Se stiamo insieme ci sarà un perché

di Stefano Olivari
Ci rivediamo nel 2011, con gli stessi problemi e soprattutto lo stesso immotivato entusiasmo di sempre. Gli auguri però ve li facciamo oggi...

La medicina di Spensley

di Stefano Olivari
Insieme a Torino il motore del calcio italiano di fine Ottocento è senza dubbio Genova, con un carattere più di importazione e nettamente più inglese rispetto all’altra città faro. Genova sta vivendo un boom commerciale, dovuto anche all’apertura del Canale di Suez che ha ridato centralità al Mediterraneo, ed è una delle città italiane più ricettive nei confronti delle novità: all’inizio il nuovo sport viene giocato quasi solo da marinai e impiegati inglesi, ma lo spirito di emulazione scatta subito nonostante all’epoca in Italia l’idea di ‘vero sport’ sia lontana da quella delle discipline di squadra. Gli sport da giovin signori sono infatti individuali: scherma, podismo, ginnastica.

Siam tutti figli di Bearzot

di Stefano Olivari
Il Mondiale 1982 per molti di noi è stato la cosa migliore dell’intera vita, un luogo dell’anima in cui rifugiarsi per scappare dalla mediocrità e dall’ipocrisia del presente. Ma l’esistenza di Enzo Bearzot è stata molto di più di quel mese spagnolo, dal fresco di Vigo al forno di Barcellona per finire in gloria al Bernabeu.

Benitez e i requisiti del giornalista

di Dominique Antognoni
Tutti i giornalisti presunti esperti di Inter stanno scrivendo che l'allenatore era un corpo estraneo rispetto alla squadra, con alcuni giocatori che addirittura lo disprezzavano. Peccato che lo sapessero da mesi e la verità si possa scrivere solo fuori tempo massimo...

Il nuovo trionfo della solita Inter

di Libeccio
Il dettaglio della vittoria, il vittimismo di Benitez, la differenza fra Lavezzi e Allegri, il marketing di Agnelli e il presunto no a Cassano. Dimenticavamo: auguri...

Gli ottomila degli anni Cinquanta

di Oscar Eleni
La caccia ai Benitez, il pubblico di Bologna, il buio dell'Armani, i consigli di Messina, l'accusa di Minucci e i conti della Giba. Voti a: Murgia, Mancinelli, Amoroso, Ramagli, Friz, Ercolino, Mordente, Sabatini, Pianigiani e Meneghin...

La classe media dell'Inter

di Stefano Olivari
E' da interisti diventare campioni del mondo continuando a considerare, secondo noi giustamente, il trofeo appena vinto la coppa dell'amicizia? Sì. E' da interisti arrivare al massimo, o giù di lì traguardo, festeggiando al minimo sindacale e sfasciando tutto quanto per ripartire da quasi zero? Doppio sì.

L'Internazionale un po' socialista

di Stefano Olivari
Cosa ha diverso dalle altre già scritte questa storia del calcio italiano? Forse niente, però dovete essere voi a dirlo. Per quanto ci riguarda, prima di tutto è aperta ai contributi di tutti gli appassionati ad integrazione degli articoli: nessuno di noi ha la verità in tasca, aver letto centinaia di libri sull’argomento non ci fa diventare detentori del Verbo ma capaci di scrivere una traccia credibile pensiamo di sì.

La simpatia autorizzata dei Moratti

Esce un libro sulle attività della Saras in Sardegna e senza entrare nel merito di quanto scritto scatta la minaccia in avvocatese che anche il più sfigato dei giornalisti ben conosce. Vietato parlarne, vietato anche solo citarlo. Qualcosa ci dice che di questa opera non sentiremo molto discutere nemmeno dai paladini della libertà di stampa, quelli che si alterano solo quando non vanno in video...

Il Muro del Calcio 3.3

I vostri/nostri interventi su calcio e dintorni, dal 17 dicembre 2010 al 28 marzo 2011.

L'ultimo tuffo di Greg Louganis

Nel marzo 1988 Greg Louganis è il più forte tuffatore del mondo, forse già il più grande di sempre, quando a sei mesi dalla sua ultima Olimpiade si sottopone al test per l’Aids spinto dal fidanzato. Positivo, nel senso che il test dà il responso peggiore che ci si possa attendere. L’allenatore Ron O’Brien lo rincuora e lo invita a mantenere il segreto: andrà a Seul il solito Louganis pubblico, il dio dei tuffi, mentre quello privato si imbottirà di farmaci e e soffrirà in silenzio.

La mentalità europea del Napoli

di Dominique Antognoni 
Stasera ci sarà Napoli-Steaua Bucarest. Una gara fra una squadra che da vent’anni non è capace di arrivare nelle coppe (impresa riuscita perfino a Bologna, Vicenza e Chievo) e una che ci va ogni anno. Detto questo, è chiaro che il Napoli parte favorito. Per la stampa italiana sono pronti i due pezzi che metteranno in evidenza, in base al risultato, la voglia napoletana di emergere anche in Europa oppure la certezza che qualificarsi sarebbe stato controproducente per il sogno Champions.

Ispirato da San Paolo

di Stefano Olivari
Qual è la frase più conosciuta e citata della storia dello sport? Vince per distacco, con la seconda classificata nemmeno all’orizzonte, ‘L’importante non è vincere, ma partecipare’. Attribuita a Pierre de Coubertin, il creatore del movimento olimpico moderno, nel corso dei decenni è stata collegata ad una molteplicità di personaggi. Ma un po’ come per la scoperta dell’America, non è importante chi sia arrivato cronologicamente per primo (Fenici o Vichinghi che fossero) ma chi ha saputo rendere questa scoperta un punto di svolta per il mondo.

Dalla parte del più forte

Bisogna stare sempre dalla parte del più forte: parliamo di scommesse, senza allargarci ad altri campi. Infatti il comportamento dei grossi operatori, scommettitori o bookmaker riversatori di gioco che siano, è decisivo per prevedere l'andamento di una quota e prendere posizione nel modo giusto.

Bene informati su Benitez

di Libeccio
La stagione salvabile con due partite, il toto-allenatore della vecchia Inter e il vivaio dei mediocri.

Convertiti alla difesa

di Oscar Eleni
Viaggio a Rovereto, le idee di Porelli, la mossa di Skansi, la lodi di Toti. l'ululato di Repesa e il consorzio anti-retrocessione. Voti a Burkovich, Soragna, Hawkins, Datome, Vacirca, Antonelli, Hackett e Ere...

Il decennio nero dell'Intercontinentale

di Stefano Olivari
La Coppa Intercontinentale, antenata del Mondiale attualmente in corso, viene spesso raccontata in termini epici: paradossalmente più per merito di arbitraggi scandalosi nelle partite di ritorno degli anni dispari (di solito erano in Sudamerica) che delle prodezze dei campioni in campo. Da Santos-Milan 1963 (protagonista Brozzi. che anni dopo avrebbe confessato la corruzione) alle vette di Estudiantes-Milan 1969, passando per Independiente-Inter 1965 (arbitro Yamasaki, quello di Italia-Germania Ovest 4-3). Fu anche per questo che nei Settanta le europee aventi diritto spesso si dileguarono senza nemmeno cercare grandi scuse.

Il Mondiale fra trent'anni

Il Mondiale per club è una manifestazione che conviene vincere perché magari fra trent’anni sarà qualcosa di importante e allora i tromboni dell’albo d’oro, quelli che sbeffeggiano gli Zeman, potranno dire ‘Noi abbiamo vinto il Mondiale per club’. Al momento però non lo è, peccato. Nonostante il marchietto Fifa che lo differenzia dalla vecchia Intercontinentale delle trombette (che dall’anno prossimo torneranno, visto che si giocherà in Giappone) ed il fatto (questo sì importante) che per esserci bisogna essere stati i migliori nel proprio continente.

Grandi scoop su Ronaldinho

Le notizie sulla vita privata di Ronaldinho potrebbero essere archiviate nel file ‘Chi se ne frega’ se non fosse che sono rivelatrici dei meccanismi dell’informazione non solo sportiva. Come è noto, da noi si parla della vita privata dei calciatori (ma non di quella, ben più interessante anche perché quasi sempre ‘pay’ e con persone di più alto profilo, dei loro dirigenti) solo quando giocano all’estero o quando giocano sì in Italia ma per vari motivi sono messi nel mirino dalle società in cui giocano.

Eliminati dalla neve

di Libeccio
Le giustificazioni juventine, la figura di Moratti, Balotelli a tavolino, le cinque case di Cassano e l'autoriduzione di Trapattoni.

Trader controcorrente

di Stefano Olivari
La filosofia del trader di Borsa non è cavalcare un’azione sperando che fra due anni valga di più, ma operare nel breve periodo comprando a una certa cifra e vendendo a una possibilmente superiore. Possibilmente è scritto non a caso, visto che si accetta una situazione che al dilettante sembra strana: limitare le perdite oggi invece che sperare in un guadagno domani, bloccando il capitale. I trader delle scommesse operano secondo la stessa logica.

Il bacillo di Koch

di Simone Basso
Un 'All american boys' in versione invernale, quello dei (pochi) ragazzi americani che si innamorarono dello sci nordico negli anni sessanta. Bill Koch era uno di loro: mamma ex cameriera del Michigan, babbo agricoltore del Vermont, crebbe nel New England sognando di competere con i veltri scandinavi nello scenario, incantato, di quelle piste immerse nella neve e nel ghiaccio. Al nativo di Brattleboro toccò il ruolo, tanto epico quanto scomodo, del precursore.

I cani di Alceo

di Oscar Eleni
Le doppie ricevute dei giornalisti, il Billy massacrato a Pesaro, le norme che livellano, il messaggio di Repesa e il balletto per Vitali. Voti a Recalcati, Tanjevic, Perdichizzi, Torino, Hackett, Proli, Maestranzi, Bulleri e Milano.

I Mondiali della democrazia corrotta


di Stefano Olivari
Il denaro non dorme mai, il Gordon Gekko di Wall Street ha fatto scuola. Russia 2018 e Qatar 2022 non hanno quindi sorpreso né bookmaker né gli appassionati di retroscena politico-sportivi. I 24 membri dell’esecutivo Fifa erano diventati 22 dopo lo scoop del Sunday Times che aveva fatto fuori il tahitiano Temarii e il nigeriano Adamu: questi 22 uomini, in buona parte screditati sotto ogni punto di vista (Jack Warner e Issa Hayatou i peggiori in questa speciale classifica), hanno ipotecato le sorti del calcio mondiale di un decennio effettuando le scelte più logiche in un’ottica finanziaria.

I diritti venduti da Chiellini

Quello annunciato per l’11 e 12 dicembre sarà, se tutto va bene (o male), il secondo vero sciopero nella storia della serie A. Intendiamo sciopero senza giocatori in campo, non proteste attraverso ritardi nel fischio di inizio o altre forme di manifestazione del dissenso. Insomma, quelli che al bar della politica sono i ‘miliardari viziati’ hanno sempre dimostrato più senso di responsabilità di chi li paga o li avrebbe dovuti pagare. Per questo solo il 16 e il 17 marzo del 1996 le minacce non sono rimaste tali.

Giustizia di classe per Spaccarotella

di Stefano Olivari
Il processo all’agente Luigi Spaccarotella è stato mediatico e tifoso come pochi altri. Mediatico per motivi evidenti (mettiamo insieme il calcio e un crimine, la prima pagina è assicurata: chi si ricorda dei morti di Italia Novanta?), tifoso perchè l’uccisione del tifoso della Lazio Gabriele Sandri ha unito gli ultras di tutta Italia come nemmeno la battaglia contro lo spezzatino Sky è stata capace di fare.

I sindacati che non scioperano

di Stefano Olivari
Le analogie fra scommesse e Borsa sono molte, nel bene e nel male. Fra quelle del secondo tipo ci sono prezzi determinati non dal mitico mercato ma da pochi operatori forti: spesso riuniti in patti di sindacato, questi professionisti (che prendono posizione anche ‘bancando’) possono con le loro scelte modificare in maniera sostanziale qualsiasi quota.