di Tani Rex
La prima volta allo SkyDome è stata in un caldo pomeriggio d'estate di otto anni fa. Blue Jays vs Yankees. L'unico ricordo che abbiamo di quella partita è il souvenir che i commessi regalavano alle entrate dello stadio: una mazza da baseball di legno, autografata da tutti i giocatori. Per uno abituato ai controlli negli stadi da calcio, dove ti toglievano pure le monetine, fu una bella sorpresa.
Visualizzazione post con etichetta Baseball. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Baseball. Mostra tutti i post
Il penultimo home run di Super Joe McEwing
di Daniele Vecchi
La "Wendy's Offer", presso la catena di fast food americana Wendy's, consisteva nel presentarsi al botteghino dello Shea Stadium a Flushing, Queens, NY nelle partite indicate come "arancio" nella schedule annuale, ed avere due biglietti al prezzo di uno. Ovviamente le partite arancio erano le meno costose della stagione, e altrettanto ovviamente erano anche le meno interessanti della stagione, quelle che incidentalmente avrebbero fatto in modo che il gigantesco Shea Stadium sembrasse ancora più vuoto di quanto di solito sembrava.
La "Wendy's Offer", presso la catena di fast food americana Wendy's, consisteva nel presentarsi al botteghino dello Shea Stadium a Flushing, Queens, NY nelle partite indicate come "arancio" nella schedule annuale, ed avere due biglietti al prezzo di uno. Ovviamente le partite arancio erano le meno costose della stagione, e altrettanto ovviamente erano anche le meno interessanti della stagione, quelle che incidentalmente avrebbero fatto in modo che il gigantesco Shea Stadium sembrasse ancora più vuoto di quanto di solito sembrava.
Il baseball almeno ci prova
Onestamente ci eravamo dimenticati che quest'anno i Mondiali di baseball si giocassero in Italia (a settembre, probabile ma non sicura Roma come sede della finale), o per meglio dire in Europa: le partite saranno infatti disputate in sette diversi paesi, con la fase finale da noi. La cosa ci è venita in mente leggendo su http://www.sporteconomy.it/ che la federazione italiana starebbe per lanciare (nel 2010) un campionato nazionale senza retrocessioni. Una cosa che era nell'aria fin dal cambio di nome del massimo campionato (da serie A1 a Italian Baseball League), visto che da anni si parla di una collaborazione con la MLB americana. Dalle parole del presidente della FIBS Riccardo Fraccari non abbiamo capito chi dovrebbe finanziare tutto questo (sì, gli sponsor, che sono sempre quei dieci a cui tutti chiedono soldi), ma al di là dell'equivoco di fondo (come può una federazione assistita dallo Stato creare una lega chiusa, senza diritto sportivo?) il tentativo di creare franchigie che possano programmare nel tempo va seguito con molta simpatia. Se il pubblico risponderà presente senza bisogno del sangue delle retrocessioni vuol dire che c'è ancora speranza: i professionisti da una parte e i dilettanti (ma dilettanti veri) dall'altra. Domanda ingenua: non basterebbe riformare l'attuale IBL? Risposta cattiva: l'idea sarebbe ovviamente di piazzare le franchigie nelle grandi città, su tutto il territorio italiano, mentre l'attuale IBL è un campionato emiliano-romagnolo con l'aggiunta di Nettuno e Grosseto. Insomma, il solito (falso) mito di Milano e Roma: a cui purtroppo frega solo del calcio.
Iscriviti a:
Post (Atom)