di Fabrizio Provera
“Non è tanto un problema di quale sport proporre, ma del come fare sport e di quali obiettivi si intende perseguire: l'ambito sportivo si inserisce nel più ampio progetto educativo pastorale della casa salesiana, di cui è parte”. Parla chiaro il testo di riferimento dei padri Salesiani, educatori da secoli, formatori sportivi da decenni, nelle centinaia di oratori e centri educativi sparsi ovunque, ma soprattutto a Milano e in Lombardia. Il sottoscritto, ogni volta che conosce qualcuno, fa due domande. Hai fatto sport di squadra? Hai frequentato l’oratorio? Fateci caso, chi risponde sì a entrambe le domande ha una maggiore predisposizione alla convivenza, alla capacità di stare insieme ed è meno egoista. Logico capirne la ragione, specie per chi ha più di 30 anni (i giovani di oggi frequentano gli oratori molto meno di prima) e conserva il ricordo delle ginocchia sbucciate, dei campetti polverosi, dei canestri traballanti, dei campi da tennis dalle righe farlocche. Insomma, il ricordo dello sport da oratorio, quello che nella radiosa Cantucky (la nostra terra sportiva preferita) ha partorito campioni del basket come Pierluigi Marzorati da Figino Serenza o Antonello Riva, il Nembo Kid di Rovagnate, che neanche il grande e compianto Sergio Bonelli avrebbe potuto ribattezzare meglio. Figli della Brianza operosa, contadina e cristiana, soprattutto un tempo.
Lo sport da oratorio, espressione per alcuni dispregiativa e sminuente (non certo per noi), ci sovviene proprio oggi, giorno in cui al PalaBorsani di Castellanza, ore 20.30 in diretta su Sportitalia, va in scena il match valido per i quarti di finale di Coppa dei Campioni di pallavolo femminile tra Mc Carnaghi Villa Cortese e Foppapedretti Bergamo. Ossia la riedizione della sfida che nel 2011 assegnò lo scudetto al Forum di Assago, al cospetto di oltre 8.000 spettatori. Ma c’è di più: quella di Villa Cortese, paese di 6.201 abitanti ubicato nell’Alto Milanese, tra Magenta e Legnano, noto in passato per essere stato Comune di residenza dell’attore Giacomo Poretti, è una società nata e cresciuta in oratorio. La squadra venne difatti fondata nel 1978 presso il Gruppo Sportivo dell'oratorio femminile di Villa Cortese da Suor Teresa Croci, alias Suor Carla, primo presidente della società, ed affiliata alla FIPAV l'anno successivo. Il nome del primo sponsor era Tacchificio Villa Cortese. La prima partecipazione ufficiale della nuova squadra avvenne durante la "II Olimpiade dell'Altomilanese", svoltasi nella primavera del 1979. Trentatre anni dopo, arriva la gloria nazionale e internazionale: finale scudetto nel 2011, 2 coppe Italia vinte, seconda qualificazione in Champions League, dove nelle scorse settimane le eredi del team di Suor Carla sono andate a vincere in trasferta contro la Dinamo Mosca, ed ora competono con le formazioni europee più blasonate.
Il miracolo Villa Cortese, che miracolo non è, consiste in un mix di passione, organizzazione e sponsorizzazioni illuminate: il presidente Giancarlo Aliverti si coccola le sue ragazze con sguardo attento e premuroso, gli sponsor principali sono due aziende del territorio (la Pietro Carnaghi, azienda di Villa nata nel 1922 ed oggi leader mondiale nel settore dei grossi torni industriali, e la Mc, colosso dei prefabbricati), a cui si sono nel tempo unite molte altre realtà. Memori che da queste parti, che sono anche quelle di chi scrive, vige una regola ferrea: la ricchezza e il successo raggiunti da un membro della comunità sono anche la ricchezza della comunità stessa, cui dev’essere restituito almeno un po’ del benessere ottenuto col duro lavoro e la genialità tipiche della provincia, dove i grandi capitani di industria (oggi quasi estinti) si contano (contavano?) a decine. Sponsor e pubblico, del resto, sono attirati da uno sport che è ancora a misura di famiglia e di appassionato, dove le tifoserie condividono i medesimi spazi, dove si applaude sempre il vincitore, dove anche l'occhio maschile - diciamocelo, larussianamente - ne esce appagato e contento...
Arrivano da ogni parte della Lombardia per ammirare le gesta di Aurea Cruz, Lindsey Berg, Sarah Pavan, Makare Wilson, delle sorelle reduci dalla vittoria mondiale delle azzurre Lucia e Caterina Bosetti, di Martina Guiggi. Il coach, da tre anni, è Marcello Abbondanza. L’anno scorso, con Thai Aguero, Villa sfiorò lo scudetto. Quest'anno la formazione del presidente Aliverti, almeno sino ad oggi, è dovuta soccombere alla corazzata Yamamay Busto Arsizio, città che dista pochi chilometri da Villa e che sta dominando il campionato. Stasera, quindi, via alla doppia sfida con la Bergamo di Piccinini e compagne. Alla conquista dell’Europa, senza mai dimenticare la propria storia e la lontana provenienza. Le ginocchia sbucciate, i rimbrotti dei più grandi che ti cacciano dal campo, le gomitate sotto canestro che lasciavano lividi e ammaccature.. Lo sport d’oratorio, insomma. Forza Villa, forza ragazze. Orgoglio di tutti noi, ex oratoriani non pentiti.
Fabrizio B. Provera, dall'oratorio San Giovanni Bosco, Robecco sul Naviglio (Milano)
Fabrizio B. Provera, dall'oratorio San Giovanni Bosco, Robecco sul Naviglio (Milano)

3 commenti:
Anche la Spes Conegliano, che ha lasciato monco il campionato di A1 in dcembre, è nata da un oratorio salesiano... Di loro non diciamo niente?
Ho frequentato un oratorio salesiano da ragazzino ed ho giocato a basket nella loro squadra e mi sono trovato benissimo; da adulto, memore di quell'esperienza, pur non essendo credente sono finito ad allenare una squadra salesiana di pallavolo e non ho trovato niente, assolutamente niente dei principi di Don Bosco ma solo tanta ignoranza, egoismo, incapacità di accettare le opinioni altrui e tanta incapacità di stare assieme.
Villa Cortese è un'ottima società mi concentrerei su questo lasciando perdere le facili generalizzazioni e la retorica sull'oratorio scuola di vita che con una società professionistica c'entra abbastanza poco...
Mi associo alla confraternita...praticamente trascorsa la giovinezza dai Salesiani e poi continuato sempre con lo sport li .. dove ci sono tuttora.
Capisco comunque quel che dice Krug , generalizzare è difficile , vedo anch'io gente che scimmiotta il professionismo quando probabilmente dovrebbe dare un messaggio consono all'ambiente
Postino di Fabrizio.
Ringrazio anzitutto Krug e Leonto per le osservazioni.
Solo qualche telegrafico appunto:
-un pezzo di 50 righe non è la sede per dilungarci sul rapporto tra professionismo e spirito oratoriano, l'obiettivo era dilettarsi in una pratica che il Direttore e più modestamente il sottoscritto adorano: il cazzeggio colto; che sia cazzeggio non c'è dubbio, che sia colto è un auspicio ma non una certezza;
-è chiaro che suor Carla non avrebbe potuto allestire una squadra a sei zeri (in euro), ma sostengo l'idea- frequentando Villa- che un po' di quello spirito è rimasto, nonostante tutto e gli anni passati;
-la riflessione sul coinvolgimento di sponsor generosi, e sullo spirito di servizio alla comunità, non è disgiunto né da quanto il Direttore sottolinea spesso sulla carenza di imprenditori disposti a investire nello sport, né dal fatto che non considero un caso la partnership tra le ex oratoriane di Villa e due aziende come quelle citate.
Tutto qui.. Comunque il 3-1 di ieri sera conforta la scelta di Indiscreto, adesso il 29 tutti a Bergamo per guadagnarci l'accesso alle semifinali di Champions!!! Ovviamente, nel segno di Don Bosco...
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