dell’innocenza e della purezza vengono citati da Mourinho come esempio. L’unico che ne esce pulito, dalle parole di Mourinho è Luciano Moggi. O no?
Franco Rossi
(per gentile concessione dell'autore, fonte: http://www.francorossi.com/)