di Oscar Eleni
Le lezioni di Sandro Gamba, la rabbia per la Hunziker e il sogno di Pillastrini.
Fase acuta di una stagione mai nata per lo scudetto, ma piena di batteri infetti per tutto il resto. Fase dello psicodramma sportivo come potrebbe spiegarvi bene Sandro Gamba nelle sue mirabili lezioni di posicologia nello sport, quelle che regala al mondo basket che quasi lo ignora, in casa Armani lo citano solo per le critiche ai cuochi incerti, fase dove tutto diventa verde come se fossimo davvero alla ricerca di Avatar.
Verde è la rabbia se ascolti la Hunziker, appassionata di basket dopo il calcio ed Eros, che parla dello sport a scuola, ma in Svizzera. Verde è la speranza se non riesci a parlare con Boscia Tanjevic, l’uomo che sussurra agli uomini capace di ridere come cavalli, da quando circola la voce di un probabile ritiro per fare a cazzotti con la chemio e il male. Verde come la bile per chi non si accorge che esistono, in Italia, si, proprio da noi, nel nostro basket, persone che amano questo gioco e vogliono vederlo fiorire: quello che ha detto Minucci sul futuro di Siena è la summa per spiegare perché lui è li e gli altri sono niente; quello che ha fatto Meneghin per il tesseramento di tutti gli under 14, qualsiasi possa essere la loro nazionalità, vale già un premio, ma, lo sapete, ve lo abbiamo detto, questa è stazione Italia, e proprio in Lombardia si stanno organizzando per andargli addosso nel dopo Londra, sicuri che neppure Pianigiani riuscirà a cambiare il pianeta azzurro perché se non avrà Gallinari, non avrà il migliore su cui costruire qualcosa per domani e per andare a Londra.
Verde come il semaforo che spinge Paolo Vittori e Chipparo ad ospitare nella Pasqua Garbosi di Varese la meglio gioventù. Verde come il sogno dell’abate Faria Pillastrini che vorrebbe indicare alla gente di Masnago l’isola per dare un tesoro che tenga in piedi questa Cimberio che può mettere nei guai Repesa e la Benetton. Verde come il canto libero di Custer Trinchieri che nella sua trincea difende Green e non pensa alle maledizioni di tutte le partite perse contro Biella che oggi gli chiederà salvezza e serenità.
Oscar Eleni

10 commenti:
Ho visto un bel servizio della Rai sul ritorno a Varese del grande Manuel Raga. Giustamente festeggiatissimo. Da quello che ho capito l'atmosfera era da brividi. Chissà se Eleni o il Direttore erano presenti e hanno qualcosa da raccontarci?
Eleni credo di sì (e racconterà), io purtroppo no...me lo ricordo pochissimo a Varese (se ne andò quando avevo 6 anni), molto meglio a Lugano...clamoroso attaccante, clamoroso saltatore, clamoroso caso di giocatore che voleva attaccare il canestro (anche se era un ottimo tiratore dalla media) nonostante l'altezza con cui già all'epoca si faceva fatica a giocare guardia...
Attendo fiducioso il ricordo di Eleni. Magari parlerà anche del cumenda Borghi:
"Ingegnere, c'è un messicano fortissimo."
- S'el custa?"
E dei grandi duelli di Raga con Giomo e Cerioni nei Simmenthal-Ignis di quegli anni.
Ecco, Raga nella mia immaginazione è sempre stato ancora più mito di Jura......forse per l'etnia insolita, boh....
A proposito: http://www.youtube.com/watch?v=JkS649vQFRI
p.s.: notare l'ambiente: non esattamente una "bolgia"!... :-D
De nuevo: http://www.youtube.com/watch?v=MElem8vD54I
Raga non me lo ricordo e quindi mi illudo di non essere poi così vecchio.
Ma ho un vago ricordo di Yelverton...e quindi capisco di non essere nemmeno così giovane.
Io ero molto piccolo, ma lui mi sembrava molto forte. O sbaglio?
C'è qualcuno che mi può rinfrescare la memoria con 2 parole su di lui?
Ah, bèh, Raga in diretta non l'ho vissuto manco io (come Jura, del resto...). Io parlavo del mito "riflesso"...
@daniele2468: http://nuovoindiscreto.blogspot.com/2009/02/sax-city.html
@chad:Grazie.Bellissimo articolo.
Probabilmente i miei ricordi sono legati alla sua seconda esperienza a Varese.
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