Pista turca

di Stefano Olivari
Cosa può importare del Besiktas a chi ha giocato 14 anni, di cui 10 da protagonista, nella NBA dopo essere stato prima scelta assoluta al draft 1996? La domanda sorge lubranamente spontanea, rivedendo la conferenza stampa newyorkese con cui The Answer ha annunciato di avere firmato per due anni (2 milioni lordi di dollari a stagione) con i turchi. Poco entusiasmo (sarebbe andato bene anche l’entusiasmo finto), zero conoscenza della realtà in cui dovrà andare, ancora meno voglia di abbandonare una NBA che invece ha abbandonato lui.

Lezioni di olandese

di Enzo Palladini
Prendere un brasiliano e portarlo in Europa non è facile. Mai. Anche nel caso di Ronaldo a Eindhoven c’erano mille complicazioni: il ragazzo era giovane, veniva da Rio de Janeiro, non conosceva il freddo, non parlava la lingua locale e nemmeno l’inglese. E poi la città è terrificante.

La convenienza del calcio

di Stefano Olivari
Qual è lo sport su cui è più conveniente scommettere? La madre di tutte le domande, visto che sul web si trovano quote con un grado di dettaglio (dalla squadra che batterà il prossimo corner al primo
giocatore sostituito) che spesso confonde. Il senso comune direbbe che è più conveniente scommettere sugli sport che si conoscono meglio, ma è una risposta vera solo in parte.

Leader e cani

di Stefano Olivari
Ci sono paesi incivili che tollerano la caccia, quindi non stupisce la lettura di articoli ‘simpatici’ sullo sleddog: la corsa su una slitta trainata da cani, per dirla in italiano. Mito degli appassionati di questo genere di gare è l’Iditarod in Alaska, ma un po’ in tutto il mondo (noi ne abbiamo vista una al Tonale, forse il posto più freddo d'Italia) ci sono scuole che insegnano a perdere tempo facendo male agli animali a temperature polari. Da parte di uomini da ufficio, senza nemmeno la giustificazione della natura che è crudele e della lotta per la sopravvivenza (al massimo alzano la temperatura del termostato e mettono i Quattro salti in padella).

Ha ragione il cap

di Stefano Olivari
Al di fuori dei tecnicismi, nella NBA la differenza fra l'hard cap vagheggiato dalla maggior parte dei proprietari e la situazione attuale è una sola: la fine delle eccezioni, tutte peraltro codificate, ma soprattutto la fine della luxury tax che può far pensare al miliardario della situazione 'Ma cosa sono  per me 20 milioni di dollari?'. Per non dire di altri meccanismi, di cui Berlusconi e Borsano non detengono l'esclusiva, anche se il concreto rischio carcere rende la virtuosità media più alta. Per la verità non è un'idea solo del miliardario ma anche di chi opera in città in grado di creare un indotto che renda accettabile lo sforamento del cap. In base alle dichiarazioni non è un caso che da una parte della barricata ci siano i Los Angeles Lakers di Jerry Buss (il più alto payroll della lega, 92 milioni di dollari e rotti) e dall'altra i piccoli mercati insieme a chi vuole tirare a campare.

Pressione mediatica

di Dominique Antognoni
Ragazzi, questo mestiere va sempre verso la sua fine naturale. Parliamo del mestiere di giornalista, che per fortuna non è il nostro. Ci si inginocchia sempre, purtroppo nella gran parte delle situazioni senza alcuna ragione. Ci si inginocchia a prescindere. Tanto lo stipendio corre, il telefono aziendale va bene anche per chiamare la mamma e la vita se ne va. Lentamente e senza responsabilità.Se poi Andrea Agnelli parla di violenza mediatica nel caso Krasic e nessuno controbatte chiedendo “Scusi, ma di cosa sta parlando?” non c’è più speranza.

Moggi e i sampdorizzati

di Alec Cordolcini
Da quando Indiscreto produce libri ha smesso di produrre recensioni di libri, ma questo non ci impedisce di segnalare l'uscita di opere che possono proporre spunti interessanti. Tra le novità, da segnalare una doppia uscita firmata Renato La Monica ed edita dalla Cardano Editore: “Calciopoli il grande inganno” e “Guida alla Premier League 2010/2011”. Ne abbiamo parlato con l’autore, evitando il rischio 'capolavoro' (per gli amici) e quello 'schifezza' (per i nemici).

Kamasutra per tutti

di Oscar Eleni
L'invidia per Vargas Llosa, il momento di Cancellieri, la spada di Siena, l'antro pro Bucchi, gli schiaffi di Repesa, il tassametro di Radulovic, la lontananza da Ivan, gli scout ciechi, gli spettatori dell'Europeo. Voti a: Simone Santi, Travis Diener, Chris Monroe, Ivo e Simone, Sergio Ragazzi, Mancinelli, Pecile, Scarone, Fantoni, Dordei, Barcellona; Knicks, Fiba Europe, Teofili, Capobianco e Mahoric. e la rinuncia di Barnaba.

Sostituzioni sbagliate

di Libeccio
L'empatia di Benitez, la stanchezza dei Della Valle, il primato di Amauri, il pendolo di Ranieri e le sostituzioni di Mourinho.

Eccesso di reazione

di Stefano Olivari
Il grande successo del live betting sta facendo la gioia dei bookmaker per le solite ragioni (prima fra tutte l’aggiustamento dell’aggio, cioè del margine del banco, che durante le dirette è sempre più alto),
ma anche quella degli scommettitori più avveduti che possono eseguire il compitino giocando contro la massa. Tutto si basa su quella che gli inglesi chiamano ‘overreaction’, cioè l’eccesso di reazione dello scommettitore in proporzione agli eventi.

I soci di Jairzinho

di Enzo Palladini
La leggenda secondo cui un vecchio fenomeno sia stato scopritore e mèntore di un giovane fenomeno è sempre affascinante. Ma qualcuno la mette in dubbio e sostiene che in realtà Jairzinho avrebbe sì scoperto Ronaldo, ma avrebbe poi intrapreso l’operazione commerciale in società con Alexandre Martins e Reinaldo Pitta. Poi diventati gli agenti di Ronaldo e tali rimasti per buona parte della carriera, salvo poi essere costretti ad abbandonare il mondo del calcio per guai piuttosto seri con la giustizia.

Un corvo

di Oscar Eleni
La presentazione sbagliata, i teatri del Veneto, la nave di Trinchieri, il Mancinelli di Mosca, il clone Bucchi e il fuoco di Siena.

Ending on a high note

di Andrea Ferrari
Capita di essere a Bruxelles al Forest National o Vorst Nationaal (Bruxelles è l’unica città belga davvero bilingue) per l’ultimo tour degli A-ha, a 25 anni esatti dal successo planetario del loro primo album “Hunting high and low”.

Bateman for president

di Simone Basso
Vent'anni fa veniva ufficiosamente ucciso il Novecento. Merito dell'American Psycho di Bret Easton Ellis, antiromanzo che mette di fronte alla fine di ogni utopia sociale e quindi alla genesi di un'umanità diversa...

Ivory come Mourinho

di Stefano Olivari
2 - La recensione di 'Quella sera dorata', con il grande regista americano che sceglie un'ambientazione uruguayana senza però rinunciare ai suoi ingredienti base. 

Ventottenni di belle speranze

di Libeccio
L'Italia non più giovane, il mondo che si crede migliore di Ivan e Calciopoli legata ai risultati.

Cavalcando lo Spartak

di Stefano Olivari
Lo scommettitore freddo non ha bisogno di scegliere squadre o giocatori che poi vincono sul campo, spesso gli è sufficiente cavalcare quelli sovraquotati e poi giocargli contro. Tattica impossibile nel ‘giorno per giorno’, perché gli aggiustamenti delle quote sono quasi automatici e l’aggio del banco smorza l’effetto della nostra presunta maggiore competenza rispetto al mercato. Tattica invece possibile guardando al medio periodo.

Senza padroni

di Oscar Eleni
La Slovenia europea, le imprese degli esordienti, il quarto asso in Lituania, l'ammaraggio di Siena, le diapositive di Bulleri, la fame di Dasic e i complimenti di Sky. Voti a Mancinelli, Cancellieri, Mahoric, Recalcati, Cavaliero e Frates.

Epilogo darwiniano

di Simone Basso
Il panorama manzoniano, la pioggia che scende senza pietà e le foglie morte sull'asfalto. Su quel ramo del lago di Como Philippe Gilbert firma il bis al Lombardia, lo fa in una giornata da tregenda che sembra favorire ulteriormente la selezione più impietosa. Dei 195 alla partenza, tra nubifragio, cadute (auguri a Bakelandts e Di Paolo, i più malconci) e un tracciato durissimo, ne sono arrivati al traguardo appena 34: nelle quasi sette ore di sfida l'Omega Pharma Lotto (tribù a larga maggioranza fiamminga) ha controllato le danze fino alla Colma di Sormano; poi è salito in cattedra il capitano vallone e la classica autunnale ha avuto un epilogo darwiniano.

Il vino che abbiamo

di Oscar Eleni
La Spagna da copiare, la grande scuola italiana, pronostici per la serie A. Cosa ci aspettiamo da Siena, Milano, Treviso, Cantù, Caserta, Brindisi, Bologna, Montegranaro, Avellino, Pesaro, Biella, Varese, Teramo, Cremona e Sassari.

Ragazzo di suburbio

di Enzo Palladini
Una cosa è la favela, altra è il suburbio. Per la mentalità primomondista sono entrambi sinonimi di povertà e tristezza, chi conosce il Brasile sa che non è così. Sono alveari di popolo diseredato, ma con grandi differenze tra loro. La favela è quanto di peggio si possa immaginare: case fatte di lamiera e legno, incrostate sulle colline, appoggiate sul fango, senza acqua corrente né servizi sociali. Spesso anche senza legge, nel senso che lì i poliziotti non possono entrare se non in assetto di guerra. Il suburbio è un gradino più su, anche se i brasiliani direbbero tre o quattro gradini, rispetto alla favela.

Il terzo pareggio no

di Stefano Olivari
La copiosa letteratura sulla roulette spiega bene la cosiddetta Gambler’s Fallacy, l’errore (nel senso di credenza infondata) del giocatore dovuto alla sovrastima dei risultati passati. Ma se ogni persona sensata può capire che l’uscita di due palline consecutive sul Rosso non fa aumentare le probabilità del Nero, non altrettanto si può dire quando il discorso vira sullo sport.

Torri di guardia

di Libeccio
L'antidoping impotente,  l'amichevole senza senso, la normalità di Cassano e la parente di Materazzi.

Quebec Metal

di Simone Basso
L'isolamento forzato talvolta genera mostri: se si cresce a Jonquière, nel Quebec più profondo, smarriti tra fabbriche di carta e altre di alluminio, si aguzza l'ingegno suonando musiche aliene agli stereotipi imperanti. Chiusi in cantina mentre fuori nevica, potreste creare un immaginario che vi porti in un'altra dimensione. I Voivod rappresentarono, nella seconda parte degli Ottanta, la propaggine più estrema e stravagante del tornado thrash che investì Europa e Nord America. Golem metallico indefinibile, vissero loro malgrado ai confini del boom commerciale che sdoganò quel fenomeno virulento, iconoclasta, che fu l'apocalisse del genere heavy metal.

Allegri fantasmi

di Oscar Eleni
Le scommesse su Siena, la difesa da Nba, la scoperta della Virtus, il cacciatore McCalebb, la lezione catalana, la pietra di Torino. Voti a Messina, Stonerook, Carraretto, Poeta, Amoroso, Sky, LegaDue, Stern, Blizzard, Williams e Moss.

La mia Asia

di Stefano Olivari
Il riciclaggio di Eriksson, il senso di Robert Enke, la barzelletta del calcio in Borsa, il fair play dei ricchi e il valore di Messi.

Gaucci nell'era del TMS

di Libeccio
La legge per far rispettare le leggi, l'Inter interlocutoria, l'atteggiamento di Krasic, il vortice rossonero, il rientro di un grande italiano, i rischi del doping e i finti provinciali.

I King in Australia

di Simone Basso
L'ottobrata di Geelong, il sole che picchia e l'acqua limpidissima del mare non spaventano i fusti del Nord. Thor Hushovd, che è nato sullo Skagerrak, esplode in uno sprint dei suoi per fasciarsi con l'arcobaleno. Zabelliano, senza esibire la classe di Erik l'ossie, ha vinto l'unica corsa sfuggita al suo riferimento tecnico: esegue l'impresa imitando Matthews e Bronzini nei dì prima, ovvero correndo di rimessa fino al rettilineo finale.  Mondiale bello e crudele, soprattutto per Philippe Gilbert, che si dimostra il più forte della ciurma con una fucilata all'ultimo giro.  Ma il vallone, mattatore assoluto, viene respinto da Eolo in persona che soffia maligno dalla baia.

Fortezza dei ribelli

di Oscar Eleni
La casa di D'Antoni e Gallinari, il vuoto da riempire, i messaggi Fortitudo, i fischi per Bucchi, i sorrisi di Armani, la fiaccolata per Rubini, Gallinari da Giannino, la vera festa Olimpia, il Forum finto, allenatori in bilico, la scuola senese e il valore di Cantù. Voti a: Tranquillo, Stoudemire, Pecherov, Melli, Galliani, Stern, Messina e Pianigiani.

Aussie di seppia

di Simone Basso
Mondiali di ciclismo finalmente down under, ladies and gentlemen, a confermare la globalizzazione avvenuta anche nella pedivella. La strada che ha portato Cadel Evans in maglia iridata ci conduce al precursore Phil Anderson, l'All Aussie Boy che agli albori degli Ottanta divenne uno dei ras del plotone internazionale; la pista già nel dopoguerra espresse un fenomeno come Sydney Patterson, uno dei massimi polivalenti di sempre. Storicamente, se si pensa all'Australia, l'amarcord consente di rispolverare i ricordi gloriosi di due sfregaselle superdotati e pigrissimi.

La lettura del Contador

di Stefano Olivari
Il miracolo dello sport spagnolo, i tagli di Benitez, verso Inghilterra 2018, la pallottola di Obilalé, il cuore serbo di Cleo, il responsabile marketing del Garforth Town, Sconcerti secondo Wikipedia, la tessera deideologizzata e gli allenatori di Lugaresi.