di Anna Laura
Se mai avessimo il sospetto, avessimo la tentazione di appartenere ad un'altra dimensione, ci pensano i media a ricordarci la loro verità: siete di passaggio. La scelta di mostrare in maniera ripetuta, all'interno della stessa trasmissione, la morte sul campo di Piermario Morosini, va al di là del diritto (???) di cronaca. E' il diritto ad ammonire che il fato esiste e lotta insieme a noi, più spesso contro di noi. Una vera e propria induzione negativa, anzi emotiva. L'andazzo mediatico insiste con interviste dolorose e addolorate, con dovizia di particolari ed intervento dei professionisti del cordoglio con il ricordo già in canna. Se posso dirlo, sono nauseata.
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Titoli sempre in rialzo
di Libeccio
Il clima positivo intorno alla Juventus, l'entusiasmo per Stramaccioni, i silenzi di Mediaset, Balotelli usato da tutti e lo sciopero di Luis Enrique.
Il clima positivo intorno alla Juventus, l'entusiasmo per Stramaccioni, i silenzi di Mediaset, Balotelli usato da tutti e lo sciopero di Luis Enrique.
L'Oasis di Balotelli
di Libeccio
Il calcio inglese oramai ha una sola star. Tutti gli altri sono considerati dal sistema mediatico figure di rincalzo. Parliamo di Mario Balotelli, naturalmente. E di come sia diventato ad una velocità pazzesca l'uomo più inseguito da fotoreporter, radio e tv, costruttori professionisti del gossip a tutti i costi. Ad una situazione già divampata si è aggiunta l'ultima ciliegina che abbiamo intercettato grazie alla BBC. In una recente gara contro il Tottenham Balotelli ha letteralmente strappato di mano la palla a due celebrati campioni del City (Aguero e Barry) per tirare un rigore da lui stesso procurato e che poi ha realizzato. Come tutte le persone dotate di un grandissimo talento naturale, Balotelli si comporta spesso in campo come se non sapesse cosa sta facendo. E' la regola numero uno di tutti i grandi talenti.
Il calcio inglese oramai ha una sola star. Tutti gli altri sono considerati dal sistema mediatico figure di rincalzo. Parliamo di Mario Balotelli, naturalmente. E di come sia diventato ad una velocità pazzesca l'uomo più inseguito da fotoreporter, radio e tv, costruttori professionisti del gossip a tutti i costi. Ad una situazione già divampata si è aggiunta l'ultima ciliegina che abbiamo intercettato grazie alla BBC. In una recente gara contro il Tottenham Balotelli ha letteralmente strappato di mano la palla a due celebrati campioni del City (Aguero e Barry) per tirare un rigore da lui stesso procurato e che poi ha realizzato. Come tutte le persone dotate di un grandissimo talento naturale, Balotelli si comporta spesso in campo come se non sapesse cosa sta facendo. E' la regola numero uno di tutti i grandi talenti.
Vale tudo
di Stefano Olivari
La grande fiducia in Stramaccioni, l'immortale Ashton Kutcher e l'esperienza di Miccoli.
La grande fiducia in Stramaccioni, l'immortale Ashton Kutcher e l'esperienza di Miccoli.
Nessuno ci può giudicare
di Stefano Olivari
Il giornalista professionista può scrivere impunemente cazzate, il resto del mondo no. Buono a sapersi, visto che siamo assediati da cialtroni con l'avvocato pagato dall'oggetto dei nostri articoli (querele sempre archiviate su richiesta dei pm, ma i giorni persi non ce li restituisce nessuno) e troppo tempo libero. Sarà che sono tutti imprenditori, con orari flessibili... Traducendola in italiano è davvero notevole la morale della recente sentenza del Tar de Lazio, che ha confermato la multa di 100mila euro per l'autore di un articolo (Gianfilippo Bonanno) sulla vendita della Roma da parte dei Sensi al gruppo Fioranelli-Flick. Parliamo del giugno 2009 e di un sito web (www.forza-roma.net). Era l'epoca in cui molti giornali scrivevano dell'interesse delle cordate più fantasiose per la partecipazione di Italpetroli (cioè dei Sensi) nella Roma, provocando forti movimenti del titolo in Borsa.
Il giornalista professionista può scrivere impunemente cazzate, il resto del mondo no. Buono a sapersi, visto che siamo assediati da cialtroni con l'avvocato pagato dall'oggetto dei nostri articoli (querele sempre archiviate su richiesta dei pm, ma i giorni persi non ce li restituisce nessuno) e troppo tempo libero. Sarà che sono tutti imprenditori, con orari flessibili... Traducendola in italiano è davvero notevole la morale della recente sentenza del Tar de Lazio, che ha confermato la multa di 100mila euro per l'autore di un articolo (Gianfilippo Bonanno) sulla vendita della Roma da parte dei Sensi al gruppo Fioranelli-Flick. Parliamo del giugno 2009 e di un sito web (www.forza-roma.net). Era l'epoca in cui molti giornali scrivevano dell'interesse delle cordate più fantasiose per la partecipazione di Italpetroli (cioè dei Sensi) nella Roma, provocando forti movimenti del titolo in Borsa.
Nessuno ci può giudicare
di Stefano Olivari
Il giornalista professionista può scrivere impunemente cazzate, il resto del mondo no. Buono a sapersi, visto che siamo assediati da cialtroni con l'avvocato pagato dall'oggetto dei nostri articoli (querele sempre archiviate su richiesta dei pm, ma il tempo perso non ce lo restituisce nessuno) e troppo tempo libero. Sarà che sono tutti imprenditori, con orari flessibili... Traducendola in italiano è davvero notevole la morale della recente sentenza del Tar de Lazio, che ha confermato la multa di 100mila euro per l'autore di un articolo (Gianfilippo Bonanno) sulla vendita della Roma da parte dei Sensi al gruppo Fioranelli-Flick. Parliamo del giugno 2009 e di un sito web (www.forza-roma.net). Era l'epoca in cui molti giornali scrivevano dell'interesse delle cordate più fantasiose per la partecipazione di Italpetroli (cioè dei Sensi) nella Roma, provocando forti movimenti del titolo in Borsa. Il sito in questione si sbilanciò più di altri: "Ufficiale: la As Roma è stata venduta al gruppo Fioranelli-Flick". Tanto ufficiale la cosa non era, perchè la notizia fu smentita da Italpetroli su richiesta della Consob. Ovviamente tra l'orario di pubblicazione del pezzo e la diffusione della smentita il prezzo delle azioni As Roma registrò prima un incremento, poi (quando il cosiddetto mercato aveva capito che si trattava di una bufala) una lieve flessione, fino alla sospensione delle negoziazioni. Bonanno è ricorso al Tar contro la sanzione, ma il ricorso è stato respinto con motivazioni che hanno risvegliato il nostro interesse (ormai risvegliato quasi solo dalle photo gallery dei grandi portali di informazione o dai backstage dei calendari). Citando qua e là... "L'illecito amministrativo non richiede affatto che la condotta sia ascrivibile a titolo di dolo... La contestazione risulta integrata dalla diffusione di notizie che siano anche solo potenzialmente suscettibili di fornire indicazioni false o fuorvianti". Ma il bello è che secondo il Tar ''Per i giornalisti che operano nello svolgimento della loro attività professionale, la diffusione delle informazioni va valutata tenendo conto delle norme di autoregolamentazione proprie della professione, salvo che tali soggetti traggano, direttamente o indirettamente, un vantaggio o un profitto dalla diffusione delle informazioni". Quindi, non essendo Bonanno un giornalista professionista le inesattezze o falsità che scrive rientrano nella giurisdizione dello stato italiano. Se lo fosse stato sarebbe stato invece giudicato dall'Ordine dei giornalisti. Una delle tante corporazioni (medici, avvocati, gli stessi magistrati) che nessun governo dei tecnici riuscirà a mettere sullo stesso piano del privato cittadino, figurarsi un governo bisognoso di consenso come quello che purtroppo tornerà dal 2013. Monti può far aprire qualche farmacia in più (non sia mai che si rimanga all'improvviso senza Voltaren, Cialis o Zigulì) ma per toccare gli interessi veri come 'tecnico' ci vorrebbe Stalin, come minimo.
Twitter @StefanoOlivari
Il giornalista professionista può scrivere impunemente cazzate, il resto del mondo no. Buono a sapersi, visto che siamo assediati da cialtroni con l'avvocato pagato dall'oggetto dei nostri articoli (querele sempre archiviate su richiesta dei pm, ma il tempo perso non ce lo restituisce nessuno) e troppo tempo libero. Sarà che sono tutti imprenditori, con orari flessibili... Traducendola in italiano è davvero notevole la morale della recente sentenza del Tar de Lazio, che ha confermato la multa di 100mila euro per l'autore di un articolo (Gianfilippo Bonanno) sulla vendita della Roma da parte dei Sensi al gruppo Fioranelli-Flick. Parliamo del giugno 2009 e di un sito web (www.forza-roma.net). Era l'epoca in cui molti giornali scrivevano dell'interesse delle cordate più fantasiose per la partecipazione di Italpetroli (cioè dei Sensi) nella Roma, provocando forti movimenti del titolo in Borsa. Il sito in questione si sbilanciò più di altri: "Ufficiale: la As Roma è stata venduta al gruppo Fioranelli-Flick". Tanto ufficiale la cosa non era, perchè la notizia fu smentita da Italpetroli su richiesta della Consob. Ovviamente tra l'orario di pubblicazione del pezzo e la diffusione della smentita il prezzo delle azioni As Roma registrò prima un incremento, poi (quando il cosiddetto mercato aveva capito che si trattava di una bufala) una lieve flessione, fino alla sospensione delle negoziazioni. Bonanno è ricorso al Tar contro la sanzione, ma il ricorso è stato respinto con motivazioni che hanno risvegliato il nostro interesse (ormai risvegliato quasi solo dalle photo gallery dei grandi portali di informazione o dai backstage dei calendari). Citando qua e là... "L'illecito amministrativo non richiede affatto che la condotta sia ascrivibile a titolo di dolo... La contestazione risulta integrata dalla diffusione di notizie che siano anche solo potenzialmente suscettibili di fornire indicazioni false o fuorvianti". Ma il bello è che secondo il Tar ''Per i giornalisti che operano nello svolgimento della loro attività professionale, la diffusione delle informazioni va valutata tenendo conto delle norme di autoregolamentazione proprie della professione, salvo che tali soggetti traggano, direttamente o indirettamente, un vantaggio o un profitto dalla diffusione delle informazioni". Quindi, non essendo Bonanno un giornalista professionista le inesattezze o falsità che scrive rientrano nella giurisdizione dello stato italiano. Se lo fosse stato sarebbe stato invece giudicato dall'Ordine dei giornalisti. Una delle tante corporazioni (medici, avvocati, gli stessi magistrati) che nessun governo dei tecnici riuscirà a mettere sullo stesso piano del privato cittadino, figurarsi un governo bisognoso di consenso come quello che purtroppo tornerà dal 2013. Monti può far aprire qualche farmacia in più (non sia mai che si rimanga all'improvviso senza Voltaren, Cialis o Zigulì) ma per toccare gli interessi veri come 'tecnico' ci vorrebbe Stalin, come minimo.
Twitter @StefanoOlivari
Stramaccioni contro l'ipnosi da confusione
di Anna Laura
Il nuovo allenatore dell'Inter ha di sicuro un presente di nove partite. Forse addirittura un futuro se Moratti troverà sul campo degli adulti una minima conferma di quello che ha visto in quello dei ragazzi. Inutile fare previsioni su situazioni che cambiano in base all'ultimo risultato, magari fra due partite saremo qui a commentare l'inevitabile pezzo 'Ecco l'Inter di Villas Boas'.
Il nuovo allenatore dell'Inter ha di sicuro un presente di nove partite. Forse addirittura un futuro se Moratti troverà sul campo degli adulti una minima conferma di quello che ha visto in quello dei ragazzi. Inutile fare previsioni su situazioni che cambiano in base all'ultimo risultato, magari fra due partite saremo qui a commentare l'inevitabile pezzo 'Ecco l'Inter di Villas Boas'.
Ranieri di fine stagione
di Libeccio
La Juventus è da poco passata in vantaggio senza grandi meriti, che Ranieri effettua due cambi senza senso. Toglie i due migliori (Obi e Poli) e chiama a sostituirli a gara ancora recuperabile un giocatore impalpabile anche nelle gare più anonime (Faraoni) e un altro che quest’anno ha vissuto la sua peggiore annata di sempre (Pazzini). Come è andata a finire lo sapete tutti, con i bianconeri a dilagare e Julio Cesar a evitare la manita. Non sappiamo più cosa scrivere, di diverso dal solito, sul modo strampalato in cui Moratti e Branca hanno costruito l'Inter di questa stagione, quindi una volta tanto parliamo di Ranieri.
La Juventus è da poco passata in vantaggio senza grandi meriti, che Ranieri effettua due cambi senza senso. Toglie i due migliori (Obi e Poli) e chiama a sostituirli a gara ancora recuperabile un giocatore impalpabile anche nelle gare più anonime (Faraoni) e un altro che quest’anno ha vissuto la sua peggiore annata di sempre (Pazzini). Come è andata a finire lo sapete tutti, con i bianconeri a dilagare e Julio Cesar a evitare la manita. Non sappiamo più cosa scrivere, di diverso dal solito, sul modo strampalato in cui Moratti e Branca hanno costruito l'Inter di questa stagione, quindi una volta tanto parliamo di Ranieri.
Nascita di un tifoso
di Stefano Olivari
Le grandi domande di Voyager, insieme a quella sulla rotta dei Templari partiti dal porto di La Rochelle per scampare alla persecuzione: perché siamo tifosi di una squadra invece che di un'altra? Domanda sorta leggendo, come sempre avidamente, un muro del calcio che presto, rullo di tamburi, avrà i commenti più recenti in alto evitando di farci smadonnare ogni volta. Ci riferiamo alla discussione a margine di quella, davvero lisergica, sulla redingote (qui nel Bronx l'abbiamo sempre chiamata soprabito). Insomma, perché tifiamo Inter invece di Juventus, Milan o Cavese? Di seguito il nostro schemino, senza la pretesa di fare la Nielsen dei poveri.
Le grandi domande di Voyager, insieme a quella sulla rotta dei Templari partiti dal porto di La Rochelle per scampare alla persecuzione: perché siamo tifosi di una squadra invece che di un'altra? Domanda sorta leggendo, come sempre avidamente, un muro del calcio che presto, rullo di tamburi, avrà i commenti più recenti in alto evitando di farci smadonnare ogni volta. Ci riferiamo alla discussione a margine di quella, davvero lisergica, sulla redingote (qui nel Bronx l'abbiamo sempre chiamata soprabito). Insomma, perché tifiamo Inter invece di Juventus, Milan o Cavese? Di seguito il nostro schemino, senza la pretesa di fare la Nielsen dei poveri.
La strategia del se
di Anna Laura
Qualcosa di più di un collasso della società Inter sta accadendo. Senza clamori, senza interviste shock alla Gazzetta, in silenzio. Moratti è sull'orlo di una crisi di nervi. Il voler avere ragione tout court lo logora. Immagino i suoi tormenti e, se riguardo le immagini della finale col Bayern, la sua faccia finta. Da cui colgo ancora le emozioni sotterranee di "stand-by" del terrore che si manifestasse l'abituale sconfitta. Adesso capisco ancora di più perchè abbia smantellato e rifiutato di correggere quell'Inter.
Qualcosa di più di un collasso della società Inter sta accadendo. Senza clamori, senza interviste shock alla Gazzetta, in silenzio. Moratti è sull'orlo di una crisi di nervi. Il voler avere ragione tout court lo logora. Immagino i suoi tormenti e, se riguardo le immagini della finale col Bayern, la sua faccia finta. Da cui colgo ancora le emozioni sotterranee di "stand-by" del terrore che si manifestasse l'abituale sconfitta. Adesso capisco ancora di più perchè abbia smantellato e rifiutato di correggere quell'Inter.
La mimica di Mazzarri
di Anna Laura
Il provicialismo impera, si è visto anche a Londra. Il Napoli ha dimostrato che non si puote ciò che si vuole. La sindrome di Ibra ha pervaso l'Italia e ha toccato anche chi vale molto meno di lui. Hamsik, Cavani, Lavezzi hanno mostrato il loro valore internazionale. Il loro valore è internazionale è zero. In Champions, s'intende, più precisamente quando più conta. Ibrahite acuta. Naturalmente ci si atteggia, ma il succo è il limite che si staglia chiarissimo ogni volta che rimani solo con te stesso. Gli atteggiamenti arroganti, le pettinature, i tatuaggi, tutto fa brodo. Non ultimo il linguaggio, la fantomatica comunicazione...
Il provicialismo impera, si è visto anche a Londra. Il Napoli ha dimostrato che non si puote ciò che si vuole. La sindrome di Ibra ha pervaso l'Italia e ha toccato anche chi vale molto meno di lui. Hamsik, Cavani, Lavezzi hanno mostrato il loro valore internazionale. Il loro valore è internazionale è zero. In Champions, s'intende, più precisamente quando più conta. Ibrahite acuta. Naturalmente ci si atteggia, ma il succo è il limite che si staglia chiarissimo ogni volta che rimani solo con te stesso. Gli atteggiamenti arroganti, le pettinature, i tatuaggi, tutto fa brodo. Non ultimo il linguaggio, la fantomatica comunicazione...
Il senso del genetico per la colpa
di Anna Laura
Ci sono prescelti e predestinati, poi vengono i fortunati, infine i genetici. Sono quelli che per caso nascono in posti sbagliati, da genitori sbagliati, in famiglie sbagliate. E' la vita, il fato. Questi individui, i genetici, appaiono tormentati nell'animo, con una vocina interna che gli ricorda momento dopo momento che è vero che occupano quel posto, ma che lo occupano per caso, che non lo meritano, che sarebbe toccato ad un altro e cosi via. Implicitamente il giudizio scatenato da questo senso di colpa scatena tutta una serie di valutazioni nella mente dell'individuo "genetico", che lo portano a adottare criteri di valutazione adulterati.
Ci sono prescelti e predestinati, poi vengono i fortunati, infine i genetici. Sono quelli che per caso nascono in posti sbagliati, da genitori sbagliati, in famiglie sbagliate. E' la vita, il fato. Questi individui, i genetici, appaiono tormentati nell'animo, con una vocina interna che gli ricorda momento dopo momento che è vero che occupano quel posto, ma che lo occupano per caso, che non lo meritano, che sarebbe toccato ad un altro e cosi via. Implicitamente il giudizio scatenato da questo senso di colpa scatena tutta una serie di valutazioni nella mente dell'individuo "genetico", che lo portano a adottare criteri di valutazione adulterati.
Senza Ibrahimovic solo fallimenti
di Libeccio
La Juventus si trova ad un momento fondamentale per le sue prospettive, non casualmente alcuni toni esasperati dei suoi massimi dirigenti (Marotta e Conte soprattutto) hanno palesato uno stato d'animo che si presta a varie interpretazioni. Inutile dire che solo con lo scudetto la Juve recupererebbe per intero la sua dimensione di grande club, secondo il discutibile ma purtroppo diffuso assioma che di quelle solite tre squadre le due che non vincono lo scudetto hanno fallito.
La Juventus si trova ad un momento fondamentale per le sue prospettive, non casualmente alcuni toni esasperati dei suoi massimi dirigenti (Marotta e Conte soprattutto) hanno palesato uno stato d'animo che si presta a varie interpretazioni. Inutile dire che solo con lo scudetto la Juve recupererebbe per intero la sua dimensione di grande club, secondo il discutibile ma purtroppo diffuso assioma che di quelle solite tre squadre le due che non vincono lo scudetto hanno fallito.
La difesa di Mondonico
Questo Novara tornerebbe sparato in serie B anche se ad allenarlo ci
fossero Vittorio Pozzo ed Ernst Happel resuscitati, saltiamo a piedi
pari le scontate considerazioni tecniche sulla rosa e veniamo a un
numero non inedito in tempi di crisi, cioé il ritorno in panchina del
primo allenatore esonerato. In questo caso Attilio Tesser, al posto di
un Emiliano Mondonico per il quale tutti tifavano: per il suo passato da
ottimo allenatore che mai ha avuto una grande occasione, oltre che per
il suo presente di uomo che non si è fatto battere dalla malattia. Un
esonero che non si giustifica certo con i risultati, visto che la media
punti di Mondonico è stata migliore di quella di Tesser, ma nemmeno con
quel ‘progetto’ che viene tirato in ballo da chi non sa cosa altro dire
per giustificare un fallimento.
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I Moggi passano ma loro restano
di Anna Laura
Il Divide et impera del principe macchiavellico è sempre attualissimo. Due società, Milan e Juventus, ci hanno messo pochi anni a ricostruire le stesse strutture ante-Calciopoli, dimostrando al mondo del calcio che i Moggi passano ma loro restano. Come hanno fatto? Semplice hanno fatto come hanno sempre fatto, per ottenere quello che hanno sempre ottenuto: promettendo e non mantenendo le promesse. Demolendo l'aria del cambiamento con tesi giornalistiche azzardate, ma fatte passare con un fuoco mediatico impressionante come dati di fatto.
Il Divide et impera del principe macchiavellico è sempre attualissimo. Due società, Milan e Juventus, ci hanno messo pochi anni a ricostruire le stesse strutture ante-Calciopoli, dimostrando al mondo del calcio che i Moggi passano ma loro restano. Come hanno fatto? Semplice hanno fatto come hanno sempre fatto, per ottenere quello che hanno sempre ottenuto: promettendo e non mantenendo le promesse. Demolendo l'aria del cambiamento con tesi giornalistiche azzardate, ma fatte passare con un fuoco mediatico impressionante come dati di fatto.
Poche baionette per Ghirardi
Il Parma conta zero, siamo tutti d’accordo. Se al suo posto in serie A
ci fossero il Foggia o il Treviso per il mitico ‘sistema calcio’ sarebbe
la stessa cosa, essendo il carrozzone fondato su tre club che
raccolgono il 75% del tifo nazionale e su altre cinque o sei che
rappresentano città con popolazione significativa. Però il presidente
Ghirardi non si meritava la spocchia con cui il presidente degli arbitri
Marcello Nicchi ha commentato le proteste del Parma dopo i clamorosi
errori che lo hanno penalizzato nella partita con il Napoli: ”Ghirardi
deluso da me e da Braschi? E’ un problema suo”. Una buona risposta, se
fosse data a tutti i presidenti che si lamentano.
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Bastava cambiare Cambiasso
di Libeccio
Molti spettatori interisti di San Siro hanno capito tutto: la colpa è di Cambiasso. Non di una società che, con la squadra in caduta libera, ha ritenuto di poter spolpare ulteriormente la rosa vendendo Thiago Motta. Guarin (un buon giocatore, ma rotto) e Palombo (un giocatore di terza fascia, a dispetto del suo passato in Nazionale) i sostituti per passare la nottata.
Molti spettatori interisti di San Siro hanno capito tutto: la colpa è di Cambiasso. Non di una società che, con la squadra in caduta libera, ha ritenuto di poter spolpare ulteriormente la rosa vendendo Thiago Motta. Guarin (un buon giocatore, ma rotto) e Palombo (un giocatore di terza fascia, a dispetto del suo passato in Nazionale) i sostituti per passare la nottata.
Quelli che non sono Mourinho
Cos’hanno in comune Claudio Ranieri a André Villas-Boas? Con una facile
battuta, potremmo dire che saranno i prossimi due allenatori esonerati
da Massimo Moratti (che come tutti i padroni non può esonerare sé
stesso, ma forse potrebbe iniziare dai suoi consiglieri di mercato
invece che dall’allenatore). In realtà, guardando a questa stagione, con
età è prospettive diverse hanno condiviso il destino di di gestire la
fine di un ciclo di squadre che nei cinque-sei anni precedenti sono
state ai vertici in patria e in Europa.
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Nel fango del calcio italiano
di Alec Cordolcini
Questa intervista a Jeannine Koevoets, ex signora Tonellotto nonché presidente della Triestina per un mese, è stata rifiutata da quattro testate italiane prima di essere pubblicata, parzialmente, da Il Giornale. Eppure non ci sembra riveli chissà quali verità nascoste, né che il suo contenuto sia particolarmente scomodo. Semplicemente, le risposte non sono una fiera delle banalità come quelle dell'intervistato medio del mondo del calcio. La riproponiamo su Indiscreto, in versione integrale.
Questa intervista a Jeannine Koevoets, ex signora Tonellotto nonché presidente della Triestina per un mese, è stata rifiutata da quattro testate italiane prima di essere pubblicata, parzialmente, da Il Giornale. Eppure non ci sembra riveli chissà quali verità nascoste, né che il suo contenuto sia particolarmente scomodo. Semplicemente, le risposte non sono una fiera delle banalità come quelle dell'intervistato medio del mondo del calcio. La riproponiamo su Indiscreto, in versione integrale.
Venticinque per cento in più
Quanto guadagnano in realtà i procuratori del calcio? Sugli introiti di queste figure professionali, fondamentali per alimentare i siti di calciomercato e le televisioni a colpi di ‘Sì, c’è un interessamento’ e di ‘A chi non piacerebbe giocare in un club come quello?’, si fanno molte congetture ma in realtà in pochi sanno al di là dei singoli casi quanto entri nelle loro casse in maniera pulita (per tacere del resto, che non sappiamo Nè sapremo mai). Per questo le cifre aggregate del rapporto Fifa chiamato ‘Global Transfer 2011′ sono molto utili per capire i reali interessi finanziari che muove il calcio.
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