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La categoria di Morosini

di Anna Laura
Se mai avessimo il sospetto, avessimo la tentazione di appartenere ad un'altra dimensione, ci pensano i media a ricordarci la loro verità: siete di passaggio. La scelta di mostrare in maniera ripetuta, all'interno della stessa trasmissione, la morte sul campo di Piermario Morosini, va al di là del diritto (???) di cronaca. E' il diritto ad ammonire che il fato esiste e lotta insieme a noi, più spesso contro di noi. Una vera e propria induzione negativa, anzi emotiva. L'andazzo mediatico insiste con interviste dolorose e addolorate, con dovizia di particolari ed intervento dei professionisti del cordoglio con il ricordo già in canna. Se posso dirlo, sono nauseata.

Titoli sempre in rialzo

di Libeccio
Il clima positivo intorno alla Juventus, l'entusiasmo per Stramaccioni, i silenzi di Mediaset, Balotelli usato da tutti e lo sciopero di Luis Enrique.

L'Oasis di Balotelli

di Libeccio
Il calcio inglese oramai ha una sola star. Tutti gli altri sono considerati dal sistema mediatico figure di rincalzo. Parliamo di Mario Balotelli, naturalmente. E di come sia diventato ad una velocità pazzesca l'uomo più inseguito da fotoreporter, radio e tv, costruttori professionisti del gossip a tutti i costi. Ad una situazione già divampata si è aggiunta l'ultima ciliegina che abbiamo intercettato grazie alla BBC. In una recente gara contro il Tottenham Balotelli ha letteralmente strappato di mano la palla a due celebrati campioni del City (Aguero e Barry) per tirare un rigore da lui stesso procurato e che poi ha realizzato. Come tutte le persone dotate di un grandissimo talento naturale, Balotelli si comporta spesso in campo come se non sapesse cosa sta facendo. E' la regola numero uno di tutti i grandi talenti.

Vale tudo

di Stefano Olivari
La grande fiducia in Stramaccioni, l'immortale Ashton Kutcher e l'esperienza di Miccoli.

Nessuno ci può giudicare

di Stefano Olivari
Il giornalista professionista può scrivere impunemente cazzate, il resto del mondo no. Buono a sapersi, visto che siamo assediati da cialtroni con l'avvocato pagato dall'oggetto dei nostri articoli (querele sempre archiviate su richiesta dei pm, ma i giorni persi non ce li restituisce nessuno) e troppo tempo libero. Sarà che sono tutti imprenditori, con orari flessibili... Traducendola in italiano è davvero notevole la morale della recente sentenza del Tar de Lazio, che ha confermato la multa di 100mila euro per l'autore di un articolo (Gianfilippo Bonanno) sulla vendita della Roma da parte dei Sensi al gruppo Fioranelli-Flick. Parliamo del giugno 2009 e di un sito web (www.forza-roma.net). Era l'epoca in cui molti giornali scrivevano dell'interesse delle cordate più fantasiose per la partecipazione di Italpetroli (cioè dei Sensi) nella Roma, provocando forti movimenti del titolo in Borsa.

Nessuno ci può giudicare

di Stefano Olivari
Il giornalista professionista può scrivere impunemente cazzate, il resto del mondo no. Buono a sapersi, visto che siamo assediati da cialtroni con l'avvocato pagato dall'oggetto dei nostri articoli (querele sempre archiviate su richiesta dei pm, ma il tempo perso non ce lo restituisce nessuno) e troppo tempo libero. Sarà che sono tutti imprenditori, con orari flessibili... Traducendola in italiano è davvero notevole la morale della recente sentenza del Tar de Lazio, che ha confermato la multa di 100mila euro per l'autore di un articolo (Gianfilippo Bonanno) sulla vendita della Roma da parte dei Sensi al gruppo Fioranelli-Flick. Parliamo del giugno 2009 e di un sito web (www.forza-roma.net). Era l'epoca in cui molti giornali scrivevano dell'interesse delle cordate più fantasiose per la partecipazione di Italpetroli (cioè dei Sensi) nella Roma, provocando forti movimenti del titolo in Borsa. Il sito in questione si sbilanciò più di altri: "Ufficiale: la As Roma è stata venduta al gruppo Fioranelli-Flick". Tanto ufficiale la cosa non era, perchè la notizia fu smentita da Italpetroli su richiesta della Consob. Ovviamente tra l'orario di pubblicazione del pezzo e la diffusione della smentita il prezzo delle azioni As Roma registrò prima un incremento, poi (quando il cosiddetto mercato aveva capito che si trattava di una bufala) una lieve flessione, fino alla sospensione delle negoziazioni. Bonanno è ricorso al Tar contro la sanzione, ma il ricorso è stato respinto con motivazioni che hanno risvegliato il nostro interesse (ormai risvegliato quasi solo dalle photo gallery dei grandi portali di informazione o dai backstage dei calendari). Citando qua e là... "L'illecito amministrativo non richiede affatto che la condotta sia ascrivibile a titolo di dolo... La contestazione risulta integrata dalla diffusione di notizie che siano anche solo potenzialmente suscettibili di fornire indicazioni false o fuorvianti". Ma il bello è che secondo il Tar ''Per i giornalisti che operano nello svolgimento della loro attività professionale, la diffusione delle informazioni va valutata tenendo conto delle norme di autoregolamentazione proprie della professione, salvo che tali soggetti traggano, direttamente o indirettamente, un vantaggio o un profitto dalla diffusione delle informazioni". Quindi, non essendo Bonanno un giornalista professionista le inesattezze o falsità che scrive rientrano nella giurisdizione dello stato italiano. Se lo fosse stato sarebbe stato invece giudicato dall'Ordine dei giornalisti. Una delle tante corporazioni (medici, avvocati, gli stessi magistrati) che nessun governo dei tecnici riuscirà a mettere sullo stesso piano del privato cittadino, figurarsi un governo bisognoso di consenso come quello che purtroppo tornerà dal 2013. Monti può far aprire qualche farmacia in più (non sia mai che si rimanga all'improvviso senza Voltaren, Cialis o Zigulì) ma per toccare gli interessi veri come 'tecnico' ci vorrebbe Stalin, come minimo.


Twitter @StefanoOlivari

Stramaccioni contro l'ipnosi da confusione

di Anna Laura
Il nuovo allenatore dell'Inter ha di sicuro un presente di nove partite. Forse addirittura un futuro se Moratti troverà sul campo degli adulti una minima conferma di quello che ha visto in quello dei ragazzi. Inutile fare previsioni su situazioni che cambiano in base all'ultimo risultato, magari fra due partite saremo qui a commentare l'inevitabile pezzo 'Ecco l'Inter di Villas Boas'.

Ranieri di fine stagione

di Libeccio
La Juventus è da poco passata in vantaggio senza grandi meriti, che Ranieri effettua due cambi senza senso. Toglie i due migliori (Obi e Poli) e chiama a sostituirli a gara ancora recuperabile un giocatore impalpabile anche nelle gare più anonime (Faraoni) e un altro che quest’anno ha vissuto la sua peggiore annata di sempre (Pazzini). Come è andata a finire lo sapete tutti, con i bianconeri a dilagare e Julio Cesar a evitare la manita. Non sappiamo più cosa scrivere, di diverso dal solito, sul modo strampalato in cui Moratti e Branca hanno costruito l'Inter di questa stagione, quindi una volta tanto parliamo di Ranieri.

Nascita di un tifoso

di Stefano Olivari
Le grandi domande di Voyager, insieme a quella sulla rotta dei Templari partiti dal porto di La Rochelle per scampare alla persecuzione: perché siamo tifosi di una squadra invece che di un'altra? Domanda sorta leggendo, come sempre avidamente, un muro del calcio che presto, rullo di tamburi, avrà i commenti più recenti in alto evitando di farci smadonnare ogni volta. Ci riferiamo alla discussione a margine di quella, davvero lisergica, sulla redingote (qui nel Bronx l'abbiamo sempre chiamata soprabito). Insomma, perché tifiamo Inter invece di Juventus, Milan o Cavese? Di seguito il nostro schemino, senza la pretesa di fare la Nielsen dei poveri.

La strategia del se

di Anna Laura
Qualcosa di più di un collasso della società Inter sta accadendo. Senza clamori, senza interviste shock alla Gazzetta, in silenzio. Moratti è sull'orlo di una crisi di nervi. Il voler avere ragione tout court lo logora. Immagino i suoi tormenti e, se riguardo le immagini della finale col Bayern, la sua faccia finta. Da cui colgo ancora le emozioni sotterranee di "stand-by" del terrore che si manifestasse l'abituale sconfitta. Adesso capisco ancora di più perchè abbia smantellato e rifiutato di correggere quell'Inter.

La mimica di Mazzarri

di Anna Laura
Il provicialismo impera, si è visto anche a Londra. Il Napoli ha dimostrato che non si puote ciò che si vuole. La sindrome di Ibra ha pervaso l'Italia e ha toccato anche chi vale molto meno di lui. Hamsik, Cavani, Lavezzi hanno mostrato il loro valore internazionale. Il loro valore è internazionale è zero. In Champions, s'intende, più precisamente quando più conta. Ibrahite acuta. Naturalmente ci si atteggia, ma il succo è il limite che si staglia chiarissimo ogni volta che rimani solo con te stesso. Gli atteggiamenti arroganti, le pettinature, i tatuaggi, tutto fa brodo. Non ultimo il linguaggio, la fantomatica comunicazione...

Il senso del genetico per la colpa

di Anna Laura
Ci sono prescelti e predestinati, poi vengono i fortunati, infine i genetici. Sono quelli che per caso nascono in posti sbagliati, da genitori sbagliati, in famiglie sbagliate. E' la vita, il fato. Questi individui, i genetici, appaiono tormentati nell'animo, con una vocina interna che gli ricorda momento dopo momento che è vero che occupano quel posto, ma che lo occupano per caso, che non lo meritano, che sarebbe toccato ad un altro e cosi via. Implicitamente il giudizio scatenato da questo senso di colpa scatena tutta una serie di valutazioni nella mente dell'individuo "genetico", che lo portano a adottare criteri di valutazione adulterati.

Senza Ibrahimovic solo fallimenti

di Libeccio
La Juventus si trova ad un momento fondamentale per le sue prospettive, non casualmente alcuni toni esasperati dei suoi massimi dirigenti (Marotta e Conte soprattutto) hanno palesato uno stato d'animo che si presta a varie interpretazioni. Inutile dire che solo con lo scudetto la Juve recupererebbe per intero la sua dimensione di grande club, secondo il discutibile ma purtroppo diffuso assioma che di quelle solite tre squadre le due che non vincono lo scudetto hanno fallito.

La difesa di Mondonico

Questo Novara tornerebbe sparato in serie B anche se ad allenarlo ci fossero Vittorio Pozzo ed Ernst Happel resuscitati, saltiamo a piedi pari le scontate considerazioni tecniche sulla rosa e veniamo a un numero non inedito in tempi di crisi, cioé il ritorno in panchina del primo allenatore esonerato. In questo caso Attilio Tesser, al posto di un Emiliano Mondonico per il quale tutti tifavano: per il suo passato da ottimo allenatore che mai ha avuto una grande occasione, oltre che per il suo presente di uomo che non si è fatto battere dalla malattia. Un esonero che non si giustifica certo con i risultati, visto che la media punti di Mondonico è stata migliore di quella di Tesser, ma nemmeno con quel ‘progetto’ che viene tirato in ballo da chi non sa cosa altro dire per giustificare un fallimento.
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I Moggi passano ma loro restano

di Anna Laura
Il Divide et impera del principe macchiavellico è sempre attualissimo. Due società, Milan e Juventus, ci hanno messo pochi anni a ricostruire le stesse strutture ante-Calciopoli, dimostrando al mondo del calcio che i Moggi passano ma loro restano. Come hanno fatto? Semplice hanno fatto come hanno sempre fatto, per ottenere quello che hanno sempre ottenuto: promettendo e non mantenendo le promesse. Demolendo l'aria del cambiamento con tesi giornalistiche azzardate, ma fatte passare con un fuoco mediatico impressionante come dati di fatto.

Poche baionette per Ghirardi

Il Parma conta zero, siamo tutti d’accordo. Se al suo posto in serie A ci fossero il Foggia o il Treviso per il mitico ‘sistema calcio’ sarebbe la stessa cosa, essendo il carrozzone fondato su tre club che raccolgono il 75% del tifo nazionale e su altre cinque o sei che rappresentano città con popolazione significativa. Però il presidente Ghirardi non si meritava la spocchia con cui il presidente degli arbitri Marcello Nicchi ha commentato le proteste del Parma dopo i clamorosi errori che lo hanno penalizzato nella partita con il Napoli: ”Ghirardi deluso da me e da Braschi? E’ un problema suo”. Una buona risposta, se fosse data a tutti i presidenti che si lamentano.
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Bastava cambiare Cambiasso

di Libeccio
Molti spettatori interisti di San Siro hanno capito tutto: la colpa è di Cambiasso. Non di una società che, con la squadra in caduta libera, ha ritenuto di poter spolpare ulteriormente la rosa vendendo Thiago Motta. Guarin (un buon giocatore, ma rotto) e Palombo (un giocatore di terza fascia, a dispetto del suo passato in Nazionale) i sostituti per passare la nottata.

Quelli che non sono Mourinho

Cos’hanno in comune Claudio Ranieri a André Villas-Boas? Con una facile battuta, potremmo dire che saranno i prossimi due allenatori esonerati da Massimo Moratti (che come tutti i padroni non può esonerare sé stesso, ma forse potrebbe iniziare dai suoi consiglieri di mercato invece che dall’allenatore). In realtà, guardando a questa stagione, con età è prospettive diverse hanno condiviso il destino di di gestire la fine di un ciclo di squadre che nei cinque-sei anni precedenti sono state ai vertici in patria e in Europa.
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Nel fango del calcio italiano

di Alec Cordolcini
Questa intervista a Jeannine Koevoets, ex signora Tonellotto nonché presidente della Triestina per un mese, è stata rifiutata da quattro testate italiane prima di essere pubblicata, parzialmente, da Il Giornale. Eppure non ci sembra riveli chissà quali verità nascoste, né che il suo contenuto sia particolarmente scomodo. Semplicemente, le risposte non sono una fiera delle banalità come quelle dell'intervistato medio del mondo del calcio. La riproponiamo su Indiscreto, in versione integrale.

Venticinque per cento in più

Quanto guadagnano in realtà i procuratori del calcio? Sugli introiti di queste figure professionali, fondamentali per alimentare i siti di calciomercato e le televisioni a colpi di ‘Sì, c’è un interessamento’ e di ‘A chi non piacerebbe giocare in un club come quello?’, si fanno molte congetture ma in realtà in pochi sanno al di là dei singoli casi quanto entri nelle loro casse in maniera pulita (per tacere del resto, che non sappiamo Nè sapremo mai). Per questo le cifre aggregate del rapporto Fifa chiamato ‘Global Transfer 2011′ sono molto utili per capire i reali interessi finanziari che muove il calcio.
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