di Stefano Olivari1. Quante volte abbiamo sentito il ritornello dei grandi campioni che devono essere tutelati? In realtà questa 'tutela' esiste ovunque, a metà strada fra il marketing e la mafia. Come funziona nella Nba lo ha ben spiegato Tim Donaghy, ormai nella storia come 'l'arbitro che scommetteva', nel suo libro 'Blowing the whistle': personaggio screditato, Donaghy, ma che ha frequentato la lega per tredici anni (dal 1994 al 2007) e che ha la lingua sciolta da 15 mesi di carcere vero. La parte più interessante del racconto non riguarda però le scommesse, i cui retroscena erano già venuti fuori in tribunale, ma certi meccanismi della lega ai confini della frode.
2. Donaghy fa l'esempio di Raja Bell, ai suoi tempi specialista difensivo (ma anche uomo da quintetto) dei Suns, attualmente ai Bobcats: il giocatore meno gradito a Kobe Bryant, cioè a uno dei volti della Nba, perché capace non solo di difendere bene tecnicamente ma anche di mettere fuori ritmo mentalmente le stelle cambiando strategia nel corso della partita. Un artista, Bell, con un'arte comprensibile agli esperti ed un po' meno alla massa che tiene in piedi la baracca. Pronta ad esaltarsi per il quarantello messo contro figurine statiche ma non per l'aiuto portato al momento giusto. Pensate che il cattivo Stern abbia ordinato di fischiare contro Bell? Non proprio. Semplicemente, a quanto racconta Donaghy, al training camp degli arbitri venivano mostrate varie situazioni difensive analizzando la possibilità di fischiare. Ecco, quando nei video compariva Bell il fischio casualmente scattava sempre, a prescindere. Messaggio poco subliminale: i biglietti sono venduti dalle stelle, le lodi agli specialisti difensivi lasciamole agli allenatori.
3. Donaghy parla anche di una prassi che è evidente anche ai semplici osservatori: quando la partita diventa molto fisica, nei quarti quarti di stagione regolare o nei playoff, per averne il controllo bisogna fischiare falli che in altre circostanze non si fischierebbero mai, i cosiddetti 'touch fouls': la raccomandazione è quella di non fischiarli mai e poi mai alle stelle, con un doppio obbiettivo: a) averle in campo fino alla fine tenendo desta l'audience; b) fargli mettere a posto le statistiche, visto che di fatto in certi minuti della partita non si possono nemmeno sfiorare. E' un grande spettacolo, secondo noi il più bello del mondo, vetrina mondiale di un grande sport. Ma sempre uno spettacolo, dove i controllori coincidono con i controllati.
4. Ci siamo dimenticati di dire la cosa più importante, cioè che il libro è stato sì scritto per Random House (o meglio, per la sua controllata Triumph Books) ma che a due settimane dalla sua uscita in libreria la prestigiosa casa editrice lo ha ritirato dal mercato. Ufficialmente, secondo quanto affermato dalla stessa Random House attraverso un comunicato, perché il libro non ha avuto il via libera dall'ufficio legale dell'azienda. Eppure era già stata concordata un'ospitata di Donaghy a '60 minutes', lo storico programma di approfondimento della Cbs...Probabilmente la Nba, a conoscenza della anticipazioni come del resto tutto il mondo web del basket, ha minacciato una richiesta di danni astronomica. E l'editore in fin dei conti ha pensato che alla gente non faccia piacere leggere che la propria passione contenga una buona parte di finzione.
7 commenti:
qualcuno ha detto wrestling?
Come volevasi dimostrare. Lo penso dai tempi del primo calcio-scommesse del 1980: "Molto meglio non sapere niente di niente" .
...da grande tifoso di basket non posso che essere dispiaciuto sentendo queste cose.
Però vorrei sottolineare come almeno questi favoreggiamenti sono fatti con lo spirito di agevolare il sistema basket nel suo complesso (la stella è stella indipendentemente dalla squadra in cui gioca).
Se andiamo a guardare quello che succede da noi nel calcio, i favori sono fatti sempre alle solite 3 squadre per avvantaggiare i loro "spettacoli", non il calcio!
...da grande tifoso di basket non posso che essere dispiaciuto sentendo queste cose.
Però vorrei sottolineare come almeno questi favoreggiamenti sono fatti con lo spirito di agevolare il sistema basket nel suo complesso (la stella è stella indipendentemente dalla squadra in cui gioca).
Se andiamo a guardare quello che succede da noi nel calcio, i favori sono fatti sempre alle solite 3 squadre per avvantaggiare i loro "spettacoli", non il calcio!
NBA ha comunque dichiarato che tutte le indiscrizioni saranno passate al mastino che fece l'indagini ai tempi dello scandalo e quindi arriveranno al fondo del problema ...
(certo il doppio fondo mica la cercono)
Sulla superiorità filosofica della Nba non ho alcun dubbio: Cristiano Ronaldo non firmerà per il Bari, ma LeBron gioca a Cleveland ed ha anche discrete probabilità di rimanerci (Jay-Z o non Jay-Z). La tutela delle stelle a volte ha però un rovescio della medaglia fastidioso dal punto di vista etico.
giusto, ma non andiamo a fare le pulci all'nba. Il trattamento di favore alle star c'e' ed e' molto piu' accentuato nel calcio...kobe che manda a stendere il gurdalinee se lo prende il fallo tecnico
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