Prima della guerra '15-'18 la Nazionale italiana ha disputato 19 partite con un bilancio poco entusiasmante: 6 vittorie, 4 pareggi e 9 sconfitte. Dopo il conflitto la FIGC pensa soprattutto a ricostruire il campionato in qualche modo, pensando che in fondo è inutile lavorare su una nazionale senza prospettive.
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Sognando la Superlega
di Stefano Olivari
10 - La Prima Guerra Mondiale finisce, per l’Italia, il 4 novembre del 1918 ma organizzare un campionato di calcio sembra in quei frangenti l’ultimo dei problemi. Tutto rimandato al 1919, con i grandi club che pensano sia arrivata l’ora di copiare davvero l’Inghilterra attraverso veri campionati nazionali divisi per categorie di valore.
10 - La Prima Guerra Mondiale finisce, per l’Italia, il 4 novembre del 1918 ma organizzare un campionato di calcio sembra in quei frangenti l’ultimo dei problemi. Tutto rimandato al 1919, con i grandi club che pensano sia arrivata l’ora di copiare davvero l’Inghilterra attraverso veri campionati nazionali divisi per categorie di valore.
Il rumore del Chiasso
di Stefano Olivari
9 - L'anno del Casale, il primo scudetto a tavolino, la Svizzera italiana e lo svago del 1916.
9 - L'anno del Casale, il primo scudetto a tavolino, la Svizzera italiana e lo svago del 1916.
Un secolo passato invano
di Stefano Olivari
8 - La caccia al Centro-Sud, la penisola del calcio e la non retrocessione della Juventus.
8 - La caccia al Centro-Sud, la penisola del calcio e la non retrocessione della Juventus.
L'uomo che sapeva le lingue
di Stefano Olivari
7 - La passeggiata della Pro Vercelli, la nascita dell'azzurro, un Pozzo di cultura e i Giochi dei finti dilettanti.
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La Nazionale dei Probabili
di Stefano Olivari
6 - Il girone unico vent'anni prima, lo spareggio contro i bambini, cinque commissari tecnici per farne uno, l'amichevole per autoconvocarsi e l'anno del calendario.
6 - Il girone unico vent'anni prima, lo spareggio contro i bambini, cinque commissari tecnici per farne uno, l'amichevole per autoconvocarsi e l'anno del calendario.
La fine dell'era borghese
di Stefano Olivari
5 - La nascita degli ultras, l'allenatore nel pallone, i professionisti della Pro Vercelli, lo spirito dell'Inter e lo scudetto dimenticato della Juventus.
5 - La nascita degli ultras, l'allenatore nel pallone, i professionisti della Pro Vercelli, lo spirito dell'Inter e lo scudetto dimenticato della Juventus.
Il trofeo Tim prima dei cellulari
di Stefano Olivari
Il dominio interrotto, l'eurogol di Bugnion, l'era delle coppette, la leggenda della Palla Dapples, il triangolare no.
Il dominio interrotto, l'eurogol di Bugnion, l'era delle coppette, la leggenda della Palla Dapples, il triangolare no.
L'era del calcio ginnastico
di Stefano Olivari
Copiando Wimbledon, il quindicesimo sport, la seconda squadra di Milano, il giudizio dell'arbitro e il primo scudetto dell'Udinese...
Copiando Wimbledon, il quindicesimo sport, la seconda squadra di Milano, il giudizio dell'arbitro e il primo scudetto dell'Udinese...
Tanti piccoli inglesi
di Stefano Olivari
La prima formazione campione d’Italia si trova su tutti gli almanacchi, ma non è superfluo ricordarne gli elementi principali oltre allo stracitato Spensley. Dà l’idea di cosa sia il calcio italiano di fine Ottocento, al di là della retorica sul pionierismo e sui bei tempi andati.
La prima formazione campione d’Italia si trova su tutti gli almanacchi, ma non è superfluo ricordarne gli elementi principali oltre allo stracitato Spensley. Dà l’idea di cosa sia il calcio italiano di fine Ottocento, al di là della retorica sul pionierismo e sui bei tempi andati.
Piramidi all'italiana
di Stefano Olivari
La prima semifinale-scudetto si disputa in mattinata, esattamente alle 9, fra Internazionale Torino e Torinese. Circa 200 gli spettatori al Velodromo Umberto I di Torino, di cui metà paganti...
La prima semifinale-scudetto si disputa in mattinata, esattamente alle 9, fra Internazionale Torino e Torinese. Circa 200 gli spettatori al Velodromo Umberto I di Torino, di cui metà paganti...
La medicina di Spensley
di Stefano Olivari
Insieme a Torino il motore del calcio italiano di fine Ottocento è senza dubbio Genova, con un carattere più di importazione e nettamente più inglese rispetto all’altra città faro. Genova sta vivendo un boom commerciale, dovuto anche all’apertura del Canale di Suez che ha ridato centralità al Mediterraneo, ed è una delle città italiane più ricettive nei confronti delle novità: all’inizio il nuovo sport viene giocato quasi solo da marinai e impiegati inglesi, ma lo spirito di emulazione scatta subito nonostante all’epoca in Italia l’idea di ‘vero sport’ sia lontana da quella delle discipline di squadra. Gli sport da giovin signori sono infatti individuali: scherma, podismo, ginnastica.
Insieme a Torino il motore del calcio italiano di fine Ottocento è senza dubbio Genova, con un carattere più di importazione e nettamente più inglese rispetto all’altra città faro. Genova sta vivendo un boom commerciale, dovuto anche all’apertura del Canale di Suez che ha ridato centralità al Mediterraneo, ed è una delle città italiane più ricettive nei confronti delle novità: all’inizio il nuovo sport viene giocato quasi solo da marinai e impiegati inglesi, ma lo spirito di emulazione scatta subito nonostante all’epoca in Italia l’idea di ‘vero sport’ sia lontana da quella delle discipline di squadra. Gli sport da giovin signori sono infatti individuali: scherma, podismo, ginnastica.
L'Internazionale un po' socialista
di Stefano Olivari
Cosa ha diverso dalle altre già scritte questa storia del calcio italiano? Forse niente, però dovete essere voi a dirlo. Per quanto ci riguarda, prima di tutto è aperta ai contributi di tutti gli appassionati ad integrazione degli articoli: nessuno di noi ha la verità in tasca, aver letto centinaia di libri sull’argomento non ci fa diventare detentori del Verbo ma capaci di scrivere una traccia credibile pensiamo di sì.
Cosa ha diverso dalle altre già scritte questa storia del calcio italiano? Forse niente, però dovete essere voi a dirlo. Per quanto ci riguarda, prima di tutto è aperta ai contributi di tutti gli appassionati ad integrazione degli articoli: nessuno di noi ha la verità in tasca, aver letto centinaia di libri sull’argomento non ci fa diventare detentori del Verbo ma capaci di scrivere una traccia credibile pensiamo di sì.
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