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L'ultima battaglia del signor Mivar

di Fabrizio Provera
I Mondiali di Spagna del 1982. La vittoria di Alberto Cova ai primi Mondiali d’atletica di Helsinki, nel 1983. Le Olimpiadi di Los Angeles del 1984 e di Seul nel 1988, che sancirono il disgelo sportivo capace di anticipare il crollo del Muro di Berlino. La vittoria della nazionale di basket agli Europei del 1983, in Francia. Cosa accomuna questi eventi, al di là della nostalgia? Il fatto che oltre un terzo degli italiani, dal divano di casa o dal bancone di un bar, li abbia seguiti davanti a un televisore Mivar, la fabbrica fondata a Milano nel 1945 da Carlo Vichi, classe 1923, e dal 1963 stabilmente insediata ad Abbiategrasso, città della provincia milanese balzata agli onori della cronaca negli anni Ottanta grazie a un discorso di Ciriaco De Mita, dal palco di un congresso della Democrazia Cristiana.

Per chi suona la lira

di Anna Laura
Le cose ce le dicono, nel loro solito modo. Ma noi non ascoltiamo e non capiamo. Un servizio non reso dai media del servizio pubblico come la Rai, di cui sono fortunata abbonata. La tras-mission della Gabanelli sull'abolizione del contante è un autentico manifesto del gioco sporco sui nostri soldi. Alcuni commenti sui giornali evidenziano l'incongruità delle ragioni che il sistema adduce per limitare il contante, riassumibili in un solo punto: il costo di produzione delle banconote. Ora, in Europa circolano circolano 14 miliardi e 418 milioni di banconote per un totale di 857 miliardi di euro di valore nominale. In Italia ne circolano per poco più di 100 milardi di euro. Se è vero che c'è questa evasione di 200 miliardi di euro, queste banconote devono essere usate in transazioni "alla velocità della luce" per generare tale furto all'erario in termini di evasione.

Rivoluzione a ottobre?

di Anna Laura
C'è qualcosa che passa sotto la definizione ricorsi storici che si va via via concretizzando: il mese di ottobre. Una rivoluzione a ottobre? Perchè no? I segnali ci sono tutti, dalla rivolta fiscale in Irlanda, ai conti truccati della Spagna, all'Imu italiana, alla vendita da parte di Bankitalia di parte dell'oro all'insaputa di tutti. Tutti segnali di stanchezza, di presa di coscienza che le tv e i media ricattati dal sussidio statale non riescono più a fermare.

In fondo a destra

di Italo Muti
La musica italiana non è fatta solo di Rose rosse, di Piccola Katy, di Sanremo più o meno truccati, di cantautori celebrati, di gruppi e solisti che scimmiottano tendenze inventate altrove. Ha anche nicchie che, seppur piccole, resistono con il perpetuarsi di onde che divengono sempre più forti nell’immaginario dei ragazzi, nonostante il rifiuto completo di mezzi da parte delle etichette più importanti. Mezzi che non si negano né al clone di qualcuno già famoso né alla ragazza televotata: rispetteremmo comunque il marketing, se solo di marketing si trattasse. La meno conosciuta di queste nicchie, per i media mainstream, è quella della musica di destra. E’ una storia lunga quella che lega la destra italiana alla musica, una strada quasi negata dai più, ma sempre vivida di talenti e indistruttibile, quasi come le canzoni di Marcello de Angelis, da Eri Bella a Nanni è partito. L’esistenza destrorsa silente (secondo il discutibile teorema che chi non è impegnato sia necessariamente di destra) di Lucio Battisti e la sua uscita dalla televisione di stato nei primi anni Settanta, senza che ci fosse una motivazione esplicita se non quella strisciante extraparlamentare dell’impegno a sinistra, sono lì a testimoniare che una destra in Italia non dovesse più esistere, insieme ai suoi simboli, in nessun campo.

Draghi del carry trade

di Anna Laura
Il giochino del carry trade (portare collaterali, ovvero garanzie che sono carta straccia perchè il mercato li valuta zero, alla Bce e ricevere denaro all'1% da reinvestire in debito sovrano al 6/7/8% a rischio zero) è gia finito. Pensava di essere "astuto" Draghi, permettendo e istigando con questa mossa gli industriali europei e le banche a investire e ad accaparrarsi fette di fabbriche extraeuropee, leggasi cinesi russe brasiliane indiane, ma gli altri non sono scemi.

Ne vale ancora la pena

di Vincenzo Grieco
Spendere soldi e tempo, venendo da un'altra città, per vedere dal vivo Milan-Juventus è ancora nel 2012 un'esperienza da consigliare a chi si incattivisce davanti a Sky, a Mediaset Premium o, peggio ancora, allo schermo di un computer. Perché tutti siamo tifosi, ma chissà perché una partita vissuta allo stadio porta ad apprezzare il quadro generale più degli episodi...

Gli abitudinari che citano Steve Jobs

di Anna Laura
Le abitudini sono una trappola per la libertà di pensiero. Il termine abitudine deriva da habitat, cioè luogo in cui si abita. Ovviamente conosciamo tutto del luogo che abitiamo. O meglio, diamo per scontato di conoscerlo e una volta che diamo per scontata una cosa smettiamo di osservarla.

Meglio senza prescelti

di Anna Laura
Tra le varie storie della Bibbia che tutti conoscono c'è quella di Sansone. Ma cosa pensano di conoscere? Dalila? Il taglio dei capelli ritenuti la sede della sua forza? Il suo "muoia Sansone con tutti i filistei..."?

Le vibrazioni di Guido d'Arezzo

di Anna Laura
Nessuno può dire con certezza che stia accadendo. Dal 2011 strani suoni sono stati uditi in tutte le parti del mondo, suoni la cui natura rimane sconosciuta. Un tentativo del pianeta Terra di accordarsi su una nuova musica. Guido d'Arezzo ne sarebbe affascinato, noi invece abbiamo paura. Cosa sta accadendo?

La Cina si avvicina

di Anna Laura
Mario Monti creerà lavoro per legge! L'annuncio dal suo ufficio di palazzo Chigi, ufficio arredato in stile (???) italico, con teli appesi e tappeti ovunque. Cosa non fa il potere per autoreferenziarsi attraverso l'arredamento...

Gli amici di Nino

di Fabrizio Provera
Non è stato proprio come trovarsi di fronte Philip Marlowe o Anna Karenina, ma conoscere il protagonista di un romanzo che hai apprezzato (ne possiamo parlare solo bene, visto che è stato prodotto dal 'democratico' Indiscreto) fa sempre impressione.

Fra il Triplete e l'Iran

di Anna Laura
Siamo al minimo storico? Forse sì... il minimo di Massimo Moratti, aggrappato all'Inter di un Triplete tanto meritato quanto casuale. Diremo poi perchè casuale... Ma perchè aggrappato? Per molti motivi. Il primo è la crisi degli accordi sul greggio, che impongono una sospensione degli scambi con l'Iran entro luglio di quest'anno.

Menti malate

di Anna Laura
Cellule staminali? Terapie genetiche? Tecniche chirurgiche? La salute messa sul mercato...anzi è il contrario: è il mercato che mette le mani sulla salute. Liberi di pagare, secondo le proprie disponibilità, il livello di salute adeguato. Una completa debacle socio-individuale. Bisogna capire bene la portata di questo fenomeno.

Il senso delle parole

di Anna Laura
Certo che se uno si pone la domanda di come nascono le mode, le risposte non mancano. Ma sono le risposte giuste? Quali sono le modalità di indirizzo alle mode? Da che mondo è mondo a mio parere sono le parole. Tramite le parole si compie l'operazione di modellamento.

I ceppi che sanno ancora immaginare

di Anna Laura
Il Baltic Dry Index crolla nell'ultimo mese a 1105. Significa che nonostante l'uso improprio delle navi cargo come magazzino il flusso di navi dalla Cina è fermo o quasi. Come nel 2008. Dopo Lehman, eccetera. Obama emula Silvio in promesse ardite, come gli incentivi a quelle industrie che tornano a produrre in Usa. Ma cosa sta accadendo?

Schiavi degli annunaki

di Anna Laura
La possibilità attuale di ricorrere al web per ricercare notizie e testi porta a un fenomeno particolarissimo: passano solo le informazioni vidimate dall'impianto mentale determinato dagli opposti. Il ragionare entro una gabbia, o a favore o contro. Una prigionia delle informazioni dovuta allo schieramento mentale.

Il meglio non è passato

di Jvan Sica
In questo anno che ci ha condotti verso il centenario del Guerin Sportivo ho perso alcune mie ore notturne a studiare (dopo aver perso le diurne a comprare in vicoli sgarrupati) fascicoli di diverse annate del giornale. Dopo attenta analisi arrivo a quello che per me è un assunto da cui partire: il giornale attuale è per qualità letterarie, sviluppo analitico dei temi trattati e profondità giornalistica il migliore di tutta la storia della nostra rivista preferita.

Un calciomercato da Draghi

di Anna Laura
L'uso o il consumo personale di una facoltà come l'attenzione e il suo controllo fanno parte del bagaglio di ogni buon manipolatore, dall'illusionista al politico al banchiere. Che ne sai tu che leggi di come usi l'attenzione? Nulla, zero, nada. Ma Draghi ne sa , eccome se ne sa.

L'avvenire di Borriello

di Federico De Carolis
Antonio Conte e le sue predilezioni calcistiche non prestano il fianco a discussioni polemiche. Ha voluto Marco Borriello, che praticamente ha dato il meglio di sé in due stagioni (Genoa 19 gol e Milan 14). Tutto il resto è da non prendere in considerazione o quasi. Non s’è inserito nella Roma, non tutti i torti magari sono stati suoi, non è esploso neppure in provincia all’inizio di carriera quando si possono ricordare solo i suoi 10 gol di Treviso. A Empoli e Reggio Calabria appena un paio di firme e neppure d’autore per 3 gol. Hanno applaudito tutti per questo acquisto. La grande stampa, sportiva e non che, quando ha scoperto la notizia, non ha fatto altro che tessere elogi e attizzare entusiasmi. A molti però, questo trasferimento non è suonato come le campane nei giorni di festa.

Quando i posti di lavoro sono troppi

di Piero Parisini
Carissimo Oscar (Eleni, ndr), ti rompo perché sei l’unico che conosco che mantiene aperto un canale di comunicazione con il basket ufficiale di casa nostra. Sì, voglio influenzare i tuoi scritti. Non so se te ne sei accorto, ma ogni tanto e da un po’ di tempo sempre più spesso, in interviste a importanti protagonisti del nostro basket si leggono proposte di drastici ridimensionamenti all’ordinamento dei nostri campionati al fine di superare il grave stato di crisi economica e tecnica della nostra pallacanestro. Be', ben arrivati. Li aspetto da una decina d’anni.