La voce del padroncino

di Stefano Olivari
La fine di Bettega, i colpevoli juventini, Mourinho a destinazione e la fretta per Prandelli.

I segreti del mercato

di Libeccio
Il mistero Di Natale, il passato di Berlusconi, la stizza di Maroni e la rifondazione juventina.

La bottiglia giusta

di Simone Basso
Niente male davvero il panorama dell'Arena di Verona, il pomeriggio che ha concluso il Giro: hai voglia a paragonare il ratto moseriano dell'84 a Fignon con la rosa 2010, anche se nel ciclismo il passato ha sempre ragione, stavolta finirebbe a tennis con il classico risultato degli occhiali.

Il diario di Argo

di Oscar Eleni
I camp di Nikolic, la vita da cani, Roma presa in giro, tre allenatori alla gogna, gente da confernare, i biglietti di Sabatini e il carattere di Bucchi.

Ancora in cielo

A Italia Novanta l’effetto simpatia del Mondiale spagnolo è svanito, per il Camerun che ha come volti riconoscibili in tutto il pianeta solo il trentottenne Roger Milla e il trentacinquenne Thomas Nkono. Sembra tornato ad essere ‘solo’ una squadra africana, abbonata ad una onesta eliminazione nella prima fase.

Lo sceicco scende in campo

di Stefano Olivari
Il santo patrono di tutti i dirigenti vulcanici, aggettivo che serve di solito a evitare definizioni da querela, è senza ombra di dubbio lo sceicco Fahad Al-Ahmad Al-Sabah. Mondiale 1982, stadio José Zorilla di Valladolid, dopo avere pareggiato con la Cecoslovacchia la sorpresa Kuwait affronta la Francia di Platini.

Meno male che c'è Rocco Crimi

di Stefano Olivari
Una bella sconfitta italiana, la testa di Adriano, il traditore Mourinho e l'incolumità di De Rossi.

Quattro, due e molta fantasia

Due giorni fa abbiamo deriso, in privato, un giornalista che fra i mille nomi per la panchina dell'Inter aveva inserito Leonardo. Ecco, come spesso capita avevamo torto. Perchè poi abbiamo saputo che l'Inter ha effettivamente sondato la disponibilità dell'ex allenatore rossonero, il cui nome sarebbe stato caldeggiato a Moratti nientemeno che da...Mourinho (non siamo ubriachi).

Prandelli senza discussioni

Pronti ad ammazzarci per l'interpretazione 'autentica' dell'ultima frase smozzicata da Mourinho salendo in macchina, riteniamo perfettamente normale che alla vigilia del Mondiale in pratica si annunci la sostituzione di un allenatore campione del mondo con un altro che è reduce dalla peggiore stagione (in rapporto al materiale umano a disposizione) della sua carriera.

Questione di maturità

di Stefano Olivari 
La tessera di de Rossi, il diploma di Moratti, la demagogia finanziaria e l'addio di Ronaldo.

Il paese dove i giornalisti si credono importanti

di Dominique Antognoni
Siamo già in crisi di astinenza da calcio giocato, quindi ci siamo ridotti a leggere i giornali. Ovviamente si parla di Mourinho, anche adesso che è in partenza e non regalerà più titoli ai cultori del 'Ci aspettano dieci finali'. Si continuano ad analizzare le sue parole sull'ipocrisia del calcio italiano, ipotizzando chissà quale travaglio interiore. Eppure sarebbe tutto molto chiaro.

Figli di Putin

di Stefano Olivari 
Galliani a tutto gas, il Mondiale di Al Qaeda, la strategia di Conto Tv e il mese di Capello.

L'ultima scena

di Libeccio
L'onestà finale di Mourinho, l'allenatore migliore, i campanili ostili, il dispetto a Balotelli e la scelta più difficile.

Il vero fascino dell'eliminazione diretta

di Stefano Olivari
Dai tornei ad eliminazione diretta si possono ottenere più soddisfazioni che dai campionati. Ma se puntare sulla fase finale della Champions League è contro la psicologia dello scommettitore, che non può resistere tre mesi con i soldi bloccati, non si può dire altrettanto del tennis in cui tutto avviene in poco tempo.

L'ultimo vero sport

di Simone Basso
La strada Giardino, scenario maestoso con la cornice di una folla straripante, spalanca le porte al Monte Grappa e alla settimana Messner del Giro d'Italia. Con tutti i distinguo, che proporremo in seguito, stiamo vivendo una delle edizioni più belle ed incerte dell'era moderna.

Senza facce da Zoncolan

di Oscar Eleni
Gli arbitraggi supercasalinghi, i biglietti omaggio secondo la Nba, gli italiani di Petrucci, l'abbraccio di Lapo Elkann, quelli che danno entusiasmo a Milano e la speranza nel Petrarca.

Tutto qui?

di Stefano Olivari
Meglio il sabato del villaggio, sia pure globale, o la sazia malinconia della domenica sera fra avanzi del pranzo e dibattiti televisivi su un futuro che interessa ormai poco? L'interista sui quaranta anni, bambino con la Juventus di Boniperti, ragazzo con il Milan di Berlusconi e uomo (o giù di lì) con la Juventus di Moggi, pur con tutti gli asterischi del caso non dovrebbe avere in teoria dubbi.

Litaliano più vero

di Simone Basso
Annunciato da una copertina inquietante, tinta di viola e di nero, "Andare camminare lavorare e altre storie" è l'opera più rappresentativa del genio del male dei cantautori nostrani. Piero Ciampi da Livorno (quartiere Pontino), che in tempi sospetti fu anche Piero Litaliano, con quella raccolta memorabile di canzoni sbilenche, struggenti, malinconiche, sublimò il suo stile inimitabile e squinternato di cantastorie.

Via col Gento

di Cristian Ciardi
Bayern-Inter è la finale di Champions League numero 54. La prima il 13 giugno 1956 al Parco dei Principi di Parigi, quando a disputarsi la neonata Coppa Campioni furono il Real Madrid e i francesi dello Stade Reims. Vinsero 4-3 gli spagnoli.

L'ultima differenza con i professionisti

di Stefano Olivari
Fra l’America e l’Europa l’oceano non si chiama Atlantico ma Handicap. Scommettendo su due soli possibili risultati (esempio: vittoria dei Lakers con più di 12,5 punti contro sconfitta o loro vittoria con meno di 12,5 punti di margine) di una partita le prospettive cambiano molto, così come il linguaggio.

Ricomincio da treble

di Cristian Ciardi
Bayern-Inter è la finale tra due squadre e due allenatori che possono entrare nella storia del calcio europeo. Entrambe hanno dominato in patria: il Bayern ha già alzato il “Meisterschale” (il “piatto dei campioni” di Germania) e la DFB-Pokal (la coppa di Germania), l’Inter ha vinto lo scudetto e la coppa Italia.

Per chi si accende la B-Ticino

di Alec Cordolcini 
La Champions League del cantone,  la testa di Boldini, gli italiani del Bellinzona e la sfida Schallibaum-Morinini.

Spettatori che contano poco

di Stefano Olivari
Gli esperti del giorno dopo dovrebbero spiegare i fatti a persone spesso più informate di loro, ma davanti all'aumento del pubblico in serie A ci arrendiamo.

Impegni esagerati

di Oscar Eleni
La casa di D'Antoni e Gallinari, la città antisportiva, Sanguineti e il Montepaschi, previsioni per i play-off.

Giovani in campo e vecchi fuori

Il Milan dei giovani riparte da Pippo Inzaghi, se è vero che entro la fine di questa settimana il trentasettenne attaccante prolungherà fino al giugno 2011 il suo contratto con il club rossonero. Un'eccezione, visto che Dida e Favalli sono stati già salutati e che per metà delle scadenze 2011 si sta cercando una transazione con le buone.

Il nonno è sempre lui

di Stefano Olivari
La versionedi Totti (''Nonno sei finito'' al capitano della Roma contro ''Pezzo di merda'' all'interista, intervista a Diva & Donna) e quella di Balotelli, entrambe sulla parola. Rigorosamente mai a beneficio di giornalisti sportivi che sbavano per loro e li difendono quando sono indifendibili come nemmeno il più ottuso degli ultras farebbe, ma a riviste femminili o giù di lì.

Pochi brasiliani

di Jvan Sica
Si fa un errore di stima quando si usa l'espressione 'Nel nostro paese ci sono 60 milioni di commissari tecnici azzurri', perchè le squadre a disposizione per dare concretezza ai propri giudizi e pregiudizi sono più di una.

L'uomo dietro il calcio

di Libeccio
La rivincita di Moratti, Tuttosport e Del Neri, Rocco su Totti, Pato e il caso Adriano, il ruolo della Polizia.

La difficoltà di chiedere scusa

di Stefano Olivari
Nella vita reala conosciamo poche persone capaci di chiedere davvero scusa, così come nel calcio che della vita è solo una caricatura addormenta-coscienze. Cosa può impedire a un club che ha vinto gli ultimi cinque scudetti, e che senza grossi errori di mercato ne potrebbe vincere almeno quattro dei prossimi cinque, di mettere sul suo sito due banali righe di comunicato?

Non è un grande allenatore

di Marco Lombardo
Giudizi rigorosamente non richiesti su striscioni, Mourinho, Ranieri, Leonardo, Del Neri, Rossi, Ferrara e gli altri...

Senza casa e senza faccia

di Oscar Eleni
Il calendario segretissimo, il record di Bucchi, l'auto di Sabatini, il fallo di Ford, il fiuto di Pianigiani e la felicità di Taranto. Voti alle eliminate, secondo la scala Peterson...

Ancora due anni di vita

Bjorn Borg e John McEnroe al netto di esibizioni e tornei master hanno chiuso sul 7 pari una rivalità grandissima sì, ma durata di fatto solo tre anni (1978-1981) e chiusa troppo presto per logorio mentale dello svedese. Con la vittoria di ieri a Madrid dopo sette anni di sfide Rafa Nadal è invece in vantaggio sul più anziano, di cinque anni, Roger Federer per 14 a 7.

Occhi e manette

di Stefano Olivari
Cinque scudetti consecutivi, perchè il primo dei cinque è uno scudetto che deve essere assegnato (magari alla Roma o al Chievo, a scalare) con buona pace dei mafiosi e dei loro giornalisti raccomandati. Cinque scudetti diversi.

Suggerimento brechtiano

di Oscar Eleni
L’ultimo secchio d’acqua aspettando i play-off, unguento magico della medicina dei semplici per curare i reumatismi di questo basket che stasera saluterà la metà del gruppo e che nella notte porterà sulla via degli elefanti, quella dove il tifoso deluso, come dicevano quelli dell’Atletico Madrid prima di vincere la coppa, se ne va scuotendo la testa.

Stanchi di Costante e Fausto

di Simone Basso
Bilancio di una settimana di Giro, fra le solite nostalgie in chiave marketing e gli stranieri che ci spiegano l'Italia...

Berlusconi non lo voleva cacciare

di Stefano Olivari
Leonardo è il primo allenatore dell'era Berlusconi che lascia il Milan di sua volontà, senza essere esonerato o almeno pregato di accomodarsi altrove. Altro che ''decisione comune presa in amicizia'', come sostiene Galliani. Cosa significa?

La competenza di Maradona

di Jvan Sica
Quando più di tre persone ti dicono che stai sbagliando, vuol dire che devi continuare così. È una frase che in questo momento storico sta a pennello a Maradona, essendo quasi tutto il mondo convinto che Cambiasso e Zanetti servissero al Mondiale a questa sua Argentina.

L'abbonato premiato

Nella coda interista iniziata ieri, un giorno e mezzo prima della messa in vendita, per gli unici 5mila biglietti 'liberi' per la finale di Champions di Madrid c'è qualcosa di profondamente osceno.

Le recensioni scomparse

di Stefano Olivari
Risposta cumulativa agli amici che ci chiedono come mai non pubblichiamo più recensioni di libri di sport. Semplice: fra poco inizieremo a produrli (già quasi, con il 'quasi che inizia a preoccuparci, pronti tre titoli) e non vogliamo entrare nel meccanismo che porta a giudicare orrende le opere degli 'altri' o semplicemente di chi non è nostro amico.

I bei litigi di una volta

di Alberto Facchinetti
Gianni Brera non ha dato molto alle trasmissioni tivù, ma le sue sfide a colpi di articoli infuocati con i colleghi possono lo stesso rappresentare un precedente illustre dei dibattiti odierni...

Con il tifoso si guadagna

Il finale della stagione calcistica non si caratterizza solo per le partite dal risultato scontato, ma anche per l’aumento esponenziale delle scommesse da assicurazione emotiva. Migliaia di milanisti e juventini che puntano sull’Inter in Champions League per essere contenti in ogni caso, insieme a interisti che giocano sul Bayern.

Il conto della tivù

Dopo una trentina di anni di pensiero unico gli economisti da mille master hanno capito che includere cani e porci (non a caso PIGS è l'acronimo con cui i banchieri definiscono le finanze pubbliche di Portogallo, Italia, Grecia e Spagna) nell'area Euro è stato un tragico errore.

Grigia e bianconera

di Stefano Olivari
Le convocazioni per i Mondiali sarebbero il pretesto migliore per parlare degli esclusi, anche perchè nel caso di Lippi si ha sempre il sospetto-certezza che i ragionamenti non siano solo tecnici. Però non vediamo barricate geogiornalistiche per Cassano, per Barzagli, per Perrotta, addirittura nemmeno per Totti e Balotelli che pure sono due che fanno vendere.

Classica e sportiva

di Simone Basso
Tempo di finale occidentale finalmente, l'Nba rispettando il copione di un reality scapigliato ci offre lo showdown più classico e bizzarro della costa pacifica. LA contro Phoenix è una saga che ci accompagna da decenni e curiosamente lo fa rispettando le solite caratteristiche genetiche della contesa.

I vecchi amici del golf

di Stefano Olivari 
Il ritorno di Giraudo, l'indice di Capello, il calcione del nonno, la paura versione 2010 e Ancelotti zero titoli.

Due settimane prima del lutto

di Libeccio
I compagni di strada della Juventus,  la memoria degli interisti, il coraggio prepartita di Mourinho e la più difficile scelta di Moratti.

Il mito che non si poteva toccare

di Roberto Chiodi
L'inchiesta giornalistica sull'accomodamento di Italia-Camerun del Mondiale 1982 fu silenziata dai media e ovviamente dagli addetti ai lavori. Tutto si può dire, tranne però che mancassero le prove...

Almeno una che si impegni

di Stefano Olivari
La classifica della vergogna, paura di Lo Bello, le porte chiuse per sempre, la caviglia di Van Basten e il giornalismo che amiamo.

Orsi ammaestrati

di Oscar Eleni
Il tifo per il Partizan, il prossimo scudetto di Siena, il succedaneo Monroe, Lardo sulla graticola, la carrozza di Gallinari, la fiducia in Bechi. Voti a Basile, Childress, Uleb, Ercolino, Scavolini, Pasini, Torino, Pianigiani e Sabatini.

Il margine di Bolelli

di Stefano Olivari
La serie A possibile, la pressione sulle donne, il solito Federer finito, l'unicità della Martinez Sanchez e uno Slam più mini del previsto.

Derby (County) del cuore

di Christian Giordano
Ragazzo prodigio vincitutto con l’Inghilterra giovanile, David Nish (Burton-on-Trent, 26-9-1947) va in panchina con la prima squadra del Leicester City quando ancora va a scuola.

Guida sentimentale 2010

di Simone Basso
Giro d'Italia numero centouno, ladies and gentlemen, di sabadì nelle vie di Amsterdam; a celebrare una delle poche manifestazioni pop che abbiano veramente creato un immaginario italiano.

Franco Baresi c'è sempre stato

di Sonia Fusco
I cinquant'anni di un campione che ha visto tutti i Milan possibili e che in tutti è stato grande. Fra l'ammirazione di chi lo guardava e qualche invidia di troppo...

Oh, se fosse ieri

di Oscar Eleni
Ricordando i Beatles, le Coppe Campioni con le italiane, l'orgoglio per una convocazione in Nazionale, Ottorino Flaborea e una serie A con più di una squadra da corsa...

C'è solo il calcio

di Stefano Olivari
La differenza sempre imbarazzante, la voglia di giornalismo celebrativo, la riabilitazione di Moggi e l'inflessibile Ordine.

Premi alla spagnola

di Marco Lombardo
I calci di Coppa Italia, la memoria di Totti e un altro motivo per andare al Real Madrid.

Prima e dopo Mourinho

di Libeccio
L'italiano già studiato,  il rumore dei nemici, i cinque comandamenti, la stima degli esclusi e la percezione di un ruolo.

Se questo è un campo neutro

di Stefano Olivari
Tutto si può dire sulla più nervosa e cattiva finale di Coppa Italia che la storia ricordi, tranne che sia stata giocata in campo neutro: l'Olimpico non è Wembley, l'Italia non è l'Inghilterra, l'inno della Roma all'entrata non è quello di Mameli, Beretta non è un presidente di Lega 'adeguato' quando si tratta di prendere decisioni coraggiose.

Divieto di circolazione

 di Stefano Olivari
A quindici anni dalla morte di Vincenzo Spagnolo, i tifosi genoani non accettano che si giochi un Genoa-Milan normale. Solite cose che scriviamo, fra santini esagerati e criminali in libertà...

La lontananza degli Storm

di Paolo Sacchi
C'è chi ha il campionato più bello del mondo, chi invece mastica amaro. Come stanno facendo proprio in questi giorni in Australia. Non per il calcio, bensì per il rugby. Giornali e tv locali della Terra di Oz hanno definito la settimana scorsa come la più nera della storia sportiva del Rugby League.

Mezza Roma

di Stefano Olivari
L'invenzione del tifo contro, l'onestà dei playoff,  la proposta indecente, gli editoriali inutili, il progetto Paratici e il gruppo di Lippi.

La mentalità del beduino

di Luca Ferrato
L'atteggiamento dei tifosi della Lazio nei confronti della loro squadra è qualcosa che il calcio italiano ha ormai interiorizzato e che va al di là del normale tifo contro...

Game Over

di Stefano Olivari
Impossibile rincorrere tutti i risultati calcistici annunciati di fine stagione. Molto più semplice prevedere il tipo di partita in termini di gol segnati: non è un caso che nell’ultimo mese di campionato le giocate su Over e Under (più e meno 2,5 gol totali) siano quasi triplicate rispetto al mese medio.

Il famoso allenatore da Milan

di Libeccio
La breve stagione di Leonardo,  la riconoscenza dei tifosi, l'obbligo di Galli e il futuro senza scenari.

Cliniche per muli

di Oscar Eleni
Arnold fioca lampadina, le entusiastiche adesioni azzurre, Jumaine Jones MVP, l'affidabilità di Motiejunas e quelli dalle palle lesse. Voti a Restani, Evans, Rocca, Pianigiani, Markoishvili, Bargnani, Meneghin, Green, Aradori e Parodi.

Principe del Foro

di Stefano Olivari
Nadal meglio di Borg, polvere di stelle, la voglia di Volandri e il disinteresse di Panatta.

L'Accademia dei Senzabrera

di Alberto Facchinetti
Gianni Brera è stato il giornalista sportivo più influente del secolo scorso. Rivoluzionario, soprattutto a livello linguistico: molti dei suoi neologismi fanno ancora parte del vocabolario italiano.

Ingiocabile

di Simone Basso
Nello sport, come nella vita, nulla si crea e tutto si trasforma; ma ci sono momenti che modificano per sempre la visione e l'approccio di un mondo. Quell'attimo, quando accade, polverizza il nostro concetto del tempo: pare infinito, malgrado duri lo spazio di una breve stagione, perchè verrà cristalizzato ad libitum e rivissuto ogni volta con un fervore quasi mistico. Lewis Hoad fu l'inconsapevole rivoluzionario che accelerò definitivamente le sorti del tennis; prendendo spunto dal serve and forehand di Jack Kramer e proiettando il gioco in una dimensione allora sconosciuta. Lew, con il suo stile, cominciò l'era moderna dei gesti bianchi.