di Stefano Olivari
Da telespettatori del college basketball, grazie a Espn e fra poco anche all'eccellente March Madness on Demand (http://mmod.ncaa.com , da consigliare anche ai più tiepidi: tutto il torneo finale, aggratis), rimaniamo ammirati dal numero di Sconcerti all'americana imperversanti sia in tivù che su siti e giornali Usa.
Il più personaggio è sicuramente Dick Vitale, ex discreto allenatore di college (con anche una stagione NBA ai Pistons), i più seri Jay Bilas (ex Duke, in Italia nella Citrosil Verona e nella Cuki Mestre anni Ottanta) e Andy Katz. Se analizzare tatticamente sette partite di calcio guardate in contemporanea è quasi impossibile, ma ci si può salvare con il mestiere ed un pizzico di cialtronismo (oltre che di predisposizione dello spettatore a prendere per buono quanto viene detto), tenere sott'occhio anche solo le squadre di Division One del basket (353) più vero che ci sia sarebbe impossibile anche per un esperto con 24 ore al giorno di tempo.
I motivi? Almeno quattro. 1) Il numero delle partite, superiore alle 5mila totali; 2) Fino a gennaio le squadre sono in qualche modo mascherate, costruendosi il record in stile pugilistico prima che inizino i tornei di conference; 3) I giocatori più forti quasi mai portano a termine il quadriennio, rendendo impossibile seguirne la crescita basandosi sulle impressioni degli anni precedenti; 4) Gli avversari incontrati dalle squadre più mediatizzate che hanno valore troppo diverso, anche se valutazioni personali ed il mitico RPI (l'indicatore che tiene conto di record, record dei tuoi avversari e record degli avversari dei tuoi avversari) limitano il numero degli errori macroscopici.
Poco da discutere sulle quattro numero uno del tabellone: la Kentucky degli one and done e del ragazzo copertina della stagione John Wall (sicura prima scelta assoluta al draft NBA), la solidissima Kansas trascinata da Sherron Collins, la Syracuse dell'immortale zona 2-3 e la Duke che come tutte le squadre di sistema (imposto dal talento medio limitato) ci entusiasma. Nella trepidazione durante il torneo ACC (una delle 32 conference) dei genitori di Jon Scheyer, senior (cioè quarto anno) senza futuro NBA che in questa stagione è stato il leader della squadra mettendo anche tutti i canestri a più alto valore drammaturgico (incluso quello con Georgia Tech nella finale), ci sono molti dei motivi per amare la versione originale di questo sport.
Detto questo, invidiamo chi a tempo pieno si occupa di basket di college e ricordiamo che il torneo scatterà giovedì per concludersi il lunedì di Pasqua a Indianapolis. Era solo una premessa per giustificare le considerazioni con cui vi ammorberemo nelle prossime settimane, unite alle considerazioni su Mourinho e Galliani.
5 commenti:
E' effettivamente un'impresa titanica districarsi nella bolgia del college basketball.
E con il "one and done" siamo oltre il caos.
Non so se mai arriveranno ad alcune riforme regolamentari per il bene del gioco:la più necessaria è l'abolizione del limite dei 35 secondi,tempo infinito che consente ai meno abbienti(..) una wankinball da censura totale.
Poi non sarebbe male mettere una distanza da tre un pò più virile.
Ma ho idea che ai parrucconi della Ncaa non importi....
A me invece i 35 secondi, oltre ai due tempi da 20', piacciono moltissimo...sono un po' i sapori di una volta, quando il basket era più ragionato...
scusate se distolgo il discorso dal basket, ma già in passato si era discusso delle lacune dei giornalisti USA sugli sport non "loro", e sul calcio in particolare. Beh, stamattina su Sportscenter di ESPN 3 minuti su Chelsea-Inter, presentata come vittoria di culo e rubacchiata, con metà servizio dedicata agli errori arbitrali fra cui il rigore non dato al Chelsea (che ci sta) ma soprattutto al gol di Eto'o "clearly in offside" (sic). Ma detto proprio col fermo immagine e la grafica della linea del fuorigioco, che mostrava inequivocabilmente Eto'o in posizione regolarissima. Escludendo che i mediaservi estendano i propri tentacoli fino al gruppo Disney, l'unica ipotesi rimasta è che il giornalista non sapesse come funziona la regola - non è un caso che le telecronache, sempre di buona qualità, siano fatte da inglesi
@Furio:dovresti ascoltare l'insipienza e l'ignoranza sugli sport più europei.
Tranne qualche lodevole eccezione,la copertura dello sci alpino è affidata a giornalisti che si improvvisano esperti.
Il ciclismo,visto dall'America,è poi tragicomico:non comprendono le dinamiche delle corse e le caratteristiche degli atleti.
Boasson Hagen e Contador?
Entrambi corrono il Tour per vincerlo...
Non l'avevo visto, ma Soccernet (che è di Espn) è uno dei migliori siti calcistici del mondo quindi non è che il gruppo abbia qualcosa contro il calcio...per come Sportscenter ha commentato il gol di Eto'o c'è solo una parola, 'ignoranza'...
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