Superiorità genetica

di Simone Basso
Finisce l'estate a Istanbul e ce la godiamo grazie alla tivù tedesca, mentre Nonna Rai (forse per dirottarci su Miss Italia) cripta il segnale su Sky: il digitale terrestre viene imposto in maniera militare...Mondiali di medio termine, attendendo il rito olimpico, che malgrado il livello così così hanno divertito. La finale, davanti a un muro di 15.000 spettatori, ha visto lo showdown tra le due unità più meritevoli: i padroni di casa, mammaliturchi, la formazione che ha espresso la pallacanestro più equilibrata e logica, opposti a quella con il potenziale chiaramente più spaventoso ovvero gli States. A dispetto dei santi e del primo quarto ruvido, gli yankee controllano la contesa a piacimento; mostrando senza molto pudore una superiorità genetica che talvolta fingiamo di non riconoscere.
In questi ultimi anni di globalizzazione virtuosa, si sta diffondendo come la salmonella un opinionismo di comodo tra gli appassionati europei; trattasi di una rilettura becera del basket contemporaneo. La canzoncina è che la Nba valga pochissimo, ridotta ad esibizione circense, e che il mondo Fiba sia diventato depositario della verità cestistica: una visione comoda e miope della realtà.
Ricordano, ma a soggetto invertito, gli stereotipi sui Maestri Americani che ci propinavano trent'anni fa. Eppure, conversando con un allenatore "bravino" che si siedeva su una delle due panchine finaliste, riguardando le partite Nba dei Settanta ci siamo accorti che un Cresimir Cosic, rimanendo dall'altra parte dell'Atlantico (lui, mormone di BYU), avrebbe scintillato lo stesso.
Team Usa vince con una selezione comprendente solamente due dei loro migliori quindici giocatori, forse tre nelle serate di plenilunio del poliedrico Lamar Odom; quantitativamente rimangono, senza molte discussioni, il movimento egemone. E lo saranno ancora tra due anni, a Londra, anche se il Gesù catalano e i suoi discepoli riuscissero nell'impresa di batterli. Sternville vende un prodotto per intortare le masse e lo fa benissimo, ma sragionare sulle clownerie proposte da certe partite di regular season o da Nba Action (uno spot!) sembra un po' eccessivo: il basket vivaddio è diventato di tutti e, tecnicamente, ha visto la crescita esponenziale di realtà che un tempo erano ininfluenti. Certo personale americano ci pare confuso soprattutto per le differenze regolamentari e l'idea hip hop di alcune sue interpretazioni: quindi oggi in Nba gli Atlanta Hawks, una banda di pazzi incapace di andare oltre gli isolamenti e l'uno contro uno reiterato, convivono con i Boston Celtics, il collettivo con l'applicazione difensiva più militaresca del globo.
Se il Danny Granger di turno, con quello chassis sontuoso, è un analfabeta del gioco il demerito è della declinante Ncaa, antico scrigno di idee trasformatosi in un mercimonio sentimentale. Per ogni professore alla Mike Krzyzewski imperversano almeno un paio di reclutatori "svegli" alla John Calipari: abbastanza logico quindi lo spreco delle risorse umane, visto che la concezione woodeniana è stata svilita dal miraggio dei dollari in serie. Ma hanno la fortuna di un serbatoio immenso di talenti che può condurre alla genesi di un Kevin Durant, la cui superiorità in ambito Fiba è parsa a tratti imbarazzante; alla faccia del "one and done", l'ennesima dimostrazione di un prototipo cestistico senza eguali. Gervinesco nell'eleganza sinuosa dei gesti, immarcabile in ogni specialità offensiva e con margini di miglioramento che potrebbero condurlo all'onnipotenza assoluta: è il futuro probabile nell'evoluzione della specie.
D'altronde il momento migliore della rassegna si è verificato durante il primo tempo di Turchia-Slovenia: per la gioia del profeta Tanjevic (uno che ha allevato i Delibasic, i Bodiroga, i Fucka) il quintetto prevedeva Hedo Turkoglu (2,07) come guardia.
L'utopia felice di un basket privo di ruoli, dove tutti fanno tutto; ci vogliono i visionari alla Boscia per progredire verso la Terra Promessa. Per il resto si sono visti troppi pick and roll (un'ossessione..), i soliti tiri ignoranti che impoveriscono il senso del giochino e le zone bulgare; ma anche un combo che gioca il basket percentuale che appartiene alla loro tradizione, i lituani, e il trionfo strameritato degli allenatori santoni come Coach K, Tanjevic e Ivkovic.
Scrivendo di Europa, e considerando i toreri Pauless ancora i più forti della ciurma, il futuro sarà serbo: un gruppo giovanissimo, ma già esperto e con una serie di scugnizzi (Keselj, Teodosic, Velickovic) dalla faccia tostissima. Il resto del mondo, lasciando da parte un universo che può permettersi di lasciare a casa un Roy o un Deron Williams, può esibire una scapigliatura come quella neozelandese o la saudade brasiliana, la depressione di una formazione potenzialmente fortissima ma con il virus dell'harakiri nei finali calienti. Il derby sudamericano è stata la partita più bella della manifestazione, un omaggio doveroso alla nazionale che ha dominato la scena internazionale per quasi un ciclo olimpico. La nostra immagine simbolo dei Mondiali sono gli ultimi due possessi di Luisito Scola in quella sfida: con il punteggio sul filo del rasoio, il primo canestro in fadeaway con la mano di Anderson Varejao in faccia spiega meglio di mille parole il fascino di un gioco meraviglioso.
Simone Basso
(in esclusiva per Indiscreto)

42 commenti:

jeremy ha detto...

Vista la finale con due miei amici di istanbul. I quali erano già pieni dall'essere arrivati in finale e hanno vista la partita in assoluta tranquillità. Stessa cosa che ho visto in campo. Non che alzare il ritmo o dare il 200% cambiasse qualcosa (gli ammerigani si sono palesemente allenati), ma fa sensazione vedere una squadra rassegnata al suo destino. Resto sempre dell'idea che gli amici delle pampas, incazzati e a pieno regime, possono tenere testa agli USA, sempre, in una partita secca. Ma forse sono solo un romantico sognatore.....

pietro ha detto...

Okay... Durant è a un passo dall'eternità, Rose è un bel giocatorino, Lamarvelous è un grande, Big Shot ha la mano telecomandata...

ma vogliamo parlare di Westbrook? Ogni volta che entrava era come un fiume in piena, che rompe tutto. A un certo punto ieri è salito in cielo a prendere uno schiaccione al volo a gioco fermo, assurdo, completamente assurdo...

Simone ha detto...

@Jeremy:la partita è durata 10 minuti e,come scrivi,la pancia piena turca era evidente.
D'altronde se i serbi,malgrado i grigi,avessero gestito meglio gli ultimi minuti della semifinale...
Quell'Argentina sta declinando,i ricambi ai Ginobili e agli Oberto sono improbabili.
La semi olimpica ad Atene 2004,con gli States,rimane una delle massime dimostrazioni di efficienza tecnico tattica di sempre nel mondo Fiba.
Backdoor mon amour.

@Pietro:il giocatore che mi ha impressionato di più,rispetto al suo standard Nba,è Eric Gordon.
Mano eccellente e difensore moncriefiano.
Westbrook è a metà del guado:il potenziale atletico è spaventoso,ma deve imparare a leggere il gioco a metà campo e comprendere il timing nei passaggi in situazione statica.


Una chicca.
http://www.nytimes.com/2010/09/10/sports/basketball/10whiteshadow.html?_r=2&ref=basketball

Miky ha detto...

@Simo
Chi sarebbe il secondo tra i migliori 15 Usa odierni? Dietro Durant non vedo nessun altro che possa rientrare con decisione nella lista, Odom in serata-sì a parte ovviamente...

Riprendo quel che ho già detto sul Muro: i serbi sono l'unica risposta valida agli Usa come bacino apparentemente inesauribile, nonostante l'inferiorità topografica...ed atletica. Reggono il passo ma un livello sotto i lituani, privi però degli attributi di un Teodosic qualsiasi (!), e con Kleiza è stato evidente (pessimo vs Usa nella partita che contava, migliore in campo nel 3-4 posto..).
La Spagna stessa, che con le giuste motivazioni sarebbe arrivata anche a questa finale mondiale (Scariolo colpevole, giocatori di più, pur mancando Pau), sta vivendo un grandissimo momento che fa però parte del maxi ciclo della classe degli '80, da Navarro (e Gasol) fino a Rubio (complessivamente insufficiente, e sono il primo a soffrire per questo) il monito futuro della fine di un ciclo, quando sarà ora.
L'Argentina purtroppo è agli sgoccioli (Londra2012 è lontanissima), e dietro non si vedono talenti pronti per sostituire, anche solo parzialmente, i campeones di Atene 2004: panchina ridicola quella vista a questi Mondiali, roba da L2..

Onore e Gloria a Tanjevic ed Ivkovic, molte meno a coach K: sarà pure considerato un "santone" (mai piaciuto come appellativo, mi sa di intoccabile e nessuno lo è, a prescindere dalla Storia che si porta dietro), ma l'unico capolavoro della sua carriera finora è stato in my opinion la vittoria dell'ultima NCAA. Per il resto con la Nazionale c'hanno pensato Colangelo, D'Antoni, Boeheim, magnificentDurantula e soprattutto la ribadita e manifesta superiorià genetica. Anche lui sicuramente, ma al di là di aver improvvisato Rose-Billups titolari ed aver ordinato zone assolutamente inguardabili per la loro "scolasticità" non ho visto altra mano del famigerato coach K. Su Gordon hai pienamente ragione: la mano la si conosceva, ma la difesa fuori dall'acquario NBA è stata una bella sorpresa, un flash su tutti lo scivolamento laterale+stoppata su Guler nella finale.

Yes, veramente interessante che Hawks e Granger giochino nella stessa Lega di Spurs e Duncan, ma a livello NCAA direi che il problema, più che i Calipari che rimangono cmq buoni insegnanti, è che per 2-3 buoni-ottimi allenatori ci sono 8-9 eccellenti reclutatori-e-nient-altro.

Per concludere, mi ha emozionato più di tante altre volte la cerimonia di premiazione: se escludiamo la Turchia zeppa di uomini veri, Lituania e Usa, terzi e primi, hanno mostrato un'enormità di talento giovane e giovanissimo che è sfociato sul podio con manifestazioni di genuina ed incontrollata felicità (mi vengono in mente Kalnietis o il ballo di gruppo sui BlackEyedPeas degli U22 americani..) che hanno cristallizzato per un attimo Il Momento astraendolo da tutto il resto riconciliandomi con il significato di sport, nella sua accezione più semplice e vera, riscontrabile sicuramente molto meglio sulle facce di un Westbrook o di un Pocius che non su quella di un Tunceri (idolo a prescindere, cmq..).
Ed a proposito di emozioni, mica male anche quelle dell'intervallo della finale, con la presentazione dei nuovi hall of famer FIBA, tra cui Oscar e Sabas, su cui Simo credo potrebbe scrivere un libro, non un articolo...

zoleddu ha detto...

“Non sono nemmeno vicino al giocatore che vorrei essere. Ho ancora parecchio lavoro da fare. Mi spiego: ogni aspetto del mio gioco può migliorare. Posso migliorare nel gioco in post, nel trattamento di palla, nei rimbalzi e nella difesa in modo da diventare un giocatore completo in ogni aspetto. Ogni giorno lavoro duramente per migliorare uno di questi aspetti, ma per arrivare ai traguardi che mi sono fissato ci vorrà ancora molto tempo passato in palestra e negli allenamenti. Al momento, però, sono soddisfatto di come ho giocato in questo torneo e sono felicissimo di far parte dei campioni del mondo di basket.” firmato Kevin Durant.
mi sembra che il ragazzo possa crescere bene..

Simone ha detto...

@Miky:Billups attualmente è la terza point guard yankee.
Negli ultimi minuti di partita è forse ancora la migliore,soprattutto nell'universo Fiba.
Coach K ha semplicemente (ri)applicato il manuale per vincere le partite in quell'ambito:2-3 a palla...
In ottica olimpica Team Espana mi sembra pericolosa,mentre i serbi cresceranno ulteriormente.
Rimangono però da inserire,in casa Usa,i vari Roy,Williams,Anthony,Wade,etc.

Si,interessante la cerimonia di chiusura;poco ingessata e più sincera.

Pensa che Oscar lo ricordo in una contesa playoffs contro l'allora Simac(1984).
Avanti in doppia cifra,i petersoniani si addormentarono:il brasilero,da solo,riportò sotto la Juvecaserta allenata da Tanjevic.
Giro dal blocco e tiro;in post e fronte a canestro.
Un clinic.
Arrivarono a un tiro da portare l'Olimpia al supplementare.
Quel pomeriggio c'erano almeno 7000 persone,malgrado Inter-Juventus in contemporanea...

@Zoleddu:come etica lavorativa e approccio al mestiere(e ai media)è il prossimo Tim Duncan.
Niente pagliacciate,molto sobrio e concreto.
A ventidue anni,con quel talento,ne ho visti pochi...

Marattroni ha detto...

Simone dando per scontato che intendessi Paul e Williams come le 2 migliori PG americane, io al terzo posto ormai inserirei Rondo.

transumante ha detto...

Eh, se anche belinelli la pensasse come durant saremmo a posto. Non e' falsa modestia, deve davvero migliorare in quelle cose se non si accontenta di essere il numero 3 o 4

transumante ha detto...
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Miky ha detto...

@Simo
Sì, avevo immaginato che pensassi a Chauncey, ma come letture non m'ha esaltato per nulla in tutto il torneo...un flash su tutti? Pressione tutto campo della Turchia, che appena tornata nella propria metàcampo difensiva si schiera con una 2-1-2 altissima e molto aggressiva. Sono passati max 7-8 sec dall'inizio dell'azione, Billups ha palla in mano, supera la prima linea con un balzo che lo costringe a raccogliere il pallone (già qui primo errore, il tuo play che raccoglie la palla ad inizio azione senza avere bene in mente che fare), la frenesia causata dalla pressione gli attanaglia la testa facendogli prendere un tiro fuori equilibrio, incerto fino all'ultimo se passare, aspettare o tirare. Cose simili, sempre sue, le ho viste in quasi tutte le partite degli Usa. Questo in my opinion non è giocatore tra i primi 15. My opinion è... ;-))

@Matrattoni
Ne parlavo proprio ieri sera con un amico: al momento Rondo rimane quarto insieme a Billups, perchè il primo in Nba è ancora Nash. Poi ovviamente DWill e CP3 e dietro tutti gli altri. Rondo e Billups scalan alla 3 se consideriamo Nash come canadese.

@zoleddu
Perfetto. Ne parlavamo sul Muro ai tempi di LBJ a Miami: James ha organizzato la baracconata "The Decision", Durant ha firmato 85 in 5 anni pochi giorni dopo dichiarando solamente lo stretto necessario per ufficializzare la cosa.
Mi sembra chiaro chi sia più orientato ad un certo tipo di lavoro e di approccio al lavoro...esatto Simo, il TimmmyD del prossimo decennio.

@transu
Fidati che Beli non pensa di essere arrivato o di non doversi impegnare, solo che la voglia di dimostrare di valere quel che vale lo fa apparire più arrogante di quanto in realtà è. La m***a che ha spalato in questi anni la sa soltanto lui quanta è stata (si ringraziano Nelson Don e Triano Jay). Claro però che al livello di Durant ragionano pochissimi..

Miky ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Miky ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Marattroni ha detto...

@Miky: parlavamo di PG convocabili da Team USA, quindi Nash naturalmente era fuori discussione.

Miky ha detto...

@Marattroni
Yes, difatti l'ho scritto subito dopo.

Sorry a tutti tra l'altro per i doppi-commenti cancellati ma il pc dell'università va a manovella. ;-)

Moreno ha detto...

Se non ricordo male il Direttore, in un suo scritto, non considerava Durant un giocatore in grado di essere uomo franghigia. Ha Cambiato idea dopo che quasi da solo ha portato all'oro gli Usa?

furio ha detto...

non ricordo precisamnte la posizione del Direttore, ma nel suo anno da rookie e un po' anche nel successivo Durant sembrava effettivamente l'ennesimo one and done con atletismo eccezionale e QI cestistico negativo - seriamente, la sua (non) selezione dei tiri era sconcertante. Altrettanto sconcertante è stato il suo miglioramento nella stagione passata, e dubito che il Direttore non l'avessa già notato prima dei Mondiali

Stefano Olivari ha detto...

Durant ha cambiato passo proprio in questa stagione, nelle prime due NBA ha mostrato un talento straordinario e messo insieme buone statistiche in una squadra perdente (come atteggiamento, non solo come record) e più anarchica degli Hawks. E' un mismatch vivente, come si è visto anche al Mondiale (ero convinto che l'altezza media dei turchi gli desse fastidio, ma così non è stato): può tirare sulla testa di qualunque guardia o ala piccola, può andare via a qualsiasi lungo...al Mondiale è secondo me stato esaltato dalo staff tecnico che ha accorciato le rotazioni permettendogli di scaldarsi...poi per quasi chiunque sarebbe stato immarcabile lo stesso...detto questo, il giocatore NBA che più evidenzia il gap con gli europei rimane Carmelo Anthony...

Simone ha detto...

@Marattroni:l'impatto di Rondo nei Celtics è sempre più importante.
Però,nel gioco Fiba,ha due mancanze tecniche gravi:il jumper e l'impossibilità di "invadere" l'area colorata;infatti senza i tre secondi difensivi ha la painted occupata dai lunghi.
In sede di preparazione è stato tagliato da Coach K proprio per queste ragioni.

@Miky:il difetto principale di Billups è una certa meccanicità di impostazione.
Ma,nei finali,è il go-to-guy che più di ogni altro innalza il suo livello(con Ginobili).
Nash è un genio che deve essere aiutato costantemente in difesa;Deron Williams invece può marcare due razze di attaccanti in single cover.
Vado col jazzista.

Miky ha detto...

@Simo
"una certa meccanicità di impostazione" Perfect! C'aggiungerei anche un talento non naturale ed un'esplosione tardiva. Concordo assolutamente sulla capacità di elevare il proprio gioco quando conta, Mr.Big Shot mica per niente ;-))
Esatto, Nash da MvP se lo può permettere solo un sistema alla Phx, tra CP3 e DWill anch'io sto al 100% con l'ex Illini, fisico/altezza e range di tiro superiori, atletismo insospettabile (ricordi quando al draft lo davano addirittura in sovrappeso??) più tutto il resto. Chapeau. Credo però che nelle prime annate Nba dei due vigeva la regola buffiana del "preferisco quello che ho visto giocare per ultimo" tanto sono (erano?) vicini.

Simone ha detto...

@Miky:concordo.
Sulla "rivalità" CP3-DWil,io la vedo così:dipende dal tipo di impostazione tattica che vuoi.
Paul,che palleggia e finta con una velocità imbarazzante,è perfetto per un sistema up tempo(lo shuffle con lui diventa tremendo..)o che,a metà campo,permetta le sue zingarate in assolo.
L'altro è,malgrado il corpo cyber,più classico;meraviglioso nel pick and roll e nelle assistenze in backdoor.
Il fromboliere degli Hornets ha bisogno di un sistema che lo esalti,quello dei Jazz è più poliedrico.

Miky ha detto...

@Simo: right and true, sempre pensato che CP3 potesse andare a marce addirittura forse più alte di Deron, ma non avrà mai TUTTE le marce (soprattutto come dici bene tu quelle basse) che sono invece ben inserite ed oliate nella DWill-Car!

PS: marce che tra l'altro DWill credo sappia usare con più raziocinio, comprese quelle difensive (leggi ad esempio "possessi decisivi").

Simone ha detto...

@Miky:yep.
Replicano alcune caratteristiche di Captain Canada e Giasone.
Anche se Paul col tiro di Nash sarebbe illegale.
E Kidd con quello di Williams...Oscar Robertson.

Simone ha detto...

Su CP3 intendevo lo Shell,il cinque fuori...

transumante ha detto...

Miky: su belinelli sono in disaccordo totale. Non e' possibile che negli ultimi 5 anni non solo non sia migliorato, ma regredito. Ve lo ricordate ai mondiali 2006?
Nelson un coglione, triano un fesso, ok, ma le cagate che ha fatto in nazionale? Vediamo adesso agli hornets

Che non abbia umilta' lo si vede sul campo. In difesa cerca solo la rubata, in attacco o il passaggio scenografico o il tiro da 9 metri cadendo all'indietro (ma perche'????)

E non capisco al contrario perche' james non abbia per te etica del lavoro. Si vede che migliora costantemente ogni anno. The Decision l'ha organizzata il suo entourage, non c'entra col campo

Miky ha detto...

@transu
Beli: ai mondiali 2006 fece due splendide partite (Usa e Slovenia), ma anche 4 gare sufficienti/mediocri. Nelson ha il merito d'aver creduto in Beli all'inizio, poi però se senza spiegazioni panchinava un giorno lui ed il giorno dopo Azubuike era difficile prendere ritmo, per tutti.
Triano che fa partire DeRozan e Weems titolari riservando il DNP al Beli è onestamente un insulto alla Pallacanestro, però è significativo perchè capisci cosa manca a Marco: aggressività difensiva, fisico/atletismo da starter. Per il resto è superiore.
Se guardiamo solo alla Nazionale hai ragione sulla fase difensiva (chiaramente il più grande difetto), mi ha irritato parecchio durante le azioni che faceva andar via il suo uomo per cercare di rubar palla da dietro, però sulla fase offensiva a me pare d'aver visto un contributo superiore ai soli tiri da 9 metri e passaggi-spettacolo. Non con la continuità del Mago ovviamente, ma qualcosina di più ha fatto, secondo me.

LBJ: i miglioramenti di LBJ dalle Finals07 in poi sono praticamente prossimi al minimo sindacale di un giocatore che per natura matura di anno in anno in fase offensiva, e solo discreti in fase difensiva. Sempre in my opinion.
The Decision è stata organizzata anche da lui, non è certo stato un attore passivo in tutta quella roba. Se non altro perchè c'ha messo il faccione ed i soldi. ;-)

Marattroni ha detto...

quella di LBJ che non c'entra nulla con The Decision fa veramente ridere scusate. Chi l'ha organizzata, mia nonna? Cosa ci voleva per fare una dichiarazione di 20 secondi "buonasera, volevo comunicare che l'anno prossimo giocherò con la maglia dei Miami Heat" ? Evidentemente ha preferito la pagliacciata, che sommata poi all'oggetto in questione di questa "Decision" (manco dovesse andare a fare il missionario in Congo) me lo ha fatto scendere come stima sostanzialmente a zero. James è talmente migliorato dopo le FInals 07 che Cleveland è precipitata anno dopo anno. Avesse avuto le palle per riportare la gloria nella capitale del basket, per rimanere a cercare di portare il titolo nella sua città, o almeno di andare a confrontarsi dove ha giocato il più grande di tutti, avrei potuto digerirlo. Invece c'ha messo due ore per poi chiamare l'aiuto da casa. Anche Gerry Scotti si sarebbe intristito.

Leo ha detto...

Comunque, per proseguire il discorso sopra, l'anello è tutt'altro che scontato, mentre il primo posto assoluto in regular è certo.
Per la semi Boston o Orlando (se Howard torna quello di due anni fa) possono ancora eliminarli e in finale i Lakers non son facilissimi.

Detto questo Durant mi ha strabiliato (il suo primo anno da rookie mi sembrò pessimo per le aspettative e non ritenevo davvero potesse diventare così) e con Westbrook accanto sono già da finale di conference.
Tra CPaul e Deron scelgo il primo se accanto non ho nessuno, Deron tutta la vita se ho almeno un'altra stella.
Belinelli sembra calimero, brutto, piccolo e nero. Vediamo quest'anno, ma la differenza coi suoi due compatrioti è lampante.

Marattroni ha detto...

L'incognita principale di Miami è capire chi sarà disposto a scendere di cifre per fare spazio agli altri, e secondo me non può che essere Wade a farlo. L'unico con il QI per potersi mettere al servizio di LBJ e Bosh. Avrà voglia di farlo. Se sì, per quanto? E avrà voglia di farlo se per caso poi i risultati non arrivano subito? Cmq per l'anello i gialloviola rimangono un gradino sopra tutti secondo me. Sono ancora i più profondi dalla panchina, uno come Odom sesto uomo ancora nessuno ce l'ha...

transumante ha detto...

Miky: belinelli sara' superiore ad azubuike e weems al campetto in 1vs 1, ma in una squadra e' meno utile, perche' non e' specialista di nulla. C'e' chi tira meglio di lui, c'e' chi salta di piu', c'e' chi difende di piu'. O sei una stella o un mestierante specialista in qualcosa, se no giochi 10 min di media. E ripeto, che c'entra con la voglia di lavorare?

Ecco, nel 2006 ha ne ha giocate 2 bene e 4 mediocri ai mondiali, adesso ne ha giocate 2 bene e 4 mediocri contro lettoni e finlandesi. L'hai detto anche tu che uno per antura dovrebbe migliorare di anno in anno. Per me belinelli sembra sempre peggiorare

Marattroni: a me fa ridere che non consideriate che james sia un'azienda con decine di persone che campano dietro lui. Non e' che nike e compagnia gli danno decine di milioni e poi se ne stanno accuccia. Ma come si puo' pensare che abbia organizzato lui la baracconata???

Dane ha detto...

Quoto Transumante. Anche perchè solitamente gli atleti han voglia di tutto tranne che di quelle baracconate.....

cydella ha detto...

Secondo me, Miami diventa da titolo quando avrà qualcuno forte sotto. Con Bosh, ti passano sopra, dai.

Simone ha detto...

Oggi Paul Allen,proprietario(anche..)dei Blazers,ha dichiarato di essere quasi fuori pericolo dopo la chemio.
Una bella notizia.
Portland è una franchigia modello:tradizione eccellente,grande organizzazione,un pubblico splendido di appassionati veri.
Però la maledizione dei Blazers,quando possono pescare nella top five del draft,persiste...
Al netto delle tantissime stagioni vincenti e di parecchi colpi nelle scelte dal sei in giù.

Questi cinque furono "evitati" dagli Oregoniani:
1972 Bob McAdoo
1976 Adrian Dantley
1978 Larry Bird
1984 Michael Jordan
2007 Kevin Durant

Al momento fanno 38 convocazioni per l'All Star Game,26 inclusioni negli All Nba Team,16 titoli di capocannoniere,8 Mvp stagionali,11 anelli.
Sono stati tutti Rookie of the Year.
Cinque indotti nella Hall of Fame.
And counting...

Simone ha detto...

Ooops,ho già piazzato Durantola a Springfield.
Sorry.

transumante ha detto...

Simone: questione di tempo ovviamente, pero' oden era una scelta obbligata o quasi

Miky ha detto...

@Simo
Ed immagino che tu NON l'abbia fatto apposta....LOL

Portland strepitosa negli ultimi anni come organizzazione, ma quest'estate ha fatto la prima grande cazzata dell'ultimo corso dirigenziale: ha licenziato my man Kevin Pritchard, il secondo miglior gm dell'Nba, sostituendolo con Rich Cho, un birmano emigrato....

Simone ha detto...

@Transumante:anch'io l'avrei scelto.
Come Sam Bowie prima del ventitre,con un Drexler già nel roster.
Però l'ex Kentucky,potenzialmente un centro da titolo,era reduce già da due stagioni in bianco per infortuni.
E quest'estate uno dei medici interpellati per "controllare" Oden,prima del draft,ha confermato che sconsigliò il pick.

@Miky:sbagliando,ho scritto ciò che pensavo realmente...
Pritchard è un grande giemme,sono curioso di vedere al lavoro questo nuovo babyboomer.

A proposito di lunghi.
Terrò d'occhio l'esordio in Sternville di Greg Monroe.
Giocatore anni settanta,poco adatto agli stereotipi afroamericani.
Salta poco,atletismo così così.
Ma intelligenza cestistica cinquestelle e mani favolose per passare e creare;direi le migliori di un big man yankee dai tempi di Chris Webber.
Vedremo,Joe Dumars ha scommesso su di lui.

Miky ha detto...

@Simo
La figata è che senza Oden rimangono comunque pericolosissimi ad Ovest, a rischio di Finali del West se LA va dall'altra parte del bracket. Basta però che un Przybilla o un Camby stiano in piedi....

PS: mi pare ne avessimo già parlato della Spurs-connection sul Muro dello Sport vero? Pritchard-Presti, Blazers-Thunder, tutto frutto di una sola mente (Pop+RC sono come i valori attesi di due variabili casuali, sommati danno un unico risultato...deliri post esame, scusate ma il senso c'è)

Simone ha detto...

@Miky:a me sembrano il classico gruppo che non ha compreso le proprie potenzialità.
Basterà la vittoria in una serie per convincerli?
Tecnicamente,a ovest,sono i veri antilakers.
Perchè hanno una fisicità straripante,sono organizzati tatticamente e vantano un closer a 24 carati.
E una panchina lunghissima.
Nel 2009,tanto per sfatare il mito della regular season farlocca,ho televisto due LA-Portland cattivissime:blocchi punitivi,provocazioni,una rissa...
I jacksoniani,essendo campioni,odorano benissimo il profumo della nobiltà in divenire.

Miky ha detto...

@Simo
Temo che la loro crescita sia stata irrimediabilmente deviata dalla cessione di Outlaw e Webster e dall'attuale gestione del caso-Rudy (il torto è dalla parte dello spagnolo per il comportamento, ma i minuti erano quello che erano, dopo quella stagione da rookie che aveva così ben sperare..).
Matthews è una splendida presa, ma a meno di esplosioni eccellenti (Babbit, Pendergraph) con grande tristezza ho il sentore che il loro Vero Treno per la Gloria sia già passato, guardando al breve-periodo. Poi con un Roy a bordo puoi sempre ricostruire è...
(l'ultima su LA va dritta nelle best quotes of the week)
GNite

Miky ha detto...

*quelli che erano
*aveva fatto così ben sperare

Simone ha detto...

@Miky:Outlaw in effetti mancherà parecchio.
Però hanno un Batum che sta crescendo a vista d'occhio...
C ya.

furio ha detto...

questione Belinelli: la mia impressione è che su certi aspetti del suo gioco - quelli qui giustamente criticati - abbia da qualche tempo mollato mentalmente, dopo un periodo di lavoro serio ma in parte frustrato dalle vagarie dei suoi tecnici in NBA. A GS si vedeva bene il mazzo che si faceva in difesa (vidi in diretta il match contro Boston in cui prese 3 sfondamenti da un certo Ray Allen) e gli sforzi per fare le cose sensate in attacco, senza incaponirisi sull'ingrasso del tabellino personale.

Nell'ultimo anno a Toronto invece è stato francamente indifendibile, non ci ha nemmeno provato. Mi sa che l'occasione di NO sarà la sua ultima chiamata in NBA se non la sfrutta bene