Biblioteca polverosa

di Oscar Eleni
Il libro su De Sisti, l'intervista di Bertomeu, lo scandalo Thomas, i tre minuti di Melli, la rabbia di Trinchieri, l'autocritica di Minucci, le fatiche di Basile, la doppia Europa lombarda, la faccia dei greci, l'armata turca e la politica di Siena.

La prima più amata dagli italiani

di Alvaro Delmo
Era da tempo che pensavamo di dedicare un intervento a Raffaella Carrà (vero cognome Pelloni), tornata alla ribalta come conduttrice per l'Italia dello Eurovision Song Contest, al quale abbiamo riservato ampio spazio lo scorso maggio, e questa estate grazie a un remix di A far l'amore comincia tu curato da Bob Sinclair. Immergiamoci quindi in un breve ripasso della lunghissima carriera di una di quelle star della televisione italiana che, per schiacciare il tasto della nostalgia, 'ad averne ancora oggi'.

C'è solo un Kenya

di Simone Basso
Il 25 Settembre di quest'anno, a Berlino, è stato l'ennesimo giorno storico per la Maratona. Patrick Makau, ventiseienne, rincorrendo il bis nella manifestazione tedesca ha strabattuto il primato mondiale della distanza. Due ore, tre minuti e trentotto secondi. Il venerabile maestro etiope Gebrselassie lo ha tenuto fino al ventisettesimo chilometro, poi ha dovuto alzare bandiera bianca.

Moggi è ormai da Inter

di Libeccio
Un Luciano Moggi stranamente ecumenico sostiene (intervista su Avvenire del 10 ottobre) che chiunque lo incontri per strada gli raccomanda di non mollare e gli chiede anche l’autografo. Non so se si riferisca soltanto ai tifosi juventini, oppure se pensa che veramente al mondo chiunque lo consideri una sorta di eroe. Poi Moggi si descrive come un autentico drago del calciomercato (tutti gli altri somari) che compra Zidane per 7 miliardi di lire e lo rivende per 150 miliardi al Real Madrid. “Sapete quanta invidia ho suscitato in questo modo”? Ma insomma, lo incalza il coraggioso giornalista di Avvenire, lei allora non ha proprio commesso nulla di male? Moggi lo guarda accorato, si toglie gli occhiali per essere più credibile e recita letteralmente: “L’unica cosa di male che ho fatto è vincere tantissimo. Questo ha dato molto fastidio”.

Lezioni da Basile

di Oscar Eleni
L'ego di Trinchieri, facce alla Stipanovic, i vecchi che servono, la quadrilla di Scariolo, il pubblico senza Bryant, la didattica di Bianchini e il Palaverde della Reyer. Voti a Datome, Linton Johnson, Cook, Sacripanti, Leunen e Vitucci.

La maledizione di Hughes

di Giovanni Capuano
Gli scaramantici qualche sospetto l'avevano avuto già la notte dell'inaugurazione, quando lo sconosciuto Hughes aveva rovinato la festa regalando al Notts County, chiamato a fare la comparsa, un improvviso pareggio nelle battute finali dell'amichevole-evento. Gli scettici si sono ricreduti solo sabato sera al tocco felpato di Caracciolo per il 2-2 (con doppia rimonta) del Genoa, che seguiva l'1-1 già strappato dal Bologna (anche questo in rimonta). Altro che 'effetto-stadio', quel misto di ammirazione, marketing e provincialismo per cui esibirsi davanti a 40mila spettatori nel nuovo impianto bianconero avrebbe dovuto terrorizzare gli avversari regalando alla Juventus “almeno 7-8 punti a stagione” (parole di Buffon). Come se a San Siro, Firenze o Bergamo, giusto per citare alcuni stadi con gli spalti attaccati al campo, non si fosse mai giocato...

I succhiotti di Zago

di Oscar Eleni
Europensierini su Desio, Cinciarini, Leunen, Francia, NBA, Armani, Farmar, Facchini, Milano, televisioni, Italia, Peterson, Zanatta e Gallinari.

Piccoli mutui e grandi famiglie

di Italo Muti
La Primavera Araba si è spostata in Occidente, oppure il movimento degli indignados è meno puro di quanto voglia sembrare? Domanda dalla risposta scontata, sapendo che dietro Occupy Wall Street c’e ACORN e il suo rebranding, associazione vicina al Tanned alla ricerca di una linea politica, con tanto di donazione dell’amministrazione Obama di (79.819 $). Gli Dei, vista la crescente disaffezione della gente nei loro confronti, hanno pensato bene di appoggiare con la mano sinistra tale movimento, cercando di sviare l’attenzione sui fatti reali che rendono il momento scuro come una canzone dei Cure.

Orgoglio andaluso

di Giovanni Capuano
Chiudete gli occhi e provate a immaginare cosa accadrebbe in Italia se l’Atalanta (o il Chievo) si presentassero all’Olimpico per sfidare la Roma indossando sulla maglietta la scritta ’Padania Libera’ oppure ‘Orgoglio padano’ o giù di lì. Interrogazioni parlamentari, ministri iscritti al dibattito, la sensazione per tutti di una inaccettabile invasione della politica nel campo dello sport. Avete presente il Giro di Padania e la sua scia di incidenti? Ecco, accadrebbe quello e magari anche qualcosa in più.

La profezia dei Maya

di Oscar Eleni
L'Under 20 in panchina, Martinoni sempre uguale, la fine di un mondo tecnico, i prestanome di Bryant, l'atteggiamento di Milano, il gregario Jones, gli arbitri serpenti e il futuro dell'Eurolega. Voti a Facchini, Basile, Recalcati, Zancanella e Peterson.

Interrotta

di Libeccio
Ogni cosa è soggetta alla legge dei bisogni saziabili, anche il calcio. Dopo un'abbuffata come quella fatta negli anni scorsi era comprensibile che l'Inter avesse un appannamento ed anche una crisi. Soprattutto se al declino si aggiungono errori enormi, resi sopportabili solo dalla mediocrità di un campionato da classifica corta.

Il mito di Draghi e Baggio

di Stefano Olivari
Mario Draghi è un po' come Roberto Baggio: della gente che parla poco si pensa sempre che abbia in realtà molto da dire e da dare, con il silenzio e la riservatezza che diventano sinonimo di profondità di pensiero.

Il maestro Allievi

di Oscar Eleni
La lettera ad Obama, la notte della Parini, i compagni di Bob Lienhard, il cuore di Corsolini e la famiglia allargata di Cantù.

Secondo sport d'Italia per sempre

La serie B del calcio esulta per il boom di pubblico di questo inizio di stagione, 6.502 spettatori di media a partita che però andando avanti e dopo le partite farlocche di primavera dovrebbero avvicinarsi ai 5mila di media dello scorso torneo. Siccome la serie A del basket ha nel 2010-11 sfiorato le 4mila presenze medie nonostante palazzetti spesso inadeguati (per l'omologazione basta una capienza di 3.500), questo significa che le due realtà sono come successo di pubblico molto simili. Ecco, secondo voi su giornali e televisioni la serie B ha 'solo' il 25% in più di spazio rispetto alla A del basket?

Cepu del Ticinese

di Oscar Eleni
Il commissariamento di Petrucci, gli arbitri di categoria, i numeri di Sky, il pubblico pagante, il reality Bryant, il tabellone del Forum, il nuovo direttore, Gallinari centellinato, le vigilie di Scariolo. Voti a Carboni, Casalini, Messina, Markovski, Rai, LaSette e Renzi.

Vivere alla Bum Phillips

di Tani Rex
Quando il direttore di Indiscreto ci anticipò un anno fa che stava per pubblicare un libro di Roberto Gotta sul football ci incuriosimmo subito. Pur avendo sempre letto gli articoli su Espn.com e sul suo blog, mai ci era capitato tra le mani un suo scritto cartaceo. Non siamo abbastanza tifosi di football da essere interessati alle storie di personaggi e squadre dei quali conosciamo solo il nome o poco più, probabilmente se questo libro fosse stato scritto da un altro autore e pubblicato da un editore diverso nemmeno avremmo pensato di comprarlo.

Affittasi Eto'o, solo referenziati

di Giovanni Capuano
Al momento di concreto c'è solo l'estenuante trattativa per portare a Bologna Kobe Bryant. Per un'amichevole? Un mese? Tutta la stagione?. Idea certamente riuscita dal punto di vista del marketing societario visto che delle ipotesi di ingaggio parla ormai tutto il mondo con ricadute evidenti in termini di pubblicità del marchio-Virtus. Basta digitare la combinazione "Kobe + Bologna" su Google per vedersi aprire oltre 2 milioni di pagine.

I diversi prodotti del '68

di Stefano Olivari
L'unidirezionalità di una volta, Twitter live, la fine dei Borgia, il peggior back-to-back di sempre, la simpatica primavera, l'inno di Buffon, la generazione di Steve Jobs, il nuovo giornalismo d'inchiesta e i passi avanti dell'Arabia Saudita.

La luce che ha solo Balotelli

di Libeccio
L'Italia senza qualità, lo scherzo Osvaldo, i passaportati inutili e il ranking che non perdona.

Il default dei traditori

di Italo Muti
Stantuffare assume ai giorni nostri anche altri significati: decadere, tramontare, tracimare. Le imprese, inutili per il quadro politico, del nostro SB sono oramai sparate anche a Tonga grazie alle immancabili agenzie di stampa che raccolgono le intercettazioni ordinate e passate dagli ascari zibellinati alla stampa amica e da lei veicolate.

Uno Stadium piccolo piccolo

di Giovanni Capuano
Nell'inchiesta de La Gazzetta dello Sport sul calo degli abbonamenti negli stadi e il contemporaneo boom dell'audience televisiva del calcio prendiamo per interessanti due aspetti. Il primo è che a reggere numericamente sono alla fine le solite note: milanesi, romane, Juventus e Napoli insieme coprono la metà esatta degli abbonati della serie A (142mila su 282mila) e ci sono realtà dove il calcio resta uno spettacolo per pochi intimi come Chievo (7mila), Lecce (poco meno di 4mila), Cagliari (4mila) e Catania (9mila).

Morire da vivi

Steve Jobs se n'è andato, vorremmo dire in un altro mondo ma temiamo in nessun mondo. Siamo contro la retorica del dolore e delle commemorazioni, visto che tutto è soggettivo (la morte del cane di nostra nonna, Zico, ha per noi superato tutte le altre morti e le altre normali disgrazie della vita) e che il mondo va avanti lo stesso anche senza il creatore del mondo Apple. Insomma, non essendo grandi fan delle religioni ci fa impressione (e non una bella impressione) vedere la gente in processione davanti agli Apple Store.

Delocalizzatori d'Italia

di Anna Laura
Hanno una fifa blu, quelli dell'IMF (il Fondo monetario internazionale). Lo sanno anche loro ormai che il sistema non regge più. Anzi, in un fuori onda di un programma della BBC è venuto fuori che si aspettano un problema in banche molto grandi. Diciamo francesi? Forse tedesche? Forse le più grandi?

I mitici italiani di una volta

Fra ingaggi di breve periodo e breve respiro la stagione italiana è iniziata sabato scorso con una Supercoppa brutta, sporca e cattiva: sport vero con vittoria della squadra più forte. Invece di farne la cronaca fuori tempo massimo, troviamo interessante sottolineare l'apporto degli italiani alla causa proprio alla vigilia dell'inizio della serie A. Nullo, in una parola.

No Kobe

di Oscar Eleni
I veri competenti, i palazzetti per Bryant, la messa funebre di Bologna, il sesto consecutivo di Siena, e il palcoscenico di LaSette. Voti a Scavolini, Meneghin, Giuliani, Pianigiani, Trinchieri, Pozzecco, Petrucci e Renzi.

L'ora della restaurazione

di Libeccio
L’Inter è una squadra vecchia con molti problemi, che uniti all'usura sembrano giunti al punto di non ritorno. Alcuni giocatori sono oltre il finale di carriera ed altri sono imberbi o palesemente inadeguati per giocare ad alto livello. Ranieri non può essere sempre re Mida se Gasperini non ne azzeccava una, il che non toglie che il cambio abbia fatto bene a tutto l'ambiente. Dopo anni di trionfi ci sta di entrare nel cono d’ombra, molti addirittura vivono meglio senza ascoltare il mourinhano 'rumore dei nemici'.