di Libeccio
E' molto difficile comprendere il senso di un "tavolo della pace" tra Inter e Juve. Un tavolo della pace è credibile e auspicabile per israeliani e palestinesi contrapposti da decenni di reciproco odio e sanguinoso conflitto. In altre parole, il tavolo della pace può avere senso quando tutti i suoi partecipanti hanno combattuto una guerra.
Il cosiddetto tavolo della pace invocato da Gianni Petrucci ha invece a riferimento un contesto per nulla chiaro, che vede protagonista assoluto Andrea Agnelli che in ogni modo sta tentando di occultare ciò che la giustizia sportiva prima e quella ordinaria (in primo grado) poi hanno suggellato con chiarezza estrema.
Acqua di colonie
di Italo Muti
Adesso che abbiamo il secondo governo Goldman, i problemi sono finiti, gente entusiasta, SB fuori dalla stanza dei bottoni e tecnocrazia, canti, balli e folklore....o forse no? Il maglio wasp si è fatto sentire subito, niente governo a tempo, ziel nel 2013, e gli imbecilli che cianciavano di governo tecnico per sistemare le emergenze e poi elezioni sono sistemati. Elezioni? Democrazia? Potere elettivo alla gente? Forse l'antidoping dovrebbe essere obbligatorio nei cialtroni che si definiscono politici, oppure bisognerebbe misurare la loro malafede...
Adesso che abbiamo il secondo governo Goldman, i problemi sono finiti, gente entusiasta, SB fuori dalla stanza dei bottoni e tecnocrazia, canti, balli e folklore....o forse no? Il maglio wasp si è fatto sentire subito, niente governo a tempo, ziel nel 2013, e gli imbecilli che cianciavano di governo tecnico per sistemare le emergenze e poi elezioni sono sistemati. Elezioni? Democrazia? Potere elettivo alla gente? Forse l'antidoping dovrebbe essere obbligatorio nei cialtroni che si definiscono politici, oppure bisognerebbe misurare la loro malafede...
Il cuore di Seabiscuit
di Oscar Eleni
I giocatori che fanno solo scena, il milione di Sacripanti e gli allenamenti segreti di Scariolo. Voti a Mordente, Cancellieri, Smith, Bucchi, Karl e Valli.
I giocatori che fanno solo scena, il milione di Sacripanti e gli allenamenti segreti di Scariolo. Voti a Mordente, Cancellieri, Smith, Bucchi, Karl e Valli.
Vent'anni senza Regina
di Simone Basso
I Queen vent'anni dopo, l'estasi dell'oro (anzi del platino) per il piacere di molti e lo sfregio di altri. Amati e odiati come pochissimi nella storia mercantile del rock: nel bene e nel male, insostituibili e internazionalpopolari. I peccati della Regina? L'appartenere alla (de) generazione dopo, quella che occupò il vuoto lasciato dai Grandi, e l'adesione spontanea alla cosiddetta cattiva scuola dell'heavy metal. Quindi stroncati a prescindere, un destino che toccò pure a loro precursori di alto livello: Black Sabbath, Grand Funk Railroad, Uriah Heep. Tutti, all'epoca, evirati di dignità artistica dalla kritika ufficiale.
I Queen vent'anni dopo, l'estasi dell'oro (anzi del platino) per il piacere di molti e lo sfregio di altri. Amati e odiati come pochissimi nella storia mercantile del rock: nel bene e nel male, insostituibili e internazionalpopolari. I peccati della Regina? L'appartenere alla (de) generazione dopo, quella che occupò il vuoto lasciato dai Grandi, e l'adesione spontanea alla cosiddetta cattiva scuola dell'heavy metal. Quindi stroncati a prescindere, un destino che toccò pure a loro precursori di alto livello: Black Sabbath, Grand Funk Railroad, Uriah Heep. Tutti, all'epoca, evirati di dignità artistica dalla kritika ufficiale.
Marco se ne è andato via
di Anna Laura
Tanto tuonò che piovve! Dalle dimissioni di Berlusconi al mito bocconiano del mercato, in una escalation di spread . Tutte le bugie della finanza che vengono a galla. Ma non è bastato agli italiani farsi fregare con l'adozione dell'euro? Aaah che tempi quei tempi...
Tanto tuonò che piovve! Dalle dimissioni di Berlusconi al mito bocconiano del mercato, in una escalation di spread . Tutte le bugie della finanza che vengono a galla. Ma non è bastato agli italiani farsi fregare con l'adozione dell'euro? Aaah che tempi quei tempi...
Giardini invidiosi
di Oscar Eleni
Il momento della pallavolo, le percentuali di Nicholas, la tavola di Armani, l'Italia di seconda fascia, i fondamentali di Van Zandt e l'agente di Evans.
Il momento della pallavolo, le percentuali di Nicholas, la tavola di Armani, l'Italia di seconda fascia, i fondamentali di Van Zandt e l'agente di Evans.
Il calcio di Steve Nash
di Oscar Eleni
I dubbi di Scariolo, NBA in arrivo, gli italiani di Petrucci, la sostanza di Cook, l'eremo di Tavcar. Voti a Basile, McIntyre, Crespi, Kangur, Mazzon, Estudiantes, Bertomeu, Milano e Bonamico. Casa della gloria per Guerrieri, Vianello, Rosy Bozzolo, Nazionale 1980, Duranti, Scavolini, Allievi, Tricerri e Maggiò.
I dubbi di Scariolo, NBA in arrivo, gli italiani di Petrucci, la sostanza di Cook, l'eremo di Tavcar. Voti a Basile, McIntyre, Crespi, Kangur, Mazzon, Estudiantes, Bertomeu, Milano e Bonamico. Casa della gloria per Guerrieri, Vianello, Rosy Bozzolo, Nazionale 1980, Duranti, Scavolini, Allievi, Tricerri e Maggiò.
La casa del calcio
di Massimo Marianella
C’era uscendo dalla metropolitana a sinistra un pretenzioso cartello. Welcome to Highbury the Home of Football. Pretenzioso certo, ma per me era molto vero. Era tutto quello che avevo sempre sognato. Londra, il calcio inglese, l’Arsenal. Quello per me era il calcio. E non stavo neanche guardando nessuna partita. Il profumo della storia. Il fascino di un mondo allora lontano che oggi la televisione satellitare ha avvicinato. Già la storia.
C’era uscendo dalla metropolitana a sinistra un pretenzioso cartello. Welcome to Highbury the Home of Football. Pretenzioso certo, ma per me era molto vero. Era tutto quello che avevo sempre sognato. Londra, il calcio inglese, l’Arsenal. Quello per me era il calcio. E non stavo neanche guardando nessuna partita. Il profumo della storia. Il fascino di un mondo allora lontano che oggi la televisione satellitare ha avvicinato. Già la storia.
Grazie Rrouge
di Alvaro Delmo
Seguiamo Enrico Ruggeri da tempo immemore, precisamente dall'epoca delle nostre scuole medie, ossia quella che spesso tentiamo musicalmente di descrivere, ricordare ma anche attualizzare. La prima immagine che ricordiamorisale al Sanremo 1980 quando, insieme ai Decibel, sorprende critica e pubblico con un look elegante e provocatorio per celebrare una... Contessa. Brano contenuto nell'album Vivo da re, la cui title track è un altro piccolo gioiello che a distanza di trent'anni rimane una sorta di inno per chi fa musica on the road. Da lì a poco Ruggeri sceglie la strada solista e comincia a gettare le basi per una luminosa carriera.
Seguiamo Enrico Ruggeri da tempo immemore, precisamente dall'epoca delle nostre scuole medie, ossia quella che spesso tentiamo musicalmente di descrivere, ricordare ma anche attualizzare. La prima immagine che ricordiamorisale al Sanremo 1980 quando, insieme ai Decibel, sorprende critica e pubblico con un look elegante e provocatorio per celebrare una... Contessa. Brano contenuto nell'album Vivo da re, la cui title track è un altro piccolo gioiello che a distanza di trent'anni rimane una sorta di inno per chi fa musica on the road. Da lì a poco Ruggeri sceglie la strada solista e comincia a gettare le basi per una luminosa carriera.
Il tumore di Assago
di Oscar Eleni
Gorilla nella nebbia, le scarpe di Danilovic, la fabbrica del Duomo, i misteri di Melli e Viggiano, gli allenatori da sala montaggio, americani alla frutta, l'immagine di Gallinari e i messia di Armani.
Gorilla nella nebbia, le scarpe di Danilovic, la fabbrica del Duomo, i misteri di Melli e Viggiano, gli allenatori da sala montaggio, americani alla frutta, l'immagine di Gallinari e i messia di Armani.
Rivogliamo il Vigorelli
di Daniele D'Aquila
Domenica 20 novembre 2011 si svolgerà di fronte al Velodromo Vigorelli–Maspes di Milano un sit-in organizzato da un movimento cittadino per sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sulle condizioni in cui versa l'impianto, un monumento non solo sportivo di Milano e dell’Italia intera. E’ prevista la partecipazione di centinaia di ciclisti e nell'occasione si svolgerà una gara. A partire dalle ore 11 del mattino fino a pomeriggio inoltrato a compimento delle varie attività previste dal presidio, il Velodromo riceverà il calore dei suoi sostenitori per un’intera giornata così da liberarlo idealmente dalla prigionia dell’ oblio e restituirlo alla libertà tramite il suo sequestro metaforico.
Domenica 20 novembre 2011 si svolgerà di fronte al Velodromo Vigorelli–Maspes di Milano un sit-in organizzato da un movimento cittadino per sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sulle condizioni in cui versa l'impianto, un monumento non solo sportivo di Milano e dell’Italia intera. E’ prevista la partecipazione di centinaia di ciclisti e nell'occasione si svolgerà una gara. A partire dalle ore 11 del mattino fino a pomeriggio inoltrato a compimento delle varie attività previste dal presidio, il Velodromo riceverà il calore dei suoi sostenitori per un’intera giornata così da liberarlo idealmente dalla prigionia dell’ oblio e restituirlo alla libertà tramite il suo sequestro metaforico.
Governare gli ignoranti
di Anna Laura
La nomina di un ammiraglio al ministero della difesa dice tutto. Dice che hanno il panico: la logica suggerirebbe uno psicoterapeuta agli affari interni o ai rapporti col parlamento.Comunque sia, quali sono le novità? Le novità sono che i poteri forti, quelli abituati ad agire con prestanome, stante il panico ammettono che avevano puntato su dei brocchi e che devono entrare in gioco loro.
La nomina di un ammiraglio al ministero della difesa dice tutto. Dice che hanno il panico: la logica suggerirebbe uno psicoterapeuta agli affari interni o ai rapporti col parlamento.Comunque sia, quali sono le novità? Le novità sono che i poteri forti, quelli abituati ad agire con prestanome, stante il panico ammettono che avevano puntato su dei brocchi e che devono entrare in gioco loro.
Buoni motivi per parlare di mafia
di Miky Pettene
Premessa: perdonate l'abuso di maiuscole, ma esistono cose che ci stanno più a cuore di altre. Lontani anni luce dai veleni che vediamo quotidianamente sputare in qualsivoglia ambito pubblico, dalla politica al nostro caro amato Sport, in un periodo storico dove sembra essere sempre più difficile e faticoso trovare un senso etico nella condivisione e nel virtuoso sviluppo della Vita Pubblica, riteniamo fondamentale ripartire dal nostro ruolo - spesso dimenticato - di protagonisti Civili per provare a combattere quegli ostacoli tanto nascosti quanto profondamente radicati che ostacolano il progredire della nostra Società. "Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene". affermava Paolo Borsellino: quest'incontro vuole provarci, sperando di continuare a farlo insieme a Voi.
Premessa: perdonate l'abuso di maiuscole, ma esistono cose che ci stanno più a cuore di altre. Lontani anni luce dai veleni che vediamo quotidianamente sputare in qualsivoglia ambito pubblico, dalla politica al nostro caro amato Sport, in un periodo storico dove sembra essere sempre più difficile e faticoso trovare un senso etico nella condivisione e nel virtuoso sviluppo della Vita Pubblica, riteniamo fondamentale ripartire dal nostro ruolo - spesso dimenticato - di protagonisti Civili per provare a combattere quegli ostacoli tanto nascosti quanto profondamente radicati che ostacolano il progredire della nostra Società. "Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene". affermava Paolo Borsellino: quest'incontro vuole provarci, sperando di continuare a farlo insieme a Voi.
Di Caprio con la pancia
di Oscar Eleni
Un primo posto che era normale, le bizze di LaSette, la fame di Andersen, il posto di Pisapia, la mano esagerata degli allenatori, il basket di Messina e Scariolo, le ricette dei grandi. Voti a Milano-Siena, Mancinelli, Armani, Atripaldi, Reyer, fratelli Gentile, Vitucci, Sabatini, Vacirca e Gallinari.
Un primo posto che era normale, le bizze di LaSette, la fame di Andersen, il posto di Pisapia, la mano esagerata degli allenatori, il basket di Messina e Scariolo, le ricette dei grandi. Voti a Milano-Siena, Mancinelli, Armani, Atripaldi, Reyer, fratelli Gentile, Vitucci, Sabatini, Vacirca e Gallinari.
Due anni fa era già Balotelli
di Libeccio
Un campionato Primavera, un Torneo di Viareggio, tre campionati italiani, una coppa Italia, una Supercoppa italiana, una Coppa dei Campioni, una Supercoppa d'Inghilterra. Neanche grandi campioni veterani del calcio mondiale hanno vinto tanto (uno per tutti: Zlatan Ibrahimovic), come a soli 21 anni ha già vinto (Super) Mario Balotelli. Noi che lo abbiamo sostenuto sin dalla prima ora (anche relativamente a certi suoi comportamenti da altri stigmatizzati), sorridiamo compiaciuti a leggere i commenti della "grande" stampa italiana che tutta insieme sembra avere finalmente scoperto le doti straordinarie di questo immenso talento.
Un campionato Primavera, un Torneo di Viareggio, tre campionati italiani, una coppa Italia, una Supercoppa italiana, una Coppa dei Campioni, una Supercoppa d'Inghilterra. Neanche grandi campioni veterani del calcio mondiale hanno vinto tanto (uno per tutti: Zlatan Ibrahimovic), come a soli 21 anni ha già vinto (Super) Mario Balotelli. Noi che lo abbiamo sostenuto sin dalla prima ora (anche relativamente a certi suoi comportamenti da altri stigmatizzati), sorridiamo compiaciuti a leggere i commenti della "grande" stampa italiana che tutta insieme sembra avere finalmente scoperto le doti straordinarie di questo immenso talento.
Attenzione indicizzata
di Anna Laura
Le liberalizzazioni sono urgenti? Liberalizzare la professione del giornalista? O di qualsiasi altra categoria? Si discute di questo, Stefano, del bruscolo nell'occhio. Induzioni ipnotiche con serie ripetuta di ricalchi in stile pnl. Il tutto su una platea disordinata mentalmente spaventata a cui è stata praticata l'indicizzazione dell'attenzione. Una pratica come il depistaggio mentale , cara agli strateghi del guerrilla brain. Ma che te lo dico a fà, non puoi capi'...
Le liberalizzazioni sono urgenti? Liberalizzare la professione del giornalista? O di qualsiasi altra categoria? Si discute di questo, Stefano, del bruscolo nell'occhio. Induzioni ipnotiche con serie ripetuta di ricalchi in stile pnl. Il tutto su una platea disordinata mentalmente spaventata a cui è stata praticata l'indicizzazione dell'attenzione. Una pratica come il depistaggio mentale , cara agli strateghi del guerrilla brain. Ma che te lo dico a fà, non puoi capi'...
Il fisico non bestiale di Siena
L’era della Montepaschi Siena è finita? Iniziamo dalla risposta: no. Anche se la vittoria di Milano in un Forum strapieno, dopo 21 sconfitte consecutive negli scontri diretti, potrebbe far pensare che dopo 5 anni e e rotti di dominio in Italia la squadra di Pianigiani sia tornata sulla Terra. Non tanto come risultati, perché a Barcellona si può perdere e in una stagione ci stanno anche i passi falsi come quello contro Caserta, ma a livello fisico e tattico.
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La barista di Borghetto
di Oscar Eleni
I tecnici di Facchini, i passaggi di Cantù, il basket dei muscolari, le triple di Fotsis, il regalo di Sabatini e la carriera bruciata di Omar Thomas.
I tecnici di Facchini, i passaggi di Cantù, il basket dei muscolari, le triple di Fotsis, il regalo di Sabatini e la carriera bruciata di Omar Thomas.
I record della Radcliffe e quelli del doping
Non è strano che la Iaaf abbia restituito a Paula Radcliffe il suo vero record del mondo di maratona (2h15’25”, Londra 2003), era incredibile che glielo avesse tolto con un provvedimento retroattivo degno di miglior causa. La vicenda è nota: la maratona del record dell’inglese era mista, una situazione in cui secondo le nuove norme (introdotte tre mesi fa) gli eventuali record non sarebbero da considerare record ma un po’ ipocritamente ‘migliori prestazioni’.
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Mandiamo avanti la Idem
di Giovanni Capuano
Non ci eravamo illusi che gli episodi raccontati da Ibrahimovic nella sua autobiografia sollevassero in Italia qualche reazione più articolata della solita divisione da bar sport tra pro-Ibra e anti-Ibra. Risse, insulti, minacce, spacconerie alla guida di un auto a 300 km all'ora, tavoli spaccati, lezioni su Calciopoli, ricordi nostalgici di bevute. Tutto è passato sui giornali italiani senza nessuno che alzasse il dito per chiedersi se davvero tutto fosse lecito. Se - ad esempio - l'episodio della trattativa con minaccia per lasciare Barcellona non ricordasse da vicino il famoso "adesso tu telefoni a Brindellone e gli dici che non giochi più finché non ti vende" che, solo perché pronunciato da Moggi, fu additato come l'orrido esempio dell'arroganza di Lucky Luciano e del sistema della prima repubblica del calcio italiano.
Non ci eravamo illusi che gli episodi raccontati da Ibrahimovic nella sua autobiografia sollevassero in Italia qualche reazione più articolata della solita divisione da bar sport tra pro-Ibra e anti-Ibra. Risse, insulti, minacce, spacconerie alla guida di un auto a 300 km all'ora, tavoli spaccati, lezioni su Calciopoli, ricordi nostalgici di bevute. Tutto è passato sui giornali italiani senza nessuno che alzasse il dito per chiedersi se davvero tutto fosse lecito. Se - ad esempio - l'episodio della trattativa con minaccia per lasciare Barcellona non ricordasse da vicino il famoso "adesso tu telefoni a Brindellone e gli dici che non giochi più finché non ti vende" che, solo perché pronunciato da Moggi, fu additato come l'orrido esempio dell'arroganza di Lucky Luciano e del sistema della prima repubblica del calcio italiano.
Lo spogliatoio secondo Ibra
Tutto si può dire dell’autobiografia di Zlatan Ibrahimovic, nella
versione italiana ‘Io, Ibra’, tranne che non stia godendo di traino
giornalistico. E noi non facciamo eccezione (mai fare i fenomeni, come
spiegava il grande Dan Peterson). Ogni giorno un delirio di
anticipazioni, precisazioni, messaggi in codice, che diversamente
dall’ordinaria marchetta per il ‘collega’ hanno almeno il pregio
dell’essere interessanti. Cosa che, ribadiamo, non si può dire del 99% della letteratura sportiva:
interi scaffali pieni di compitini raramente all’altezza di Wikipedia,
con quella prosa moraleggiante e nostalgica che fa impazzire molti
professori di lettere.
Link all'articolo del Guerin Sportivo
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Aspiranti al guinzaglio
di Italo Muti
Di carne al fuoco ce n'è tantissima, ma il comune denominatore è uno solo: le dimissioni di SB. Eh sì, Silvio dà le dimissioni e tutto sparisce, nessuna crisi, i conti dello stato ritornano a posto, da soli, per inerzia, lavoro che impazza e meracto che pulsa, simpaticamente. Anche la pioggia finirebbe immediatamente, certo, l'ignavia della Vincenzi è dura da troncare e sopire, ma anche il metodo sestese tanto caro a Penati è stato messo in soffitta... tra gli urli di Bersani che voleva un'inchiesta esemplare e immediata. Senza sconti, solo punti Ipercoop.
Di carne al fuoco ce n'è tantissima, ma il comune denominatore è uno solo: le dimissioni di SB. Eh sì, Silvio dà le dimissioni e tutto sparisce, nessuna crisi, i conti dello stato ritornano a posto, da soli, per inerzia, lavoro che impazza e meracto che pulsa, simpaticamente. Anche la pioggia finirebbe immediatamente, certo, l'ignavia della Vincenzi è dura da troncare e sopire, ma anche il metodo sestese tanto caro a Penati è stato messo in soffitta... tra gli urli di Bersani che voleva un'inchiesta esemplare e immediata. Senza sconti, solo punti Ipercoop.
L'unica stagione con le intercettazioni
di Illegale Rappresentante
Navigando su internet ci si può rendere conto come la maggior parte delle notizie relative alla cosiddetta Calciopoli sia fornita da siti internet dichiaratamente bianconeri. Più che noti a chi si interessa anche solo minimamente di tale vicenda, inutile citarli. A detta di questi siti - ma anche di alcuni tra giornalisti, opinionisti e professionisti dell’ambiente calcistico italiano - l'impianto accusatorio nei confronti di Moggi e soci sarebbe stato “smontato” dalle difese degli imputati e per tale ragione l'assoluzione dell'ex direttore sportivo della Juventus, così come quella degli altri soggetti coinvolti nello scandalo, sarebbe ormai scontata. Tuttavia nel corso del processo penale attualmente in corso a Napoli l'impianto accusatorio non è stato particolarmente scalfito. Al fine di giustificare adeguatamente tale affermazione, verranno quì di seguito espresse delle brevi considerazioni in merito ad alcune delle tematiche relative al suddetto procedimento penale.
Navigando su internet ci si può rendere conto come la maggior parte delle notizie relative alla cosiddetta Calciopoli sia fornita da siti internet dichiaratamente bianconeri. Più che noti a chi si interessa anche solo minimamente di tale vicenda, inutile citarli. A detta di questi siti - ma anche di alcuni tra giornalisti, opinionisti e professionisti dell’ambiente calcistico italiano - l'impianto accusatorio nei confronti di Moggi e soci sarebbe stato “smontato” dalle difese degli imputati e per tale ragione l'assoluzione dell'ex direttore sportivo della Juventus, così come quella degli altri soggetti coinvolti nello scandalo, sarebbe ormai scontata. Tuttavia nel corso del processo penale attualmente in corso a Napoli l'impianto accusatorio non è stato particolarmente scalfito. Al fine di giustificare adeguatamente tale affermazione, verranno quì di seguito espresse delle brevi considerazioni in merito ad alcune delle tematiche relative al suddetto procedimento penale.
Il primo grado non vale
di Igor Lario Novo
In attesa di appello e cassazione. Non si può fare altrimenti. Malgrado tutto. Chi lavora in primo grado in Italia parrebbe lavorare a vuoto. Contano gli appelli. Quelli sì. Magari solo a volte. Se ribaltano i giudizi precedenti a sfavore dei propri beniamini. E se no c'è sempre la Cassazione. In una giustizia italiana che non ha mai fine e che non è in grado di mettere d'accordo nessuno mai, l'unica cosa che si può fare, giustamente, è aspettare. Cosa? Qualcosa che possa sostenere le proprie tesi. Anche solo lontanamente.
In attesa di appello e cassazione. Non si può fare altrimenti. Malgrado tutto. Chi lavora in primo grado in Italia parrebbe lavorare a vuoto. Contano gli appelli. Quelli sì. Magari solo a volte. Se ribaltano i giudizi precedenti a sfavore dei propri beniamini. E se no c'è sempre la Cassazione. In una giustizia italiana che non ha mai fine e che non è in grado di mettere d'accordo nessuno mai, l'unica cosa che si può fare, giustamente, è aspettare. Cosa? Qualcosa che possa sostenere le proprie tesi. Anche solo lontanamente.
Umberto Eco chi?
Articoletto autocelebrativo, sborone e spocchioso, perché la classe non è acqua (per noi devoti di Sharon Zampetti e Chicco Lazzaretti è One O One) ma soprattutto perché abbiamo scoperto che scrivere in un libro che molti giornalisti sono in malafede poi ti espone al rischio di non avere recensioni sulle testate in cui questi giornalisti lavorano. In un mondo ridicolo e con pochi interessi come il calcio, figurarsi nell'economia o in altri settori pesanti...
La Juventus che non c'entrava con Moggi
di Stefano Olivari
Dopo la sentenza di Napoli c’è adesso una strana voglia di seppellire Calciopoli, dopo anni in cui ne abbiamo parlato ogni giorno aspettando come una specie di giudizio di Dio gli esiti del processo di primo grado. Luciano Moggi è adesso ufficialmente l’uomo copertina di tanti anni di calcio marcio.
Dopo la sentenza di Napoli c’è adesso una strana voglia di seppellire Calciopoli, dopo anni in cui ne abbiamo parlato ogni giorno aspettando come una specie di giudizio di Dio gli esiti del processo di primo grado. Luciano Moggi è adesso ufficialmente l’uomo copertina di tanti anni di calcio marcio.
Lo sconto del Barcellona
di Giovanni Capuano
Breve riepilogo della vicenda: c’è un grande calciatore che scrive una biografia e racconta di essersi trovato così male con un tecnico molto famoso e vincente da aver avuto con lui scontri durissimi fino a una rottura insanabile. Spiega di aver anche pensato a lasciare il calcio tanto era il disagio nella convivenza con l’allenatore e con il resto dello spogliatoio. Stava così male che alcuni amici d’infanzia, peraltro residenti in un quartiere malfamato nella città di nascita del campione, si sarebbero offerti di raggiungerlo per ‘dare una lezione’ al tecnico nemico e che lui li avrebbe dissuasi.
Breve riepilogo della vicenda: c’è un grande calciatore che scrive una biografia e racconta di essersi trovato così male con un tecnico molto famoso e vincente da aver avuto con lui scontri durissimi fino a una rottura insanabile. Spiega di aver anche pensato a lasciare il calcio tanto era il disagio nella convivenza con l’allenatore e con il resto dello spogliatoio. Stava così male che alcuni amici d’infanzia, peraltro residenti in un quartiere malfamato nella città di nascita del campione, si sarebbero offerti di raggiungerlo per ‘dare una lezione’ al tecnico nemico e che lui li avrebbe dissuasi.
Inutili riunioni di cervelli
di Oscar Eleni
Gli staff tecnici infiniti, il serpente azteco, le palle vaganti dei mercenari, il ricordo di Bryant, le parole di Trinchieri, il palmo di Gallinari, la pizza con Bourousis e la pazienza di Recalcati. Voti a Giachetti, Casale, Petrucci, Rai, Fultz, Avellino, Pesaro, Mazzon, Stefano Gentile, Roma ed Enrico Mentana.
Gli staff tecnici infiniti, il serpente azteco, le palle vaganti dei mercenari, il ricordo di Bryant, le parole di Trinchieri, il palmo di Gallinari, la pizza con Bourousis e la pazienza di Recalcati. Voti a Giachetti, Casale, Petrucci, Rai, Fultz, Avellino, Pesaro, Mazzon, Stefano Gentile, Roma ed Enrico Mentana.
Il cammino di Schwazer
di Oscar Eleni
La passione della DDS,gli attributi di Guardiola, i danzatori di Milano, l'involuzione di Gallinari, la palla prigioniera di Bertomeu, gli affamati di Prealpina, la risposta di Vitolo e la gloria di Sabonis.
La dinamite di James Coburn
di Oscar Eleni
Quelli che aspettano Siena, gli allenatori paurosi e il linguaggio dell'era post Sky. Voti ad Anna Cremascoli, Del Moro, Melli, Vitucci, Mazzon, Sabatini, Trinchieri e Lardo.
Quelli che aspettano Siena, gli allenatori paurosi e il linguaggio dell'era post Sky. Voti ad Anna Cremascoli, Del Moro, Melli, Vitucci, Mazzon, Sabatini, Trinchieri e Lardo.
Il cuore di Biscardi
di Giovanni Capuano
Diciamo la verità. Quanti avevano preso sul serio il vecchio Biscardone quando lunedì sera, con la solennità di chi doveva comunicare al mondo un vero scoop, aveva raccontato in diretta cosa era davvero accaduto a Cassano? Pochi, forse nessuno. Tutti a darsi di gomito tra una risatina e l’altra. Tutti a sghignazzare del pomposo annuncio dato a reti (non) unificate quasi che si trattasse del comunicato ufficiale sulle condizioni di salute del Papa: “Per Cassano e’ stata esclusa una emorragia alla testa, si tratta di un problema cardiaco risolvibile con un piccolo intervento chirurgico che potrebbe essere eseguito prima possibile” aveva sillabato un Biscardi a metà tra l’eccitato e l’affannato. La fonte dello scoop? Silvio Berlusconi in persona.
La coppa dei nonni
di Libeccio
La storia spesso si ripete anche nel calcio e l'Inter attuale sembra proprio il Milan del dopo Capello, una specie di pugile suonato che a mala pena riesce a finire gli incontri in piedi. La cura Ranieri dicono che stia riuscendo, ma il malato resta critico ed ancora in pericolo di vita. D'accordo che l'ottimismo fa vendere, ma gli occhi ce li hanno tutti. La squadra è stanca, scarsamente motivata in campionato, appena sufficiente in coppa dove forse le motivazioni (anche economiche) sono maggiori. Proprio come il Milan di qualche anno fa.
La storia spesso si ripete anche nel calcio e l'Inter attuale sembra proprio il Milan del dopo Capello, una specie di pugile suonato che a mala pena riesce a finire gli incontri in piedi. La cura Ranieri dicono che stia riuscendo, ma il malato resta critico ed ancora in pericolo di vita. D'accordo che l'ottimismo fa vendere, ma gli occhi ce li hanno tutti. La squadra è stanca, scarsamente motivata in campionato, appena sufficiente in coppa dove forse le motivazioni (anche economiche) sono maggiori. Proprio come il Milan di qualche anno fa.
Il tariffario della vergogna
di Giovanni Capuano
Il paradosso è che siamo così malati da aver archiviato Inter-Juventus con un sospiro di sollievo perché i timori della vigilia erano altri e alla fine - nel bilancio dell'ordine pubblico - si può dire che sia andata bene. La cosa inaccettabile è che lo striscione da voltastomaco esposto per qualche minuto dalla curva interista sia passato inosservato dal resto dello stadio (non un fischio per dissociarsi) e, a ben vedere, non abbia nemmeno fatto sorgere la voglia nei vertici dell'Inter di mettere mano a un comunicato qualsiasi per stigmatizzare l'accaduto. Siamo insomma rimasti ai 20mila euro di multa comminati dal Giudice Sportivo e che Moratti pagherà senza fiatare così come Agnelli pagherà i 10mila euro recapitatigi per gli insulti a sfondo razziale che hanno perseguitato Maicon nella notte di San Siro.
Il paradosso è che siamo così malati da aver archiviato Inter-Juventus con un sospiro di sollievo perché i timori della vigilia erano altri e alla fine - nel bilancio dell'ordine pubblico - si può dire che sia andata bene. La cosa inaccettabile è che lo striscione da voltastomaco esposto per qualche minuto dalla curva interista sia passato inosservato dal resto dello stadio (non un fischio per dissociarsi) e, a ben vedere, non abbia nemmeno fatto sorgere la voglia nei vertici dell'Inter di mettere mano a un comunicato qualsiasi per stigmatizzare l'accaduto. Siamo insomma rimasti ai 20mila euro di multa comminati dal Giudice Sportivo e che Moratti pagherà senza fiatare così come Agnelli pagherà i 10mila euro recapitatigi per gli insulti a sfondo razziale che hanno perseguitato Maicon nella notte di San Siro.
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